a cura di Redazione Automobilismo - 18 novembre 2019

Pirelli Cyber Tyre: nuovi pneumatici che sfruttano il 5G

Copertura in grado di leggere le condizioni di battistrada e fondo stradale e di inviare le informazioni ai sistemi di sicurezza e assistenza alla guida.

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Il costruttore milanese di pneumatici ha finalmente presentato la versione definitiva dei suoi pneumatici super connessi. Non stiamo parlando delle solite gomme in grado di dirci il livello di pressione interna o se sono o meno forate ma di vere e proprie coperture in grado di analizzare le condizioni del fondo stradale, lo stato del battistrada, i valori di aderenza (grip) e le tipologie di forze scambiate tra pneumatico e asfalto così da restituire ai sistemi di sicurezza e assistenza alla guida importanti parametri per il miglioramento della sicurezza a bordo e della dinamica di guida.

Denominati Pirelli Cyber Tyre, integrano un sensore che tiene conto dei chilometri percorsi, delle condizioni di guida, del modello di pneumatico e anche di potenziali situazioni pericolose, come l’asfalto bagnato o la scarsa aderenza. Tutte le informazioni raccolte vengono poi inviate all’auto che potrà in questo modo modificare i propri sistemi di sicurezza in modo da prevenire situazioni di pericolo per il guidatore. Potendo poi contare, in un futuro non poi ormai così lontano, sulle reti di connessione dati 5G, tali informazioni potranno essere inviate dalla stessa vettura alle vetture che sopraggiungono o in avvicinamento e alle infrastrutture interessante del circondario (protocolli V2G, V2I e V2X) così da prevenire possibili situazioni pericolose, ingorghi, code e incidenti.

Per farlo però, come abbiamo appena detto, servirà oltre al nuovo pneumatico di Pirelli anche una rete mobile 5G cioè un sistema di comunicazione nettamente più veloce, affidabile e rapido nella risposta rispetto agli attuali sistemi di comunicazione. Infatti, con il 5G si può trasferire una grande quantità di dati, vista la velocità fino a 10 Gigabit, con una ridotta latenza (il tempo fra l’invio di una richiesta e l’arrivo della risposta è sotto i 10 millisecondi) e il trascurabile tasso di errore: se col 4G un pacchetto di dati su mille non arriva a destinazione, col 5G si arriva a uno su un milione.

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