PRIMO CONTATTO - La nuova JEEP WRANGLER 4XE

Jeep Wrangler 4xe L’iconico modello della Casa americana si arricchisce delle versioni con powertrain ibrido plug-in, disponibili solo nelle versioni Unlimited a passo lungo con carrozzeria 4 porte. L’opzione di guida in modalità full-electric a zero emissioni consente un’autonomia fino a 50 km

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La Wrangler 4xe è la più potente di sempre arrivata in Europa e la più performante della famiglia in fuoristrada. Le versioni con il powertrain ibrido alla spina sono disponibili soltanto nelle varianti Unlimited a passo lungo a quattro porte che si possono scegliere sia con il tetto con pannelli removibili sia con una capote in tela.

Tutte permettono di ribaltare il parabrezza e di smontare le porte, ma in Italia queste trasformazioni non consentono di circolare sulle strade pubbliche. A loro volta le 4xe vengono offerte in due ulteriori varianti la Rubicon e la Sahara, che sfruttano sistemi di trazione integrale on demand differenti.

Dalle versioni con motori termici queste Wrangler si distinguono esteticamente per la presa di ricarica protetta da uno sportellino sul parafango anteriore sinistro e per alcune finiture blu disseminate sulla carrozzeria.

L’arredamento dell’abitacolo è personalizzato dai comandi per configurare il funzionamento del powertrain, Hybrid, Electric, E-Save che consente di mantenere la carica o rigenerare la batteria e dalla striscia di Led sopra alla plancia che indica la carica della batteria, oltre che dal pulsante sulla consolle centrale per attivare la massima rigenerazione in frenata.

Si segnala subito l’evoluzione della selleria posteriore, la cui seduta si può ribaltare per accedere alla batteria agli ioni di litio, sistemata in quella posizione per non sottrarre spazio né all’abitacolo né alla zona di carico, la cui capacità continua a spaziare da 535 a 1.910 litri.

La 4xe Sahara impiega la trazione Selec-Trac inseribile anche in movimento sino a 70 all’ora che assegna la motricità anche all’avantreno offrendo due modalità di ripartizione: automatica oppure al 50% sui due assali con la quale si possono di sfruttare anche le ridotte. Invece, la Rubicon adotta la Roc-Trac con una differente rapportatura delle marce ridotte, alla quale si affiancano i sistemi elettrici per bloccare i differenziali e disconnettere la barra antirollio anteriore, per dare maggiore articolazione alle sospensioni sui fondi più dissestati. A dispetto di quello che suggerisce la sigla 4xe, l’architettura del powertrain della Wrangler è diversa da quella della Compass e della Renegade.

Infatti lavora a monte dei sistemi di trazione, sviluppa 380 Cv e 637 Nm di coppia e si avvale di un motore 2 litri che integra un’unità elettrica che, all’occorrenza, diventa anche un generatore di alta tensione ed è abbinato a un cambio automatico a otto marce, che ospita un motore elettrico al posto del convertitore.

Due frizioni gestite dall’elettronica consentono di collegare il sistema di trazione con il solo motore elettrico principale o di farlo lavorare assieme a quello a benzina in base alle situazioni di marcia e alla configurazione selezionata. La rete elettrica è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 17 kWh, ricaricabile con impianti da 7,4 kW in meno di tre ore e che garantisce la possibilità di muoversi a emissioni zero fino a 50 chilometri.

Abbiamo provato la Wrangler 4xe guidando la versione Sahara un po’ meno rude & pura e oltre che un po’ più performante rispetto alla Rubicon, che offre soluzioni dedicate a chi si avventura nell’off-road più impegnativo.

La Sahara tocca i 177 km/h e raggiunge i 100 orari in 6,4 secondi, a fronte di percorrenze medie dichiarate di 28,5 km. La Wrangler 4xe si muove in configurazione ibrida, quindi lasciando all’elettronica il compito di gestire cosa devono fare i motori a benzina ed elettrico.

Se la batteria è carica, a bassa andatura è abbastanza facile utilizzare solo l’unità elettrica che sposta silenziosamente i 2.300 kg della 4xe senza tanti affanni grazie ai suoi 143 kg e alla coppia di 245 Nm.

In marcia si può anche sfruttare la funzione massima rigenerazione per rifornire la batteria nei rallentamenti in maniera piuttosto efficace. S’imposta con un tasto colorato di blu sistemato alla base della consolle centrale fra molti altri comandi che innesca una guida quasi one-pedal perché per arrestare completamente la Wrangler bisogna comunque utilizzare i freni.

In definitiva, in città si può sfruttare istintivamente il carattere eco-friendly della 4xe, mentre quando fa l’ibrida pura lontana dai centri urbani questa Wrangler si comporta come le altre offrendo un apprezzabile confort e una guidabilità che non mette ansie a livello di affidabilità, ma che lascia trasparire l’indole da off-road pura con un po’ di rollio.

Il Dna della Wrangler si mostra pienamente nell’off-road più impegnativo anche a dispetto dell’elettrificazione. Infatti, la 4xe non si ferma davanti agli ostacoli più impegnativi e supera tutte le difficoltà con estrema naturalezza grazie alla sintonia tra la catena cinematica e il powertrain.

Tanto più che la coppia del motore elettrico permette di modulare la motricità per affrontare i passaggi più impegnativi. La gamma della nuova Wrangler 4xe offre oltre alle versioni Sahara e Rubicon già in vendita ai prezzi di 71.000 e 69.550 euro anche le serie speciali 80° Anniversario da 72.000 euro oltre alla 1st Edition da 73.000 euro.

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