di Giorgio Sala - 22 ottobre 2019

Kia Sportage: confronto generazionale

Per capire al meglio la nuova Sportage Mild-Hybrid abbiamo dovuto capire le sue radici. Ecco perchè abbiamo messo alla prova l'ultimo Suv di Kia con il suo predecessore, per scoprire com'è cambiata esteticamente e tecnicamente

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La Kia Sportage è attualmente alla quarta generazione, ma per capire più a fondo è giusto fare un salto indietro nel tempo e vedere come l’auto è cambiata da inizio millennio ad oggi. La vettura è variata nello stesso modo in cui è cambiato il mercato, cercando di coprire un’offerta che ha sempre cercato di coprire le domande di una clientela sempre più esigente. Tra i protagonisti di questo cambiamento sono le Suv che, in varie forme e dimensioni, stanno conquistando i mercati di tutto il mondo. Difficile capire se è una questione di praticità o di moda, ma la sempre più crescente domanda di auto di questo segmento ha portato tutti i principali costruttori a proporne uno nella propria gamma. Tra quelle attualmente in commercio però, sono davvero poche quelle che già esistevano prima dello scoppio di questo settore, soprattutto se si parla di Suv inferiori ai 4 metri e mezzo. Uno tra tutti è l'oggetto di questo speciale confronto.

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Sportage è un modello di Kia nato nel 1993 e inizialmente venduto come fuoristrada: c’erano un cambio con marce ridotte e un abitacolo molto spartano con plastiche il cui obiettivo era quello di durare nel tempo. È stata la prima Kia ad essere assemblata in Europa: più precisamente in Germania, terra nella quale la Casa avrebbe stanziato in futuro il proprio centro di design. Con la seconda generazione arrivata nel 2002, la Sportage diventa ufficialmente uno Sport Utility Vehicle. Addio a marce ridotte e stile asiatico, al loro posto un assetto più stradale e una linea più europeista anche se, a dirla tutta, è stata concepita dal centro stile Kia in California. Con il restyling del 2007, la produzione delle unità europee della Sportage si sposta in Slovacchia dove, attualmente, vengono assemblate anche le vetture della famiglia Ceed. Proprio come dalla prima alla seconda, la terza generazione fa un cambio netto rispetto alla precedente. Fa il suo debutto nel 2008 e il suo design accattivante, quasi da “coupè a ruote alte”, cattura un’ampia fetta di clientela ed estimatori. Con un design affusolato della linea unisce dinamicità ed eleganza, tratti distintivi delle Suv europee a fine prima decade del nuovo millennio; anche alcuni dettagli tecnologici come la firma a Led nei fanali anteriori e posteriori regala alla vettura uno stile ancora più accattivante e in linea coi tempi che corrono. I cambiamenti non arrivano solo esteticamente, ma anche sotto la carrozzeria, con un pianale con- diviso dalla Cee'd che permette di sopportare potenze più elevate – fino a 184 Cv e 392 Nm nella versione diesel più performance – e, al contempo di risparmiare oltre 80 kg in termini di peso.

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In questo scenario si pone la protagonista di questo speciale confronto generazionale. La più tecnologica Kia Sportage quarta serie, oggetto della nostra prova su strada nelle pagine precedenti, si scontra con una Sportage di terza generazione. più precisamente un modello del 2011 con motorizzazione. Partiamo con i propulsori: il mild-hybrid diesel 1.6 CRDI sfida un motore diesel 1.7 CRDI con turbina a geometria variabile, parliamo di potenze dichiarate dalla casa pari a 136 Cv e 320 Nm contro i 115 Cv e 260 Nm di coppia, quest’ultimo una delle motorizzazioni più presenti sul mercato italiano. Oltre alla differenza di oltre 20 Cv, i due propulsori differiscono tantissimo in termini di coppia e rumorosità; valori influenzati dalla presenza del sistema da 48 Volt. Nella versione più recente la coppia è quasi istantanea ed erogata molto in basso, mentre la rumorosità e le vibrazioni sono al ribasso grazie alla presenza del mild-hybrid. In termini di guida le due vetture sono completamente differenti, sia perché si parla di auto con otto anni di differenza e decine di migliaia di chilometri alle spalle, sia perché nascono in due momenti storici diversi. La terza generazione di Sportage ha un assetto sicuramente più confortevole e morbido, favorendo la comodità alla sportività che c’è ma non tanto quanto nella quarta generazione, che gode di un assetto più sostenuto. Questo si sente molto nel comportamento in curva, dove la precedente Sportage rischia di scomporsi nelle curve affrontate con un ritmo più elevato, a differenza della attuale generazione che non si comporta in maniera improvvisa e non si scompone anche “tirandole il collo”. Forse per merito della trazione anteriore anziché quella integrale, c’è maggiore tendenza al sottosterzo.

Esteticamente parlando, c’è da dire che la quarta generazione non ha stravolto la vettura come nei cambi generazionali precedente: la terza serie è stata la base sulla quale è stata sviluppata e modernizzata quella attuale. Il risultato è sicuramente riuscito nella zona posteriore, dove le grandi luci posteriori sono state sostituite da un fascione luminoso più sottile e futuristico. Nell’anteriore invece la nuova Sportage ha sicuramente un family feeling più marcato con gli attuali modelli Kia in commercio, e ha guadagnato un look meno pulito e dinamico del muso. Il più grande salto avanti è stato fatto nella parte interna: a plastiche dure fatte per durare nel tempo sono stati preferiti materiali come la pelle e plastiche più morbide che regalano una sensazione di maggior qualità costruttiva. Soltanto in tempo ci dirà come sembrerà l’attuale Sportage tra otto anni, ma quello che è sicuro è che Kia ha effettuato passi da gigante in tutto, tranne che nelle dimensioni: da 4,44 metri si è passati a 4,49 metri di lunghezza, così come in larghezza si passa da 1,85 a 1,89 metri; la più grande differenza si ha in altezza, con una variazione al ribasso di circa 20 cm. Nonostante queste variazioni, la nuova Sportage non perde quasi nulla in termini di abitabilità se non per il bagagliaio, che cala di poco meno di 100 litri.

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Renato (con la moglie Lorenza) è uno dei migliaia di membri appartenenti al Kia Sportage Club Italia

La quarta generazione di questo SUV è arrivata nel 2016 ma, solo recentemente, è stato fatto un leggero restyling degli esterni. A cambiare nella zona anteriore sono la parte bassa del parafango e le luci fendinebbia mentre, nella zona posteriore, gli interi gruppi ottici sono stati rivisti ma non stravolti. Ne giova così la linea pulita e dinamica, da sempre carattere distintivo della Sportage e che viene messa in risalto nella versione GT Line con doppio scarico posteriore, dettagli cromati, cerchi da 19” e interni in pelle nera con cuciture rosse a contrasto. L’auto non varia nelle misure rispetto alla versione pre restyling: 4,49 metri di lunghezza, 1,63 metri d’altezza, 1,85 metri di larghezza e un passo di 2,67 metri. La Sportage fa dell’abitabilità uno dei suoi punti forte: al suo interno trovano comodamente spazio quattro adulti con relativo bagaglio ciascuno, grazie a una capienza del baule di 480 litri; inoltre 5° passeggero può sedersi comodamente senza troppi sacrifici. Se i sedili anteriori possono essere regolati elettricamente, quelli posteriori possono regolare l’inclinazione dello schienale – fino a 33° – grazie a una leva posta sul lato più esterno del sedile. Lo stile degli interni, così come l'alto livello di qualità, resta pressoché invariato: uno schermo touchscreen da 8” al centro della console e un display TFT inserito tra i due tachimetri analogici posti dietro al volante in pelle multifunzione. La posizione alta e comoda offre una buona visibilità a 360°, se questo non fosse abbastanza c’è l’Around View Monitor per una visione completa dell’area circostante. I sistemi di aiuto alla guida sono tanti, e ben tarati: tra questi spiccano il Cruise Control adattivo, il mantenitore di corsia, il sensore degli angoli ciechi, gli abbaglianti automatici.

Sotto al cofano trova spazio una delle due versioni mild-hybrid di Kia: si tratta del 1.6 CRDi turbo diesel abbinato a un cambio doppia frizione da 7 rapporti e un pacco batterie di ioni di litio da 48 Volt.
Non aspettatevi accelerazioni da ibrida “dura e pura”, ma in fase di partenza la Sportage risulta davvero brillante grazie ai 146 Cv di potenza massima rilevati a 4.050 giri/min e una coppia massima di 333 Nm a 2.400 giri/min, performance più elevate di circa il 10% rispetto a quanto dichiarato dalla Casa. Il motore è lineare e fluido, così come le cambiate del DCT a sette rapporti che permettono uno 0-100 km/h in 10,6 secondi. Se si vuole alzare il ritmo, la vettura seguirà il vostro passo: le sospensioni rappresentano un ottimo compromesso tra sportività e confort, lo sterzo è leggero ma comunicativo, l’ottima frenata che tiene a bada i 1.708 kg in ordine di marcia. La trazione è integrale automatica che, con un tasto vicino al cambio, si può bloccare: con quattro ruote motrici ne giova la dinamica di guida, soprattutto in fase di ingresso e percorrenza curva. Farsi trasportare da una guida allegra è facile, così come alzare i consumi: la Kia Sportage con l’ibrido “tenue” ha registrato un consumo medio di 14 km/l, che crescono a 15,4 nel ciclo extraurbano e 12,9 in città.

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CAMBIO

Il DCT è molto rapido nelle cambiate, tuttavia se dalla funzione automatica si passa a quella manuale, il cambio non risulta immediato nei comandi, sia in salita sia in scalata. La spaziatura tra le marce è buona, anche se vorremmo una settima marcia un po’ più lunga per i trasferimenti autostradali, a beneficio dei consumi: a 120 km/h si superano i 2.000 giri.

STERZO

Grazie a un volante leggero – e riscaldabile – che stanca poco nelle manovre di parcheggio, la Sportage risulta comoda anche in città. Se si vuole alzare il ritmo, però, risulta comunicativo e ben bilanciato. Il volante con fondo piatto è ergonomico e, grazie alle palette dietro alle razze, ci asseconda nel momento in cui si vuole adottare una guida più sportiveggiante.

EROGAZIONE

Il 1.6 diesel è davvero brioso nella configurazione Mild-Hybrid, garantendo un’eccellente spunto da fermo o dai bassi regimi. In alcune situazioni, però, l’erogazione ai bassissimi regimi non è fluidissima. Nonostante questa piccola pecca, il motore è fluido in tutto l’arco di erogazione di potenza.

RUMOROSITÀ

Nonostante il tetto apribile, l’auto non è per niente rumorosa nemmeno a velocità autostradali. Grazie alla buona insonorizzazione e alla sua linea aerodinamica, sulla Sportage si può comodamente viaggiare in totale serenità. Aprendo il tettuccio va segnalato che il frangivento si muove con facilità sopra i 70 km/h, provocando fastidiose turbolenze

TENUTA - STABILITÀ

Ad alzare il ritmo sulla Sportage si rimane quasi stupiti. In ingresso curva e in percorrenza non sembra di essere al volante di una vettura da 1.700 kg, l’assetto è davvero sostenuto ma che non sacrifica di molto il confort. La dinamica di guida guadagna in termini di divertimento con la modalità Sport del cambio e la trazione AWD permanente

SU STRADA

Un bilanciamento ottimale tra sportività e confort conferma la Sportage come la vettura equilibrata che ben conosciamo e che ha dominato le vendite della Casa Sudcoreana per diversi anni. Il motore mild-hybrid ha un ottimo spunto ai bassi ma si appiattisce salendo di giri. Il cambio a doppia frizione è fluido nelle cambiate ma non è altrettanto tempestivo quando si è in modalità manuale. Il comfort generale è decisamente buono, l’auto filtra bene le asperità e risulta silenzioso anche a velocità autostradali. Sulle strade miste la Kia si rivela davvero coinvolgente, con un assetto che ben sostiene la vettura nei cambi di direzione. La frenata è modulabile e offre un buon mordente, supportandoci egregiamente anche alzando il ritmo. I sistemi di assistenza alla guida sono ben tarati, mai troppo invasivi e pronti nel loro intervento.

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L’intramontabile Sportage avrà anche – leggermente – cambiato volto, ma
 sotto la linea dinamica e sportiva della versione GT Line c’è tantissima sostanza, caratteristica alla quale Kia ci sta abituando da ormai diverso tempo. Il SUV coreano di segmento C si conferma uno dei principali protagonisti di
questo mercato, capace di abbinare piacere di guida, confort e praticità. La qualità degli interni è davvero elevata grazie alla presenza di plastiche di ottima fattura e abbondante presenza di pelle, dai sedili al volante fino alla leva del cambio. La motorizzazione mild-hybrid è briosa nell’erogazione ai bassi, ma dimenticatevi i consumi da ibrida “dura e pura”. Per averla nella versione GT Line si parte da un prezzo di 38.500, ma con 43.626 euro si ha in mano una versione full optional con tutto e di più: dal tetto apribile ai sedili ventilati, fino ai sistemi di assistenza alla guida più avanzati. Un prezzo che, sebbene elevato, potete ammortizzare nel tempo grazie ai sette anni di garanzia Kia, una sicurezza in termini di affidabilità.

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