a cura di Redazione Automobilismo - 02 November 2018

Pedaggi autostrade: le auto che inquinano di più pagheranno di più

Dal 2026 anche l’Europa si adeguerà alla determinazione della tariffa in base ai chilometri percorsi e al mezzo di trasporto usato.

Con 398 voti favorevoli, 179 contrari e 32 astensioni il Parlamento Europeo, convocato in Aula a Strasburgo, ha votato per l’introduzione anche in Europa di una tariffazione del pedaggi autostradali basata sui chilometri percorsi e sulla tipologia di mezzo di trasporto usato. La nuova normativa deve però ora passare al vaglio dei 28 Paesi membri prima di poter approdare come testo finale.

Più viaggi più paghi

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire meglio. In numerosi Paesi dell’Unione Europa esiste ancora la vignetta autostradale. Questa metodologia di pagamento si basa su un fattore temporale di utilizzo dell’autostrada (annuale, mensile, settimanale, ecc) e non sul numero di chilometri effettivamente percorsi come, invece, già avviene in Italia. Ecco il motivo per il quale l’Europarlamento ha proposto questa modifica alla tariffazione autostradale prendendo in esame in primis i veicoli commerciali, pesanti e leggeri, come camion autobus. Se la nuova normativa dovesse entrare pienamente in vigore, anche questi Paesi del Vecchio Continente che ancora si basano su una tariffa a tempo dovranno adeguarsi alla nuova tariffazione basata sul numero di chilometri percorsi e sulla tipologia di mezzo di trasporto usato. Nello specifico tutti i camion oltre le 2,4 tonnellate e tutti gli autobus si troverebbero a dover sottostare a questa nuova legge già a partire dal 2023 mentre per i furgoni e i minibus la normativa dovrebbe entrare in vigore non prima del 2027.

Più inquini più paghi

Lo stesso Parlamento Europeo avrebbe però deciso di considerare anche la tipologia di mezzo di trasporto usato e il suo livello di inquinamento emesso, una scelta volta a spingere l’adozione di veicoli a basse o zero emissioni. Dal 2021, infatti, anche in Europa il pedaggio autostradale potrebbe essere determinato non solo dai chilometri percorsi ma anche in base alla quantità di CO2 emessa dal veicolo utilizzato. Una normativa che, se dovesse entrare in vigore, potrebbe arrivare a coinvolgere nel 2026 persino le auto e non solo i mezzi di trasporto commerciali. Capite bene che pur percorrendo pochi chilometri, se la vostra auto sarà ritenuta inquinante, sarete costretti a pagare una tariffa autostradale salata.

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