a cura di Redazione Automobilismo - 27 gennaio 2020

Mitsubishi: in Germania accusata di falsi dati sulle emissioni

Sotto inchiesta le emissioni dei diesel che sarebbero state falsificate grazie a un defeat device. A indagare è nientemeno che la procura di Francoforte.

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Già altre volte in questi anni lo scandalo del Dieselgate ha colpito anche altri costruttori al di fuori del colosso di Wolfsburg. Questa volta la ghigliottina pende sopra la testa della Casa giapponese che è stata accusata in Germania per la non conformità delle emissioni dei motori diesel. Ad indagare è nientemeno che la procura di Francoforte che avrebbe avviato una indagine nei confronti della Mitsubishi per presunta manipolazione delle emissioni di veicoli diesel, alterazione avvenuta tramite l’adozione di un dispositivo illegale (i cosiddetti defeat device) in grado di manipolare le emissioni allo scarico così da far risultare i motori conformi al banco prova con le stringenti normative europee.

I motori che adotterebbero questi dispositivi illegali sono i motori diesel a quattro cilindri da 1.6 e 2.2 litri di cilindrata della Casa giapponese, propulsori dichiarati conformi con gli standard Euro 5 e 6. Tali motori sarebbero colpevoli di emettere un quantitativo di emissioni nella norma solo durante il ciclo di omologazione ma non nell’utilizzo di guida reale. Per questo motivo la procura di Francoforte avrebbe avviato una indagine con relativa perquisizione negli uffici della casa automobilistica e di altre società con l’intento di verificare il sospetto di una frode commerciale perpetrata a danno dei consumatori. Gli automobilisti rischiano, infatti, di non poter utilizzare la propria auto perché l'uso di tali dispositivi è vietato: pertanto, i veicoli che li montano non possono essere omologati.

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