Mercato auto: Unrae lancia il grido d’allarme

L'associazione nazionale delle Case estere torna a chiedere a gran voce al governo che vengano varati interventi urgenti per rilanciare il mercato.

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"Dopo il disastro improvviso nel mese di marzo (-85%) e quello preannunciato di aprile, con l’azzeramento (-98%) delle immatricolazioni di autovetture nel nostro Paese, il mese di maggio stenta a ripartire" è questo il grido di allarme della Unrae che è tornata a chiedere al Governo misure concrete e urgenti per cercare per lo meno di tamponare le forti conseguenze della pandemia del coronavirus sull'intero comparto automotive. L’appello si basa su un andamento del mercato che, numeri alla mano, non riparte neanche dopo la riapertura delle concessionarie. Ecco perché per l’associazione nazionale delle Case estere servono interventi urgenti per rilanciare il mercato: "Assistiamo ad una gravissima situazione socio-economica per un intero settore che sostenta oltre 160 mila famiglie ed è un asset fondamentale per il PIL italiano (oltre il 10%). La disattenzione del Governo lascia disarmati. Occorre intervenire con urgenza per un rilancio della domanda, prima che sia troppo tardi". Il grido di allarme della Unrae è arrivato subito dopo quello avanzato congiuntamente dall'Aci, dall'Anfia e dalle sigle sindacali della metalmeccanica Fim-Cisl, Uilm e Fiom, che hanno espressamente chiesto il varo di incentivi per la rottamazione, l'acquisto di auto a basse emissioni e le infrastruttura per la ricarica delle auto elettriche. Richieste a cui si è aggiunta pure Federauto, la federazione dei concessionari, che si è rivolta alle istituzioni per chiedere non solo un programma di incentivazione ma anche una revisione della fiscalità sugli autoveicoli per allinearla ai livelli degli altri Paesi europei.

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