a cura di Redazione Automobilismo - 25 giugno 2018

Pikes Peak 2018: la Volkswagen elettrica è regina incontrastata

La Volkswagen I.D R ha letteralmente annientato il precedente record fatto segnare da Sebastien Loeb su Peugeot 208 T16 Pikes Peak.
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    La 96 esima edizione della Pikes Peak International Hill Climb, la più famosa gara in salita al mondo che ogni anno si disputa in Colorado e che, nata nel lontano 1916, è seconda per anzianità solamente alla 500 Miglia di Indianapolis, verrà per molto tempo ricordata negli annali. E’, infatti, l’edizione della supremazia del motore elettrico contro il motore termico. Si perché Romain Dumas, 2 volte campione alla 24 Ore di Le Mans e 3 volte vincitore della Pikes Peak, ieri ha letteralmente stracciato il precedente record, fatto segnare da Sebastien Loeb su Peugeot 208 T16 Pikes Peak in (8 minuti 13 secondi e 878 millesimi), conquistando la “Salita alle nuvole” alla guida del prototipo totalmente elettrico della Volkswagen (la I.D R) con un tempo di soli (7 minuti 57 secondi e 148 millesimi) cioè ben 16 secondi in meno rispetto a Loeb.

    Prova di forza

    Neanche la stessa Volkswagen si aspettava un risultato simile. La Casa di Wolfsburg era, infatti, partita in sordina puntando a battere il precedente record fatto segnare da un prototipo elettrico e mai e poi mai si sarebbe aspettata di poter battere persino il fantastico tempo assoluto fatto segnare da Loeb nel 2013. Il potenziale della vettura era però apparso fin da subito quando la vettura aveva fatto registrare degli ottimi tempi già durante le prove lungo i 19,9 km e le 156 curve che compongono la cronoscalata dalla partenza a 2.862 metri all’arrivo a 4.032 metri. Grazie poi alla guida chirurgica di Dumas, che non ha commesso nessun errore durante tutta la “Salita al Picco”, a una vettura davvero eccezionale e ben progettata e a un’ottima calibrazione da parte degli ingegneri di peso, consumo e rigenerazione dei due pacchi batterie agli ioni di litio, la Casa tedesca è stata in grado di abbattere per la prima volta il muro degli otto minuti, portandosi a casa il titolo di regina della Pikes Peak 2018.

    Orgoglio italiano

    Secondo nella graduatoria assoluta, l’italiano Simone Faggioli alla guida di una Norma M20 con il tempo di 8 minuti 37 secondi e 230 millesimi. Il connazionale, dieci volte campione europeo della montagna e alla sua prima Pikes Peak, ha così conquistato il secondo posto assoluto e il nuovo record per le vetture a trazione posteriore, risultando addirittura ben 32 secondi più veloce dello tempo fatto segnare lo scorso anno dallo stesso Dumas con una vettura simile. Un risultato davvero degno di nota, reso ancor più eclatante se si pensa che nei tre giorni di prove l’italiano era incappato in ben 3 diverse rotture del motore, arrivando persino alla sostituzione del quarto motore poco prima della gara vera e propria. Insomma, un tempo ottimo che con un po' di fortuna avrebbe potuto essere superlativo. Infine, terzo in ordine di graduatoria Peter Cunningham alla guida della Acura Tlx Gt.

    Pornografia ingegneristica

    Ricordiamo che la Volkwagen I.D R si avvale di un telaio monoscocca in fibra di carbonio, di una carrozzeria in fibra di carbonio, di ben due motori elettrici da 250 kW l’uno per una potenza totale di circa 680 CV e 650 Nm, di un’aerodinamica avanzatissima fatta di uno splitter anteriore e di un mastodontico alettone posteriore e di un peso di meno di 1.100 kg. Non va, infine, dimenticato il vero punto forte di questa sportiva a batteria: il fatto di essere alimentata da due motori elettrici la rende totalmente immune dai cambiamenti nella composizione dell’aria al crescere dall’altitudine (aria più rarefatta), cambiamenti che invece influenzano e non poco le prestazioni di un motore endotermico.

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