a cura di Redazione Automobilismo - 16 luglio 2019

Manutenzione strade: il bitume inizia a scarseggiare

La denuncia arriva dalla Siteb che afferma come la mancanza di bitume potrebbe rallentare i lavori stradali e i cantieri in atto o recentemente approvati.

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Come al solito in Italia siamo alle solite. Se non ci si mette un problema a rallentare i lavori, allora se ne trova subito un altro a causare ritardi, spreco di denaro o a rendere incompiute alcune opere a volte molto importanti. Fino ad oggi però a causare questi ritardi nei lavori stradali o nelle opere pubbliche erano state o la lungaggine della burocrazia oppure la mancanza di fondi. Ora, invece, e questo potrebbe essere visto come un bel paradosso, a ritardarne la messa in opera o la realizzazione sembrerebbe proprio la mancanza di bitume stradale, uno dei materiali più importanti quando si tratta di opere di rifacimento del manto per l’appunto stradale. A dirlo è nientemeno che la Siteb, l’Associazione strade italiane e bitume che riunisce oltre 250 aziende del settore, che con una denuncia a portato alla luce questa nuova problematica che è emersa proprio in occasione dell’avvio dei nuovi cantieri.

Forte richiesta

Ma qual è la reale problematica? Perché siamo arrivati a questa penuria di bitume? Semplice, nell’ultimo periodo si è avuto un forte incremento nell’avvio di nuovi cantieri stradali che ha comportato un aumento nella richiesta di bitume del 18%, richiesta che negli ultimi anni era continuamente scesa a causa della carenza di nuove opere o della mancanza di una vera e propria manutenzione di quelle esistenti. Ora però il decreto Sblocca Cantieri sembra aver liberato le risorse necessarie e dato avvio finalmente ad alcune opere essenziali e per questo rialzato la richiesta di questo importante materiale. Secondo la Siteb però l’attuale carenza di bitume potrebbe bloccare le nuove opere o rallentare quelle già in atto o persino bloccare gli appalti delle pubbliche amministrazioni. A dimostrazione della scarsità di questo materiale nell’ultimo periodo vi possiamo indicare che il suo prezzo da gennaio ad oggi ha subito una impennata di ben il 15%.

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