a cura di Redazione Automobilismo - 01 giugno 2019

Nissan ed Enel X: al via la tecnologia V2G in Italia

Partirà da Milano il nuovo progetto di sperimentazione e sviluppo su territorio italiano che permetterà alle auto di immagazzinare e restituire energia per la stabilizzazione della rete elettrica.

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Enel X, Nissan e la società Ricerca Sistema Energetico (RSE) hanno finalmente avviato anche in Italia la sperimentazione e lo sviluppo della tecnologia V2G (Vehicle to Grid). Si tratta di una importante tecnologia con la quale le auto possono immagazzinare e restituire energia per la stabilizzazione della rete elettrica. A voler essere più precisi il nuovo progetto, che prenderà il via nella città di Milano nella microrete sperimentale della RSE, sfrutterà le potenzialità di specifiche stazioni di ricarica a due direzioni (colonnine elettriche) in grado nella fattispecie di utilizzare le auto elettriche Nissan Leaf come sia accumulatori di energia che come immettitori di energia nella rete elettrica.

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Perché solo Nissan Leaf? Perché sono le uniche attualmente in possesso della certificazione V2G in Europa e quindi le uniche a poter essere utilizzate con questa tecnologia bimodale, in grado quindi sia di immagazzinare che di restituire energia. In poche parole quando le Nissan Leaf saranno parcheggiate sotto carica e la rete elettrica necessiterà di un supporto allora le batterie delle auto potranno cedere la propria energia alla rete così da stabilizzarla. Finito il periodo di emergenza sarà la rete stessa che provvederà a restituire l’energia prelevata dalle batterie, ricaricandole e sfruttando per esempio i surplus produttivi notturni.

Le batterie delle auto verrebbero quindi utilizzate come dei veri propri sistemi di accumulo energetico connessi alla rete. In questo modo si sarà in grado di ottimizzare il flusso dell’energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili, immagazzinare l’eccedenza nei momenti di grande produzione e prelevare il necessario quando la rete ne ha più bisogno (momenti di picco) o quando la produzione cala. A guadagnarci però sarebbe anche il proprietario dell’auto elettrica che si troverebbe a guadagnare dei soldi, rivendendo l’energia accumulata dalle batterie ai gestori che ne hanno bisogno.

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