a cura di Redazione Automobilismo - 09 febbraio 2019

Porsche 911 (991): problemi su consumi ed emissioni dichiarati

Anomalie nei test di collaudo avrebbero portato a sottostimare consumi ed emissioni dei modelli prodotti tra il 2016 e il 2017. Le autorità sono già state informate dalla stessa Casa tedesca.
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Neanche il tempo di riprendersi dalle ferite del dieselgate ed ecco che la Casa di Wolfsburg e nello specifico la controllata Casa di Zuffenhausen si trovano coinvolti in un nuovo presunto scandalo. Questa volta però ad aver informato le autorità competenti è stata direttamente la stessa Volkswagen che, dopo aver riscontrato alcune incongruenze e la possibilità di alcune problematiche, ha immediatamente informato la Kba, l'autorità tedesca che vigila sui veicoli a motore, e subito dopo anche l'Epa, l'autorità statunitense che si occupa di vigilare sull'ambiente, e la Carb, l'agenzia californiana che monitora la qualità dell'aria.

Coefficiente aerodinamico sbagliato

Ma di quali irregolarità o problematiche stiamo parlando? Semplice, tutte le Porsche 911 (991), prodotte tra il 2016 e il 2017, dichiarerebbero consumi ed emissioni inferiori rispetto a quelli realmente riscontrati nell'utilizzo reale. Vi sarebbero insomma delle discrepanze tra i consumi reali e quelli dichiarati dalla stessa Porsche in fase di omologazione. E il problema sarebbe riconducibile proprio alla fase di omologazione. Secondo la Casa tedesca, infatti, proprio durante le fasi di omologazione vi sarebbero stati degli errori nella scelta del coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx). Come ben saprete, i test di omologazione vengono effettuati in laboratorio all'interno di celle climatiche su banchi prova dinamometrici che, per produrre risultati precisi, devono tenere conto anche della resistenza aerodinamica dell'aria e della resistenza al rotolamento degli pneumatici.

Indagini già avviate

Secondo quanto viene scritto sullo Spiegel, durante le fasi di omologazione di queste Porsche uno dei tecnici avrebbe utilizzato involontariamente un valore errato per il coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) che avrebbe comportato una sottostima dei reali valori di consumo e di emissione delle vetture in oggetto. Secondo lo stesso quotidiano tedesco, non vi sarebbero quindi problematiche riconducibili all'uso volontario di software (defeat device) per la gestione dei motori. Certo è che, anche se fosse acclarato come un errore involontario, vi sarebbero tutti i presupposti perché i clienti possano intraprendere una azione legale, per farsi risarcire dei danni subiti, e che le autorità fiscali possano richiedere le maggiori imposte fiscali, dovute alle maggiori emissioni di CO2. Da quanto, infatti, dichiarato dalla stessa Volkswagen, le vetture interessate avrebbero superato di oltre il 10% i valori di consumo annotati sui libretti di circolazione, comportando un aggravio nei costi gestionali e l'emissione di maggiori inquinanti nell'aria.
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