a cura di Redazione Automobilismo - 03 October 2018

Luci di marcia diurna: in autostrada si o no?

Cerchiamo di fare chiarezza su questi moderni dispositivi e sulla possibilità o meno del loro utilizzo in ambito autostradale.
  • Salva
  • Condividi
  • 1/8

    Le luci dell’auto sono dispositivi indispensabili per la sicurezza, non solo per rendere ben visibile la sagoma della vettura ma anche per permettere una perfetta visuale dell’ambiente che ci circonda, specie in quelle occasioni di minore visibilità come nelle ore notturne, in caso di nebbia, foschia, pioggia o neve. Per questo motivo è importante utilizzarle con estrema consapevolezza e nella maniera corretta in tutte quelle situazioni di reale necessità anche se spesso la maggior parte degli automobilisti non è a conoscenza dei regolamenti che regolano l’utilizzo di questi dispositivi e nemmeno delle sanzioni in cui si incorre per un loro uso errato.

    Quando e dove?

    Il Codice della Strada nell’articolo 153 anche in questo caso parla molto chiaro e detta alcune semplici ma importati regole. In primis precisa in quali orari è obbligatorio per tutti tenere sempre accese le luci durante la marcia. Tale obbligo scatta, infatti, da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere ma è valido anche nelle altre ore del giorno nel caso in cui vi sia nebbia, fumo, foschia, forte pioggia, neve, scarsa visibilità e all’interno delle gallerie. L’obbligo però si estende a tutte le ore del giorno anche nel caso in cui si esca dal centro abitato. Se, infatti, all’interno del centro urbano le vetture possono fare a meno di accendere le luci, al di fuori di suddetti centri abitati anche di giorno diventa obbligatorio l’accensione delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti e, se prescritte, delle luci della targa e delle luci d'ingombro dei veicoli a motore e dei veicoli trainati. Discorso diverso e ancora più severo per i ciclomotori, i motocicli, i tricicli e i quadri cicli che anche all’interno dei centri abitati e durante le ore diurne hanno l’obbligo di usa tutti questi dispositivi di illuminazione e segnalazione.

    Quali tipologie?

    Passando in rassegna i dispositivi di illuminazione comunemente adottati dalle automobili troviamo: le luci di posizione, gli anabbaglianti e gli abbaglianti. Se però la funzione delle luci di posizione non è di illuminare la strada ma solo di rendere l’auto più visibile dagli altri automobilisti, quella degli anabbaglianti è di illuminare la strada davanti al veicolo. Gli abbaglianti, invece, devono essere usati solo fuori città per illuminare maggiormente la carreggiata e non devono arrecare disturbo agli altri automobilisti abbagliandoli. Bisogna quindi stare attenti a queste semplici ma precise regole perché oltre che a rischiare dal punto di vista della vostra sicurezza si incorre anche in spiacevoli sanzioni pecuniarie. La sanzione amministrativa in caso di mancata accensione degli anabbaglianti quando previsto prevede una multa compresa tra 41 e 168 euro mentre l’accensione degli abbaglianti quando vietato o non necessario comporta una sanzione pecuniaria che va dagli 84 fino a 335 euro.

    Luci di marcia diurna: in autostrada si o no?

    Un caso eccezionale

    E le nuove luci diurne DLR? Possono sostituire le vecchie luci di posizione o sono una categoria a parte? E a quali normative sottostanno per l’obbligo o meno di accensione? L'articolo 151 comma 1 del C.d.S. definisce le luci di marcia diurna come: “il dispositivo rivolto verso l'avanti destinato a rendere più facilmente visibile un veicolo durante la circolazione diurna”. Sono quindi quella nuova tipologia di luci molto intense che si accendono non appena la vettura viene messa in moto indipendentemente dalla luminosità dell’ambiente esterno. Sono quindi sempre accese anche di giorno ma non prevedono l’accensione dei fari posteriori e a volte nemmeno delle luci del cruscotto ne di giorno, ne di notte e neanche in caso di improvvisa oscurità come quando si entra all’interno di una galleria. Per questo motivo a volte molti automobilisti, sprovvisti di accensione automatica dei fari grazie al sensore crepuscolare, si dimenticano di accendere i fari anabbaglianti anche in galleria o in condizioni di scarsa visibilità, confidando nel fascio luminoso anteriore ma dimenticando dell’assenza di qualsiasi illuminazione al posteriore.

    Occhio alle eccezioni

    L'articolo 152 comma 1 secondo paragrafo del C.d.S. prevede però che "se il veicolo ne è dotato le luci di marcia diurna possono essere utilizzate al posto dei dispositivi indicati dall'articolo 153”. Ne consegue che le luci diurne possono essere utilizzate, in luogo dei "tradizionali" dispositivi, su ogni tipologia di strada ma le luci di marcia diurna, in ogni caso, non possono sostituire le luci di posizione, le luci della targa e le luci di ingombro se prescritte e, per i veicoli, i proiettori anabbaglianti da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere. Non possono neanche sostituire tali dispositivi, pur se di giorno, nelle gallerie o nei casi di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità. Le luci di marcia diurna sono dunque consentite anche fuori città e in autostrada, ma sempre mezz’ora dopo il sorgere del sole e mezz’ora prima del tramonto, e purché non ci si trovi nelle gallerie, o ci sia nebbia, neve, pioggia o scarsa visibilità.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Le ultima anteprime