PRIMO CONTATTO : Nuova MASERATI LEVANTE HYBRID

Il primo Suv ibrido della Casa del Tridente ribadisce la medesima formula, più prestazioni con meno consumi, inaugurata dalla berlina Ghibli e che garantisce una maggiore sostenibilità rispetto al motore turbodiesel ma assicurando piacere e divertimento di guida degni di una Maserati...

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Il primo Suv ibrido della Casa del Tridente ribadisce la medesima formula, più prestazioni con meno consumi, inaugurata dalla berlina Ghibli e che garantisce una maggiore sostenibilità rispetto al motore turbodiesel ma assicurando piacere e divertimento di guida degni di una Maserati.

Dicono in Maserati a proposito della nuova Levante Hybrid. “Anche nel caso di un’auto ibrida, per noi il suono che produce resta fondamentale. Per questo motivo possiamo dire con orgoglio che Levante Hybrid ha una propria voce inconfondibile, su cui abbiamo lavorato molto perché fosse aggressiva e distintiva senza fare ricorso ad amplificatori o altri espedienti”.

Queste parole sono di Francesco Tonon, responsabile pianificazione e marketing prodotto di Maserati che ha sottolineato un aspetto importante del progetto che ha portato al debutto il primo suv ibrido della Casa del Tridente.

Tanto importante da aver dato luogo ad un’inedita collaborazione con il compositore e produttore musicale Dardust: l’artista italiano, che ha firmato cinque delle canzoni in competizione all’ultimo Festival di Sanremo, ha infatti creato un brano inedito proprio per il debutto della nuova Levante Hybrid: il progetto si chiama Sound of Audacity. Anche questo è un modo per mettere in evidenza l’esclusività di un prodotto che fa di tutto per distinguersi dal resto del mercato.

Perché se è vero che il suv modenese segue l’attualissimo trend dell’elettrificazione dei modelli a motore termico tanto chiesto dal mercato, ma soprattutto dalle normative, è poi altrettanto indubitabile che lo faccia in modo oggettivamente originale. Dopo aver svelato la Maserati Ghibli Hybrid e in attesa dell’inedita Grecale, il suv di medie dimensioni destinato a far decollare i volumi di vendita del Tridente, la marca modenese si prepara al lancio della nuova Levante Hybrid, secondo tassello nella strategia di elettrificazione della marca. Una motorizzazione che, secondo chi l’ha messa a punto, è più sostenibile del diesel e veloce come una a benzina.

Una quadratura del cerchio, insomma, come sintetizzano i numeri: i consumi così come l’anidride carbonica emessa allo scarico, si riducono del 20% rispetto a una Levante a benzina di analoga potenza e dell’8% rispetto al diesel, che la Levante Hybrid manda in pensione. A distinguerla dalle altre Levante sono i dettagli di colore blu, presenti sulla carrozzeria e all’interno, a identificare la natura elettrificata del veicolo. La meccanica green risulta dall’abbinamento di un motore termico due litri turbo a 4 cilindri con un sistema mild-hybrid a 48V basato su quattro elementi: Bsg, batteria, eBooster e convertitore DC/DC.

Il primo funziona da alternatore e permette di recuperare l’energia in frenata e decelerazione e va a caricare la batteria posta nel vano bagagli che, a sua volta, serve ad alimentare l’eBooster, un compressore elettrico che supporta il turbocompressore classico e migliora la reattività al comando del gas e l’erogazione del motore ai bassi regimi e nella guida più sportiva. Peraltro, il Levante ibrido è complessivamente più leggero di 20 kg rispetto a quello equipaggiato col V6 benzina e di ben 115 kg rispetto al Levante diesel: ne consegue una distribuzione del peso ancora più bilanciata fra i due assi, che rende l’automobile più maneggevole e divertente da guidare.

Anche in questo caso le cifre sembrano confermare: grazie ai 330 Cv di potenza massima e ai 450 Nm di coppia motrice, lo sport utility modenese scatta da 0 a 100 km/h in 6 secondi e tocca una velocità massima di 245 km/h. Su strada la spinta è abbastanza pronta pure nella parte bassa del contagiri e diventa robusta già sopra i 2.500 giri, mantenendosi tale fino a limitatore. Altro asso nella manica dell’auto è la fluidità, garantita dal cambio automatico, dolce e rapido allo stesso tempo, anche quando viene utilizzato manualmente, sfruttando le palette dietro al volante per richiamare gli 8 rapporti.

Buona la resa fra le curve, un po’ per la taratura dello sterzo, diretto e preciso, un po’ per l’elevata tenuta di strada e il rollio contenuto, che mascherano bene le oltre due tonnellate di peso del veicolo e lo rendono agile nei cambi di direzione. Al piacere di guida concorre la motricità generata dalla trazione integrale: di base invia il 100% della coppia motrice direttamente alle ruote posteriori, mentre sui fondi sdrucciolevoli o in caso di perdita di trazione all’assale posteriore si passa a una ripartizione del 50:50 tra gli assi. Il tutto è completato da un differenziale a slittamento limitato presente sull’assale posteriore, che migliora ulteriormente la motricità in curva.

Buono il sistema frenante: non ha un attacco aggressivo ma è molto potente. Nella guida più rilassata si apprezza tutto il confort dato dalle sospensioni pneumatiche, che assicurano un assorbimento delle asperità da “tappeto volante”. Oltre che alla gestione elettronica del motore, governata da una centralina Bosch di ultima generazione, e alla funzione di sailing, cioè di veleggiamento in rilascio con la disattivazione dei cilindri, il merito della maggiore efficienza va anche alla riduzione del peso: soltanto il passaggio al quattro cilindri regala di per sé un risparmio di 24 chili.

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La batteria, dal canto suo, è molto piccola 800 Wh, tanto il sistema rigenera molta energia in decelerazione e frenata, la quale viene reimpiegata subito nelle accelerazioni e riprese e la sua collocazione nel bagagliaio contribuisce a una ripartizione dei pesi al 50-50 tra avantreno e retrotreno, con positivi riflessi specie sulla parte dell’handling.

La dinamica di guida, al di là del nuovo equilibrio delle masse, anche sulla Hybrid rimane gestita dal sistema sospensivo, pneumatico di serie con sei livelli di assetto, proprio per il modello, con i quadrilateri all’anteriore e il multilink a cinque bracci al posteriore e una trazione integrale con in più il differenziale posteriore meccanico autobloccante che in condizioni normali privilegia il retrotreno, indirizzandovi il 100% della coppia motrice, e soltanto in caso di perdita d’aderenza la ripartisce in soli 150 millisecondi in equa misura tra i due assi. Passando all’abitacolo, offre un giusto mix di spaziosità e funzionalità, è rivestito di materiali nobili. Insieme all’evoluzione tecnologica finalizzata ad aumentare le prestazioni diminuendo il proprio impatto ambientale, Levante Hybrid porta al debutto anche affinamenti sostanziali che, guarda a caso, riguardano digitalizzazione e sicurezza.

A centro plancia spicca il generoso touchscreen del sistema infotelematico connesso, con risoluzione e grafica migliorati e software basato su Android Automotive. Mentre il quadro strumenti analogico ha una grafica rivista e prevede un display da 7 pollici per il computer di bordo. Dal punto di vista estetico, la caratterizzazione di Levante Hybrid si basa sull’utilizzo del colore blu cobalto per diversi particolari esterni, come fregi, contorni delle branchie sui passaruota e pinze freno.

Ma continua anche nell’abitacolo, dove i sedili in pelle pieno fiore utilizzano la stessa tonalità per mettere in evidenza le cuciture a contrasto. Dettagli che, insieme a materiali e assemblaggi di indiscutibile qualità, regalano un’aria lussuosa e ricercata agli interni di questo suv ibrido dotato, per l’occasione, di un nuovo display multi-touch senza cornice da oltre 10 pollici al centro della plancia, strumento che diviene vero centro di comunicazione a disposizione dell’auto.

Completa la dotazione di sicurezza, che annovera dal cruise control con radar, alla frenata di emergenza passando per il monitoraggio dell’angolo morto del retrovisore esterno ed il sistema che avvisa in caso di superamento della carreggiata. A che prezzo? Da 82.880 euro, adeguato al livello qualitativo di un’auto che propone tutti gli stilemi che sono da sempre tipici del lusso, ma made in Italy.

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