a cura di Redazione Automobilismo - 03 luglio 2019

Nuovo Dieselgate? In Germania sotto accusa sia Audi che la KBA

L’analisi di ben 80.000 documenti avrebbe messo sotto i riflettori il colosso Audi, il ministero dei trasporti tedesco e la stessa Autorità per i Trasporti tedesca (KBA).

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Secondo le ultime rivelazioni giunteci in redazione l’autorevole testata economica tedesca Handelsblatt e l'emittente pubblica bavarese Bayerischer Rundfunk avrebbero condotto una gigantesca inchiesta che potrebbe gettare le basi per un nuovo scandalo Dieselgate.

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Dall’analisi di ben 80.000 documenti tra carte del precedente Dieselgate e relazioni tra lo stesso Ministero dei Trasporti tedesco, la KBA e il colosso Audi, emergerebbero nuove e pesanti accuse tanto sul Marchio dei Quattro Anelli quanto da un lato sui funzionari dell'autorità federale dei trasporti KBA, l’ente che rilascia le omologazioni in Germania, e dall’altro sull’ex ministro federale di trasporti Alexander Dobrindt, entrambi accusati esplicitamente di aver chiuso un occhio sulla condotta irregolare di alcuni tecnici della Casa di Ingolstadt.

Leggendo con attenzione l’indagine si scopre come secondo i due organi di informazione la Casa automobilistica tedesca sia colpevole di aver continuato a commercializzare fino ai primi mesi del 2018 veicoli diesel Euro 6 di grossa cilindrata con un software per la manipolazione delle emissione dei gas di scarico, cioè con almeno uno dei quattro dispositivi per l’abbattimento dei gas di scarico giudicati illegali, che gli avrebbe consentito di rendere le vetture più pulite al banco prova rispetto a quanto realmente sarebbero poi risultate in strada in condizioni reali.

Dall’indagine emergerebbe una cattiva immagine anche per lo stesso Ministero dei Trasporti e per il ex ministro federale Alexander Dobrindt in quanto sia Dobrindt che molti suoi colleghi avrebbero più volte chiuso un occhio di fronte a presunte irregolarità del colosso di Ingolstadt. Le stesse carte analizzate farebbero trapelare come i tecnici della Casa tedesca non avessero alcun timore dei controlli delle autorità tedesche né tanto meno di quelli statunitensi ma solo di quelle dei tecnici del Tüv, che si occupa delle revisioni. In sostanza i due organi di informazione riterrebbero i vertici del ministero e i tecnici della KBA come complici nel non mettere sotto accusa il settore automobilistico tedesco con la Casa dei Quattro Anelli che aveva persino chiesto per iscritto ai burocrati della KBA di tenerli aggiornati nel caso avessero scoperto incongruenze nelle verifiche.

I documenti presentati e pubblicati dai due organi di informazione rivelerebbero, infine, come non solo i controllori venissero ingannati da Audi ma gli stessi esaminatori non avevano i necessari poteri per intervenire in caso di irregolarità e, se anche li avessero avuti, sarebbero subito stati frenati dai vertici del Ministero dei Trasporti. Illegalità e tentativi di nascondere le prove e le verità che avrebbero persino innescato una vera e propria battaglia con le autorità inquirenti, in particolare della Procura di Monaco di Baviera.

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