a cura di Redazione Automobilismo - 04 aprile 2019

Ponte Morandi: con la giusta manutenzione si poteva salvare

In attesa della costruzione del nuovo progetto, emergono nuove indiscrezioni sul vecchio ponte, sulle cause del crollo e sulla mancanza di manutenzione.
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Adirlo è stato niente meno che Bernhard Elsener, uno dei periti nominati dal giudice Angela Maria Nutini per l’incidente probatorio nell’inchiesta sul ponte Morandi. In una intervista a una Tv svizzera il tecnico si è così espresso scatenando numerose polemiche: "se Autostrade avesse compiuto su tutti i sostegni l’intervento di rinforzo eseguito su uno soltanto il ponte sarebbe ancora in piedi".

Questione di ridondanza

Secondo Elsener, infatti, il Ponte Morandi soffriva di un particolare difetto: la mancanza di ridondanza. Cioè quando uno degli stralli si rompe, cade il ponte. Questo ponte è per la precisione basato su un particolare sistema di bilanciamento. In sostanza quando manca uno degli stralli diventa asimmetrico e cade. Gli stralli sono solo 4 per pilone e questo è il punto debole. Se fallisce uno dei quattro stralli, la pila crolla, non c’è possibilità che resti in piedi. Il tecnico ha poi proseguito affermando che: "Il calcestruzzo armato non è eterno, si può deteriorare. E' una cosa che tutti noi sappiamo fin dagli anni '80. A causa dei problemi di umidità i cavi si sono assottigliati e si sono spezzati facilmente. Per questo abbiamo trovato meno cavi integri di quelli che avremmo dovuto trovare".

Nuovo limite di velocità

Ora però si deve pensare alla ricostruzione, per non sforare i termini previsti in fase di progetto. Nonostante però, secondo le norme attuali, il tracciato del vecchio Morandi non sia a norma con le attuali norme geometriche di costruzione delle strade, a causa di un rettilineo troppo lungo e curve con scarsa visibilità, il nuovo progetto si farà sullo stesso tracciato dell’originale. Anche in questo caso per non ritardare le tempistiche e per non sforare i 202 milioni di euro previsti per la ricostruzione dell’opera. La nuova opera, che avrà due corsie per carreggiata non sarà però più percorribili a 90 km/h bensì a 80 km/h monitorati con sistema Tutor. A stabilirlo è stato lo stesso Consiglio superiore dei lavori pubblici.

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