a cura di Redazione Automobilismo - 07 aprile 2019

Mezzi pesanti? In Italia male ma non fanalino di coda

Nel Bel Paese pesano l'età media del parco circolante e l'inefficienza del trasporto merci ma c'è chi in Europa è messo peggio di noi.
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A confermarlo sono i dati sul trasporto pesante in Europa che indicano chiaramente come il trasporto delle merci su gomma non sia un problema esclusivamente italiano anzi, a ben leggere dalle carte, l'Italia non sarebbe nemmeno il fanalino di coda, pur permanendo seri problemi anche nel Bel Paese. Ma cerchiamo di capire meglio. Franco Fenoglio (Unrae) nel corso di un convegno ha dichiarato come in Italia il trasporto su gomma incida per l’85,5% del totale. Lo stesso trasporto in Danimarca tocca quota 88,9%, in Spagna 94,7% e nel Regno Unito 91,5%. L'Italia quindi non è ultima ma a fare meglio di noi troviamo come sempre la Germania con un tasso del 76,4% grazie a un forte investimento su un sistema di logistica e di trasporto merci fatto di ferrovia e gomma. Ma allora perché si lamentano così tanto della situazione italiana?

Vecchio e poco efficiente

Il problema nel nostro Pese è purtroppo in primis l'età media del parco circolante. In Italia si trovano ben 150 mila mezzi pesanti con più di 25 anni, ossia Euro 0 ed Euro 1. Non va poi dimenticato che su un totale di 663.500 mezzi, il 63,1% sono ante Euro 4 con una età media di 13,5 anni. Una situazione pericolosa non solo sotto l'aspetto dei consumi e delle emissioni ma anche dal punto di vista della sicurezza e dello stato di questi mezzi pesanti, cioè della loro manutenzione. A questo si aggiunge la poca efficienza del nostro sistema di trasporto delle merci. In Italia, infatti, il 40% dei camion in circolazione girano a vuoto, ossia senza carico, o con carico parziale. Viaggi "sprecati" che incrementano i consumi e le emissioni nocive nell'aria non solo all'interno dei centri abitati o urbani ma lungo tutta la nostra bella penisola. Servono insomma maggiori controlli e maggiori incentivi che consentano alle aziende di poter rinnovare il proprio parco circolante. Secondo Franco Fenoglio (Unrae), infatti, “Se sostituissimo oggi tutta la flotta con Euro6 abbatteremo i NoX del 95% e le polveri sotili del 97”.
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