Ponte Morandi (Genova): alto carico statico ma limite a 70 km/h

Collaudato con la bellezza di 54 autoarticolati da 44 tonnellate ciascuno, il nuovo viadotto Polcevera è risultato “assolutamente a norma” ma avrà un limite di velocità massima fissato a 70 km/h.

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Proseguono a ritmi serrati le ultime operazioni che porteranno alla completa apertura e agibilità del nuovo Ponte Morandi. Dopo l’inaugurazione hanno preso il via le consuete verifiche preliminari e i necessari collaudi statici e dinamici della struttura per verificarne l’agibilità anche sotto carico e stress. Proprio nella giornata di domenica 19 luglio 2020 sono andate in scena le operazioni di collaudo statico del nuovo viadotto di Genova che attraversa il fiume Polcevera. La procedura di test prevedeva che fossero fatti passare e poi sostare la bellezza di 54 autoarticolati da 44 tonnellate ciascuno per un complessivo di 2.500 tonnellate di peso così da testare l’impalcato in ogni suo settore. Prove che proseguiranno a ritmi serrati anche nei prossimi giorni per permettere ai tecnici di verificare la capacità di torsione della struttura e la sua resistenza ai carichi pesanti. Nei prossimi giorni arriveranno, infatti, altri 37 camion carichi di sabbia con pesi che variano dalle 40 alle 50 tonnellate che permetteranno di intensificare le verifiche - i camion percorreranno più volte la struttura in ambo i sensi di marcia, effettuando prove di frenata e mettendo alla prova anche le rampe d'innesto con l'autostrada A7 - così da dare il prima possibile il via libera alla viabilità.

Stando, però, alle prime indiscrezioni sembrerebbe proprio che il limite potrebbe essere persino più basso (70 o 80 km/h) di quello che era in vigore sul precedente Ponte Morandi (90 km/h). La motivazione? La non conformità del nuovo tracciato con le attuali norme geometriche di costruzione delle strade. Ed ecco scatenarsi immediatamente le polemiche per una situazione che, come sempre succede in Italia, mentre risolve una problematica ne crea subito un’altra. I tecnici e i progettisti, avendo riprogettato da zero il ponte, si sarebbero dovuti attenere alle attuali norme geometriche di costruzione delle strade imposte dalla Dm Infrastrutture del 2001. Queste norme fissano parametri precisi tra la lunghezza dei rettilinei e i raggi delle curve contigue, in modo tale che i primi non siano troppo lunghi e le seconde siano molto dolci. Accorgimenti studiati ad hoc per tenere alta l’attenzione dei guidatori e garantire che le curve siano facili da affrontare.

Il nuovo Ponte Morandi, invece, a quanto pare ricalca pedissequamente il tracciato del vecchio con la posizione dei nuovi monconi che hanno preso esattamente il posto dei vecchi monconi che sono stati abbattuti in fase di demolizione. Una scelta, quella di non modificare il tracciato, dettata purtroppo dalla fretta di ricostruire e dalla esigenza di non alimentare ulteriori contenziosi. Quali le conseguenze di questo errore? Semplice che tutti i limiti di velocità saranno con molta probabilità inferiori rispetto a quelli che erano previsti prima. Se prima, infatti, si poteva viaggiare fino a 90 km/h, ora, invece, non si potranno superare gli 80 km/h verso Genova e forse addirittura di 70 verso Savona. Insomma il nuovo Ponte Morandi rischia sì d'essere stato realizzato con gran velocità, ma non per andare veloci. Una situazione, almeno a sentire il consorzio che ha realizzato il ponte, che non poteva essere evitata se si voleva concludere i lavori in tempi record ma che ha portato comunque alla realizzazione di un ponte sicuro e a norma ma dovendosi innestare su arterie già esistenti non era possibile con le nuove norme mantenere invariato il vecchio limite di 90 km/h.

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