a cura di Redazione Automobilismo - 01 febbraio 2020

Jeep e Suzuki accusate in Olanda per false emissioni

I motori diesel di Grand Cherokee e Vitara sarebbero equipaggiati degli ormai ben noti defeat device, software per manipolare le emissioni di NOx durante i test di omologazione.

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Lo scandalo del Dieselgate, nato con le falsificazioni dei valori delle emissioni dei motori diesel della Casa di Wolfsburg, sembra non avere mai fine. Più volte vi abbiamo raccontato anche di altre Case automobilistiche che sono state accusate giustamente o meno di aver alterato i risultati in laboratorio o di aver installato gli ormai ben noti defeat device che alterano le emissioni in fase di omologazione. Questa volta tocca a Jeep e Suzuki che sono state accusate in Olanda per false emissioni. Nello specifico la motorizzazione olandese (l’RDW) avrebbe accusato il Suv statunitense e quello giapponese di aver installato un software all’interno dei propri motori diesel per la falsificazione dei valori delle sostanze nocive emesse allo scarico durante i test di omologazione.

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L’inchiesta, partita nel 2017, avrebbe portato alla conclusione che i software di controllo delle emissioni, installati a bordo di Jeep Grand Cherokee e Suzuki Vitara, fossero realmente utilizzati per alterare le emissioni durante i test di laboratorio al banco prova. Immediato naturalmente il correre ai ripari delle due Case automobilistiche con la Jeep che ha quasi subito reso disponibile un aggiornamento del software, approvato dall’RWD, e attivato una campagna di richiamo per le Grand Cherokee coinvolte. Per la Suziki, invece, la procedura pare essere un po' più lunga, infatti, l’RWD sta ancora testando la nuova release del software. Non appena approvato il nuovo software, potrà partire la campagna di richiamo per la Suzuki Vitara con motorizzazioni diesel.

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