a cura di Redazione Automobilismo - 05 November 2018

Le auto a guida autonoma in caso di incidente avranno una coscienza?

Chi sacrificheresti in caso di incidente? Se lo chiedono gli ingegneri che devono programmare i software delle auto a guida autonoma per le situazioni di maggiore pericolo.
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    E’ una tematica quanto mai calda, fin da quando sono apparse le prime auto capaci di eseguire alcune semplici funzioni di guida in modalità totalmente autonoma, e non potrà che continuare ad essere una tematica molto sentita, specie ora che ci si sta avvicinando sempre più alla guida autonoma di Livello 5, quella in cui le auto saranno in grado di viaggiare in totale autonomia senza alcun minimo intervento del guidatore.

    Cosa ci aspetta in futuro?

    Ma vi siete mai chiesti come si comporterà una vettura a guida autonoma in una situazione di particolare pericolo come nel caso di un incidente in cui la vettura non possa ne frenare ne evitare l’ostacolo di fronte a se oppure nel caso in cui si dovesse trovare a dover scegliere tra salvare la vita dei passeggeri a bordo della stessa vettura oppure quella dei pedoni che in quel momento stanno attraversando la strada? Le vetture a guida autonoma del futuro avranno una vera e propria coscienza? E voi come vi comportereste in queste particolari e delicate situazioni?

    Una vasta indagine

    A chiederselo sono stati anche un gruppo di scienziati del MIT e della University of British Columbia che nel 2014 hanno deciso di condurre un sondaggio a livello mondiale, denominato Moral Machine, che, ancor’oggi aperto a tutti, ha già raggiunto ben 40 milioni di interazioni e ha sottoposto ad analisi ben 2,3 milioni di persone provenienti da 233 Paesi. Queste persone sono state sottoposte a 13 diversi scenari nei quali la morte di qualche soggetto era inevitabile e gli veniva chiesto di scegliere chi salvare nelle varie situazioni. I risultati, che non verranno considerati un modello per gli sviluppatori ma danno un'idea di cosa pensano le persone su questioni così delicate, sono poi stati pubblicati dalla rivista scientifica Nature ed in questo modo ne siamo venuti a conoscenza.

    Scenari senza scampo

    Lo studio nello specifico chiedeva agli intervistati delle precise domande inerenti a dei casi molto gravi: Chi guida dovrebbe mettere prima la propria vita (e quella di chi viaggia con lui) rispetto a quelle di due senzatetto? Meglio la vostra incolumità e quella dei vostri passeggeri o quella dei pedoni intenti ad attraversare la strada? Travolgereste un uomo che attraversa con il semaforo verde o una donna incinta che lo fa con il rosso? Meglio un anziano o un giovane? Un povero o un ricco? Una persona umana o un animale? Il singolo o il gruppo? Tutte domande alle quali gli ingegneri sarebbero tenuti a dover rispondere per progettare il software di una vettura a guida autonoma, una vettura che quindi dovrebbe avere una coscienza propria ma che dovrà in egual modo sottostare a leggi giudiziarie e assicurative ben precise che purtroppo ancora non sono state messe a punto.

    Risultati spesso contrastanti

    L’indagine ha fatto emergere delle informazioni ben precise. In primis praticamente tutti sono d’accordo nell’affermare che tra un uomo e un animale salverebbero sicuramente l’uomo, in secondo luogo se negli Stati occidentali si preferisce salvare un giovane al posto di un anziano e il maggior numero di persone al posto del singolo, negli stati orientali si preferisce salvare l’anziano al posto del giovane e il singolo al posto della comunità. E’ poi emerso che la maggior parte delle persone sarebbero più propensi a sacrificare la vita di una persona povera rispetto a quella di una persona ricca mentre solo piccoli gruppi hanno preferito salvare le donne agli uomini e i pedoni ai passeggeri della vettura. E voi, come vi sareste comportati?

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