a cura di Redazione Automobilismo - 09 luglio 2019

Michelin: gli pneumatici vanno valutati da usurati

La condizione più critica per uno pneumatico estivo è quando piove. Per questo motivo le sue prestazioni devono essere elevate anche da usurato e non solo da nuovo.

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Per il Codice della Strada gli pneumatici andrebbero cambiati una volta che lo spessore rimanente di battistrada ha raggiunto la fantomatica soglia degli 1,6 mm. Al di sotto di questo valore non solo non è legale andarci ma è anche molto pericolo per un discorso di sicurezza, visto che vengono a mancare tutti quei valori di performance, specie su bagnato o sporco, necessari a una buona stabilità del veicolo.

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Per questo motivo la maggior parte dei costruttori di pneumatici se da un lato condividono quanto affermato dalla legge, confermando che sotto questa soglia lo pneumatico debba a tutti i costi essere cambiato, dall’altro lato consigliano sempre più spesso agli automobilisti di sostituire i propri pneumatici una volta che lo spessore di battistrada residuo abbia raggiunto i 3,0 mm, soprattutto se l’automobilista è solito viaggiare su strade bagnate e innevate. La motivazione? Una pura e semplice questione di sicurezza perché con il ridursi dello spessore del battistrada le prestazioni dello pneumatico non possono che peggiorare soprattutto su bagnato, sporco e neve mentre sull’asciutto le sue performance possono persino aumentare, incrementando il grip e migliorando la resistenza al rotolamento.

Contrariamente però a quanto affermato dalla maggior parte degli altri produttori di pneumatici, il Colosso francese si ostina a sottolineare come le performance degli pneumatici andrebbero valutate non solo da nuovi ma anche da usurati così da confermare che lo pneumatico sia in grado di garantire un certo valore di sicurezza anche quando è prossimo al suo fine vita. Questa campagna mira da un lato a dimostrare come gli pneumatici del colosso francese sia ottimi anche da usurati e come sia necessario valutare le performance da usurati e dimostrare che quel tale pneumatico sia in grado di mantenere determinati standard anche a fine vita e dall’altro come sia inutile sostituire i propri pneumatici già a 3 mm ma che sia ugualmente sicuro portarli fino a 1,6 mm, riducendo non poco l’inquinamento e l’impatto ambientale.

Michelin però non intende dire che una copertura nuova e con maggiore spessore di battistrada non sia capace di garantire una performance maggiore, soprattutto su bagnato, sporco o neve, di una con battistrada usurato. Ma vuole semplicemente sottolineare come oltre allo spessore del battistrada ad essere essenziale per la sicurezza è la qualità stessa della gomma, tanto da nuova quanto da usata, e quindi la sua capacità di garantire un valore minimo di performance anche una volta raggiunto il fine vita. Per questo motivo il colosso d’Oltralpe si sta battendo per l’introduzione di un test a livello mondiale che possa verificare nella frenata su bagnato e in tutte le altre condizioni gli pneumatici non solo da nuovi ma anche con un battistrada usurato.

Una filosofia che in Michelin hanno ribattezzato come Long Lasting Performance e che prevede il monitoraggio delle prestazioni degli pneumatici da nuovi a usurati, passando per tutto il loro ciclo di vita. Una precisa analisi che mira ad analizzare il decadimento delle performance dello pneumatico sulla lunga distanza cioè quando il battistrada è ormai logoro e che punti all’introduzione di una nuova normativa che imponga un livello di performance minimo quando gli pneumatici hanno tanti chilometri sulle spalle, al fine di assicurare agli automobilisti un livello minimo di prestazioni per tutti i pneumatici in commercio e un superiore livello di sicurezza per loro e per i loro passeggeri.

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