a cura di Redazione Automobilismo - 25 febbraio 2019

Nuova BMW Serie 3: prime impressioni di guida

Agile, precisa, divertente ed efficace. Insomma un gradito ritorno al vero piacere di guida in puro stile BMW.
1/48
Riuscire a migliorare un progetto già buono non è mail facile. Eppure a Monaco di Baviera sembrano esserci riusciti, sfoderando una nuova generazione di BMW Serie 3, la settima per intenderci, che a ben 44 anni dalla sua nascita promette di riscrivere le regole che sorreggono la dinamica e il piacere di guida. Un miglioramento quanto mai necessario sopratutto dopo l'arrivo sulle scene internazionali della Alfa Romeo Giulia che in un lampo fu capace di far dimenticare le piacevoli sensazioni offerte dalle precedenti generazioni di Serie 3. Sarà quindi riuscita la berlina della Casa dell'Elica a riprendersi lo scettro di regina dell'handling? Scopriamolo insieme!

Pedigree di razza

Guardando la scheda tecnica la nuova Serie 3 sembra avere tutte le carte in regola. L'adozione della piattaforma CLAR le ha permesso non solo di crescere in dimensioni tanto in lunghezza e passo quanto in larghezza generale e delle carreggiate, ma anche di perdere la bellezza di 55 kg di peso totale, mantenendo al contempo un'ottima distribuzione dei pesi del 50:50 tra anteriore e posteriore. Grazie all'adozione poi di particolari rinforzi sopratutto in quei punti più "sensibili" come gli attacchi delle sospensioni, la nuova piattaforma ora anche più rigida di ben il 25% e, complice l'ottimo affinamento della geometria e della taratura delle sospensioni, la nuova berlina tedesca si fregia anche di un baricentro più basso di ben un centimetro rispetto alla precedente generazione. A chiudere il cerchio vi sono, infine, sospensioni anteriori di tipo McPherson e posteriori di tipo Multilink, ammortizzatori a due valori di smorzamento (anteriori in estensione e posteriori in compressione), uno sterzo con rapporto di demoltiplicazione variabile, sulle versioni più potenti un nuovo differenziale posteriore autobloccante lamellare a controllo elettronico e un Cx di appena 0,23 grazie a un sottoscocca carenato.

Piacevole tutti i giorni

Partiamo a bordo della BMW Serie3 320d, un 2.0 litri quattro cilindri biturbo diesel da 190 CV e 400 Nm di coppia massima. Questo nuovo propulsore a gasolio gira lineare e silenzioso e non disdegna nemmeno di essere tirato fino a zona rossa, fissata a quota 5.000 giri/min. L'erogazione è piena, corposa ma mai brusca. La spinta c'è fin dai bassi regimi e il turbo-lag è quasi del tutto annullato ma la sua spinta è sempre fluida e lineare, caratteristiche che, se affiancata alla sua bassissima "sete" di carburante, lo rende un motore ottimo per i lunghi viaggi. Ad affiancarlo vi è il classico cambio automatico con convertitore di coppia e 8 rapporti, rivisitato nello smorzatore torsionale per renderlo ancora più efficiente, fluido, morbido e veloce nei passaggi di marcia. Ci bastano davvero poche curve per capire che qualcosa rispetto alla precedente generazione è cambiato. La nuova berlina bavarese si dimostra fin da subito un'auto davvero piacevole e divertente da guidare. Quello che stupisce maggiormente è l'estrema rigidezza del telaio che neanche sotto tortura sembra potersi flettere o lasciarsi andare. Affiancato poi da un assetto poi più simile alle versioni "M" piuttosto che a una comune variante a gasolio e dai cerchi da 19 pollici con pneumatici dalla spalla ribassata, restituisce una agilità di guida e una tenuta di strada davvero superiore ad ogni previsione.
Il rollio sembra un fenomeno inesistente, l'inserimento in curva è rapido e anche l'uscita lo è grazie a una motricità davvero degna di nota. Difficilmente la vettura finirà in sottosterzo mentre vi basterà staccare tutti i controlli per lasciare qualche virgoletta nera sull'asfalto. Sopratutto in modalità Sport le sospensioni sono particolarmente rigide e frenate ma le irregolarità dell'asfalto vengono comunque assorbite a dovere con solo qualche piccolo saltellamento sulle strade più dissestate. In modalità Comfort, invece, l'assetto si fa leggermente più morbido e la vettura copia senza problemi il manto stradale senza saltellamenti e senza sbilanciare l'assetto. Lo sterzo, infine, è si leggero preciso e poco filtrato ma, complici la geometria McPherson e non a quadrilatero alto della sospensione anteriore e il rapporto di demoltiplicazione variabile dello sterzo, non è ancora in grado di trasmettere lo stesso feeling di quello offerto dalla Alfa Romeo Giulia, risultando a volte non all'altezza nella guida più al limite. Insomma la nuova BMW Serie 3 è una berlina davvero piacevole e divertente da guidare tra le curve anche ad andature non proprio da codice ma, se dal punto di vista del telaio e dell'assetto è stata in grado di ristabilire chi comanda, sotto l'aspetto dello sterzo ha ancora da imparare "qualcosina" dall'italiana.

Per i più coraggiosi

Saliamo quindi a bordo della BMW Serie 3 330i, un 2.0 litri quattro cilindri biturbo benzina da 258 CV e 400 Nm di coppia massima. Questo nuovo propulsore a benzina ha tutt'altra anima, nettamente più peperina e vitaminizzata. A fartelo capire fin da subito c'è il sound rauco, pieno e coinvolgente che ti accompagna anche in abitacolo dai regimi più bassi fin quasi a quota 7.000 giri/min, regime dove il quattro cilindri biturbo smette di allungare. Anche in questo caso la risposta è pronta e la spinta è vivace fin dai bassi regimi. L'erogazione però è più corposa e "incazzata" rispetto al propulsore a gasolio e l'allungo non è per niente male. Complice, infine, l'ottimo cambio automatico a 8 rapporti che in modalità manuale mantiene la marcia anche una volta raggiunto il limitatore, si configura come un motore con cui divertirsi e togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Le impressioni e sensazioni di guida sono le medesime già riscontrate con la variante alimentata a gasolio. A cambiare sono solamente il profilo di guida, ancora più affilato grazie alla modalità Sport+, la taratura delle sospensioni, ancora più rigide, l'erogazione del motore, nettamente più sportivo, e l'influenza del differenziale posteriore autobloccante lamellare a controllo elettronico che garantisce uscite di curva ancora più fulminee o traversi ancora più spettacolari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le nostre Prove