Nuova HYUNDAI BAYON

Realizzata sulla base della i20, unisce ingombri da city car e stile da crossover, ma grazie al passo generoso assicura buone doti di abitabilità e capacità di carico. Lancio commerciale programmato a settembre con motori a benzina anche mild-hybrid. Dotazione di serie completa, prezzi competitivi...

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Un crossover dalla doppia anima, la Bayon, a proposito si pronuncia all’inglese Beyon, che Hyundai si prepara a lanciare in settembre con l’obiettivo dichiarato di mettere un po’ di scompiglio in un settore, quello dei piccoli Suv da città, in forte crescita. Realizzato sulla base dell’utilitaria i20, può diventare un concorrente scomodo anche della Kona. Ma alla Hyundai fanno sapere che si tratta di due scelte diverse: più basica la Bayon, due motori, l’elettrificazione solo mild hybrid e poco concessioni alla sfiziosità. Dall’altra parte una Kona con diversi livelli di elettrificazione fino all’elettrico e tante chicche sia estetiche che funzionali.

Difficile vederli in rotta di collisione. Meno suv e più utilitaria la Bayon lo è anche nelle misure: lunga 4,18 metri e un’altezza da terra di 16 cm. In compenso se le misure esterne sono contenute, grazie al passo 2,58 metri, all’interno sembra di essere su un modello di un taglia superiore, anche per la capacità di carico: 411 litri che diventano 1.205 quando si abbassano gli schienali dei sedili posteriori.

E veniamo allo stile che è personale nonostante riprenda altri modelli del brand, aggiungendo tratti tipici all’anteriore, ma è dietro che si vede il carattere della vettura. La coda, infatti, con una linea caratterizzata da una fascia catarifrangente, a unire le luci a sviluppo verticale, ha un disegno quasi da boomerang.

Trattandosi di un crossover al di là dell’altezza da terra, ci sono elementi che strizzano l’occhio ai percorsi su sterrato come skid plate anteriori e posteriori e le protezioni per i passaruota. Un design, insomma che potrà fare discutere, ma che garantisce un carattere al coreano, differenziandolo non solo dal resto della gamma Hyundai, ma anche dalla concorrenza.

Passando all’abitacolo è molto spazioso, tanto che anche i più alti si trovano a loro agio sul divanetto dietro, con le ginocchia che non sfregano sugli schienali anteriori e tanta luce tra testa e cielo del tetto. Le sedute sono comode anche per chi si trova in mezzo e lo stile della plancia riprende in pieno quello della Hyundai i20, dalla quale Bayon eredita la piattaforma, la strumentazione digitale e il monitor touch per l’infotainment sistemato in posizione rialzata.

Display disponibile in 2 versioni: da 8 o da 10,25 pollici, col primo che offre la compatibilità wireless più Apple CarPlay e Android Auto, mentre il top impone di usare il cavo per effettuare il mirroring degli smartphone. Come detto la Bayon fa a meno dell’elettrificazione più spinta e semplifica la scelta con due soli motori: l’aspirato di 1.200 cc da 84 Cv e il 1.000 cc mild hybrid da 100 Cv. Entrambi abbinati esclusivamente alla trazione anteriore mentre il cambio automatico è riservato alla sola variante mild hybrid.

Alla guida la Bayon da 100 Cv si dimostra un’auto molto ben bilanciata, con un’anima da passista non esagerata destinata a garantire relax e consumi contenuti con una media rilevata di ben 15,6 km/litro. Due allestimenti: XLine e XClass ad un prezzo d’attacco di 19.400 euro e una dotazione di serie già completa: monitor touch a 8 pollici touch, strumentazione digitale, luci diurne Led e frenata automatica d’emergenza. Con la XClass si aggiungono le luci full Led, vetri dietro oscurati, cruise control, sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Due i pacchetti disponibili, per il tetto nero a contrasto e il Safety & Tech che comprende il monitor touch da 10,25 pollici e i servizi online Bluelink, il parking assist e il cruise control adattivo.

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