Mazda: le nuove norme europee sulle emissioni sono una bella gatta da pelare

La casa nipponica, spaventata dalle nuove normative europee sulle emissioni di CO2, punta tutto sulla nuova MX-30 per evitare le pesanti sanzioni elevate dall’Unione Europea.

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L’ormai ben noto scandalo del Dieselgate ha generato non pochi problemi e si sta portando dietro numerosi strascichi che stanno rendendo molto difficile la vita sia di chi deve progettare ed omologare un nuovo motore, a maggior ragione diesel, sia di chi si trova a dover acquistare una nuova vettura e non sa bene “che pesci pigliare”. Basta, infatti, dare un occhio all’enorme confusione generata dalla numerose normative sulle emissioni che si sono susseguite nell’arco di poco tempo (Euro 5, 6A, 6B, 6C, 6D-Temp e 6D-Final), dai continui cambiamenti nei cicli di omologazione (NEDC, WLTP, RDE e RDE 2) e dalle sempre più mutevoli e severe politiche ambientali attuate da alcune importanti città d’Italia e d’Europa (Milano, Roma, Torino, Stoccarda, Dusseldorf, Oslo, Amsterdam, Parigi, Atene e Madrid). Strategie di salvaguardia dell’ambiente, a nostro modesto parere, troppo spesso decise e attuate da politici o figure per nulla preparate in materia.

Con l’avvento dei nuovi cicli di omologazione si resero necessarie anche nuove normative sulle emissioni con l’obiettivo di ridurre sempre più il gap esistente tra i valori riscontrati al banco in sede di omologazione e quelli ricavanti in strada durante i test reali. Una strategia che non solo porterà alla messa in strada di vetture che realmente nel quotidiano inquineranno e consumeranno meno ma che obbligherà i Costruttori a dichiarare dati più veritieri delle auto in sede di omologazione. Queste nuove normative e cicli di omologazione spaventano però non poco le Case automobilistiche che potrebbero vedersi elevare salatissime multe per non essere state in grado di rispettare i limiti di emissione media di CO2 della loro intera gamma di veicoli, obiettivi imposti per gli anni a venire.

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Non va, infatti, dimenticato che il 1° gennaio di quest’anno (2020) è entrato definitivamente in vigore la nuova normativa Euro 6D per le omologazioni, norma che diventerà obbligatoria anche per le immatricolazioni a partire dal 1° gennaio 2021. La Case quindi stanno ricorrendo ai ripari cercando di omologare e immatricolare quante più vetture elettriche ed ibride possibile in modo da poter abbattere, almeno sulla carta aggiungiamo noi, le emissioni medie della loro intera gamma. Una di queste Case in forte preoccupazione per la situazione attuale e futura è sicuramente Mazda che soprattutto in Europa non è sicura di riuscire a fronteggiare le nuove normative che sono entrate in vigore con l’inizio del 2020.

“Il prossimo anno affronteremo il potenziale pericolo delle sanzioni per le emissioni di CO2. Siamo in un periodo di forte transizione tra due generazioni di tecnologia. Una volta che sarà terminato, includendo anche l’elettrificazione della nostra gamma di prodotti, il nostro obiettivo è quello di non pagare multe per le emissioni di CO2. Dobbiamo anche considerare volumi e margini di profitto solo dopo aver scongiurato questo problema. Nel 2021 e oltre vedremo il pieno dispiegamento delle nostre ultime tecnologie. Quindi dovremo gestire attentamente profitti e volumi nei prossimi anni”. Così ha esordito Yasuhiro Aoyama, che guida Mazda Europe dallo scorso marzo.

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Mazda spera ora nelle vendite in Europa del suo primo crossover 100% elettrico, la Mazda MX-30, per creare profitto e volumi e per risolvere almeno in parte il problema della media delle emissioni di CO2 della propria gamma. “Dovremo vendere il maggior numero possibile di veicoli elettrici in modo da poter ridurre il rischio di subire una sanzione legata alle emissioni di CO2. Non so quanti esemplari di MX-30 venderemo nel 2020, stiamo ancora lavorando al bilancio e non abbiamo ancora stabilito una stima precisa. Ma siamo sicuri che molti giovani che amano la guida urbana se ne vorranno appropriare”.

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