Mercedes-AMG GT Black Series: i fattori chiave del record al Ring

Per mettere a ferro e fuoco l’Inferno Verde nessun dettaglio può essere lasciato al caso e a Stoccarda lo sanno bene.

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Sempre più spesso l’iconico Nürburgring Nordschleife viene utilizzato dalle Case auto per valutare la bontà delle proprie vetture sportive e sancire la superiorità dell’uno o dell’altro modello all’interno di uno specifico segmento. Lo stesso è avvenuto lo scorso novembre quando la Casa della Stella è scesa in pista con la sua ultima creatura, l’inarrestabile Mercedes-AMG GT Black Series, per cercare di conquistare lo scettro di regina come auto stradale di serie più veloce lungo i difficilissimi 20,6 km dell’Inferno Verde.

Impresa più che riuscita. Con un tempo di soli 6:43.616 la strepitosa coupé da 730 CV, guidata dal pilota di GT3 Maro Engel, è stata capace di mettersi dietro di quasi un secondo un mostro sacro come la Lamborghini Aventador SVJ (6:44.97). Precisiamo fin da subito che comunque lungo il più lungo e intero circuito da 20,832 km il tempo della pepatissima tedesca non è andato oltre i 6:48.047. Ma cosa ha permesso di raggiungere un tale risultato? Con un video la Casa della Stella ci ha svelato alcuni segreti.

Completamente originale ma semplicemente adattata al circuito tedesco, la Mercedes-AMG GT Black Series ha ricevuto le amorevoli cure dei suoi ingegneri e progettisti per poter dare il meglio di se. L'assetto è stato abbassato di 5 mm davanti e 3 mm dietro per aumentare l'effetto venturi del diffusore anteriore, lo splitter anteriore è stato spostato sulla posizione "Race", le ali posteriori sono state regolate in configurazione intermedia, le barre antirollio sono state settate sulla regolazione più dura, il camber negativo delle ruote è stato regolato sul valore massimo di 3,8 gradi in quelle anteriori e su 3,0 gradi al posteriore e il controllo di trazione AMG settato sulle posizioni 6 e 7 a seconda delle sezioni del tracciato.

Spinta da un 4.0 litri V8 biturbo benzina da 730 CV e 800 Nm, installato anteriormente ma capace di sfogare tutta la sua verve sulle sole ruote posteriori, la Mercedes-AMG GT Black Series si fregia inoltre di pneumatici Michelin Pilot Sport Cuo 2 R MO con mescola doppia (una più morbida per i climi freddi e una più dura per quelli caldi) sviluppate appositamente per questo modello, di impianto frenante carboceramico, di numerosi componenti in carbonio e di Track Package con roll bar in titanio e cinture di sicurezza a quattro punti. Come se non bastasse una precisa e sopraffina regolazione dell’intera aerodinamica attiva ha permesso di raggiungere 400 kg di downforce a 250 km/h.

6'43"616 - Mercedes-AMG GT Black Series (Maro Engel)

6'44"97 - Lamborghini Aventador SVJ (Marco Mapelli)

6'47"25 - Porsche 911 GT2 RS (Lars Kern)

6'48"28 - Radical SR8 LM (Michael Vergers)

6'52"01 - Lamborghini Huracán Performante (Marco Mapelli)

6'55"00 - Radical SR8 (Michael Vergers)

6'56"40 - Porsche 911 GT3 RS (Kévin Estre)

6'57"00 - Porsche 918 Spyder (Marc Lieb)

6'58"28 - Porsche 911 GT2 RS (Christian Gebhardt)

6'59"73 - Lamborghini Aventador SV (Marco Mapelli)

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