a cura di Redazione Automobilismo - 02 giugno 2019

Ponte Morandi: aprile 2020 non è poi così lontano

Secondo il presidente della Liguria, Giovanni Toti, le tappe della demolizione stanno proseguendo come pianificato e la consegna del nuovo ponte non dovrebbe quindi subire ritardi.

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La fase di demolizione starebbe proseguendo senza intoppi e buona parte del ponte, rimasto in piedi dopo lo spaventoso crollo, è già stato demolito. Si attende ora il mese di giugno con la chiusura delle scuole per dare avvio alla fase di demolizione più intensa, quella con la esplosione delle pile (gli alti e complessi piloni) per intenderci. Ecco perché secondo il presidente della Liguria, Giovanni Toti, non dovrebbero esserci ritardi rispetto alla tabella di marcia pianificata all’avvio dei lavori con una consegna prevista per aprile 2020.

Nel breve termine, invece, nel cantiere est inizieranno i lavori per praticare i fori dove verranno posizionate le cariche esplosive di dinamite per far crollare le pile 10 e 11, quelle strallate. Esplosione unica che con molta probabilità dovrebbe avvenire nel fine settimana tra sabato 22 e lunedì 24 giugno. “Il Ponte Morandi è un cantiere molto complicato, ma è già in buona parte demolito e la demolizione va avanti". "Se vogliamo proprio essere pessimisti abbiamo accumulato un paio di settimane di ritardo ma nulla di preoccupante perché ricupereremo sicuramente”. Queste le parole del presidente della Liguria, Giovanni Toti, in una riunione con il Sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del nuovo viadotto sul Polcevera, Marco Bucci.

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