PROVA : BMW 420d MSport, ti conosco mascherina

Dietro la nuova calandra si nasconde il noto 4 cilindri turbodiesel di 2 litri e 190 Cv, ma arricchito dal sistema mild-hybrid che ne riduce ulteriormente i già bassi consumi. Pur restando piacevole da guidare, la rinnovata Serie 4 strizza più l’occhio al confort rispetto al passato...

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Molti clienti e appassionati hanno mosso qualche critica sul design poco innovativo delle ultime generazioni Bmw, talmente simili tra loro e nel confronto con i modelli precedenti, da risultare spesso difficili da distinguere. La Casa bavarese è così corsa ai ripari con un nuovo corso stilistico, identificato principalmente da una calandra dominata sì dal classico doppio rene, ma talmente ingrandito da risultare quasi sproporzionato rispetto al resto del muso.

Una scelta coraggiosa quindi, che forse non convincerà tutti e alla quale bisognerà quantomeno abituarsi, ma senza ombra di dubbio molto identificativa e voluta in gran parte per ribadire l’identità di una marchio che nel corso degli anni è divenuto simbolo di sportività e piacere di guida.

Una “filosofia” che non è stata certo stravolta nel caso della nuova Serie 4, anche se i temi relativi al confort e alla sicurezza sono stati affrontati con più determinazione, proponendo una abitacolo ancora meglio insonorizzato e una dotazione di sistemi di ausilio alla guida assolutamente completa e all’avanguardia. Scelte che si ripercuotono inevitabilmente sul peso della vettura, in questo caso più vicino a quello di una berlina di rappresentanza che non ad una coupé dall’indole sportiva.

Non che la nuova 420d non sia gradevole da guidare, anzi, più che altro la prima sensazione è quella di essere fin troppo isolati dall’esterno e dalla stessa strada con la quale la precedente Serie 4 sembrava fornire un contatto più diretto. Un po’ più impacciata nei cambi di direzione tipici dei tracciati più tortuosi, la nuova nata offre però la stessa gradevole sensazione di equilibrio e confidenza grazie alle reazioni di un assetto garante di ottimi standard di tenuta nel caso dell’allestimento MSport della vettura della prova, che propone sospensioni più rigide e ruote da 18 pollici di serie.

Pur sembrando a prima vista sempre o stesso, anche in virtù della sua potenza massima di 190 Cv, il 4 cilindri turbodiesel di 2 litri è stato invece arricchito dal sistema mild-hybrid, in alcuni casi considerato una sorta di escamotage per omologare le vetture convenzionali come ibride, ma nello specifico, garante anche di risposte più incisive ai regimi più bassi e di consumi talmente contenuti da non trovare molti altri riscontri tra le altre vetture di pari classe e prestazioni.

Un esempio pratico: usando con parsimonia il pedale destro sui tracciati extraurbani, sfiorare la percorrenza di 23 km/litro non è affatto un miraggio, ma anche nella condizione più sfavorevole, la guida in città, il dato effettivo di 14 km/litro è assolutamente a portata di mano. Il tutto senza rinunciare alle prestazioni richieste da una coupé dall’indole sportiva, non troppo sacrificata neppure per quanto riguarda la capacità di assorbimento delle sospensioni sullo sconnesso.

Come anticipato, anche la sicurezza è stata considerata prioritaria su questo modello, proponendo una serie di modernissimi ausili alla guida, talvolta offerti però a richiesta, compreso il sistema di mantenimento della corsia, che interviene con azioni talmente decise sul volante da risultare in alcune occasioni quasi fastidioso. Nonostante la generosa gommatura e il non indifferente dimensionamento dell’impianto frenante, gli spazi di arresto si sono rivelati un po’ più lunghi rispetto a quelli della meno pesante versione precedente, mentre le misure interne non sono migliorate molto, soprattutto per quanto riguarda la zona posteriore dell’abitacolo, a dispetto della crescita di dimensioni esterne e passo.

Così come il prezzo di acquisto resta sempre sopra le righe – la 420d base (Sport) parte infatti da 50.900 euro - anche a causa di una completa e costosa lista di optional dalla quale l’utente tipo di una vettura di questo livello difficilmente riuscirà a mantenersi a debita distanza.

Da segnalare infine che, oltre alle versioni a benzina con motori di 2 e 3 litri di cilindrata, la gamma della Serie 4 include anche la 420 xDrive a trazione integrale, offerta con un supplemento di circa 2.000 euro. La media totale di 8,4 su 10 punti del nostro verdetto parla chiaro, del resto di sostanza ce n’è parecchia nella nuova Serie 4 Coupé, anche se più che di una novità assoluta, dal punto di vista meccanico si può più che altro parlare di un generale affinamento di soluzioni già ampiamente collaudate nel corso degli anni. Una menzione a parte merita tuttavia il sistema mild-hybrid, che non solo ha consentito di omologare la vettura come ibrida con tutti i relativi vantaggi del caso, ma ha consentito di ridurre ulteriormente consumi già in passato tra i più bassi della categoria.

L’estetica potrà piacere o meno, ma non si può certo negare il coraggio di allontanarsi da stilemi che nel corso degli anni hanno reso le varie generazioni dei modelli Bmw fin troppo classiche in un mercato in continua evoluzione, anche da parte di concorrenti in precedenza legate a filo stretto con il passato, come Mercedes, per esempio. Resta sempre lo scoglio del prezzo, che raggiunge livelli difficili da giustificare attingendo dalla lunga e costosa lista degli optional, oltre alla continua crescita delle dimensioni esterne a cui non corrisponde un proporzionale miglioramento dell’abitabilità, anche in questo caso piuttosto sacrificata nella zona posteriore di un abitacolo rifinito con cura e arricchito da materiali di qualità proporzionati al rango di questa elegante coupé.

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