Incendi auto elettriche: i pompieri americani non sembrano all’altezza

I Vigili del Fuoco statunitensi non parrebbero così preparati di fronte all’incendio di un’auto a batteria. Stessa storia anche per i nostri pompieri?

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Stando a uno studio del National Transportation Safety Board sembrerebbe proprio che i pompieri americani non sarebbero così preparati e attrezzati dovendo intervenire per estinguere un incendio di un veicolo elettrico. Secondo lo studio del NTSB circa il 31% dei dipartimenti dei Vigili del Fuoco intervistati non avrebbe ricevuto un training specifico su come comportarsi di fronte a una eventualità simile. Nello stesso tempo circa il 50% non avrebbe ricevuto notizia di protocolli dedicati per il trattamento di pacchi batteria al litio sia in fase di incendio che una volta spente le fiamme.

Una condizione che se fosse vera sarebbe sicuramente preoccupante. Estinguere l'incendio di una vettura elettrica è molto diverso da sedare le fiamme di un'automobile a benzina o diesel. Pur non risultando più pericolosa di qualsiasi altra vettura con motore endotermico (benzina, diesel, metano e GPL), ricordiamo infatti che in quel caso ci si trova seduti sopra più e più litri di carburante altamente infiammabile, un’auto con pacco batteria necessita di interventi particolari e specifici accorgimenti per poter essere sedata se soggetta ad un incendio causato magari da un incidente.

L’incendio può provocare il danneggiamento dello stesso pacco batterie, innescando inevitabilmente il rilascio di vapori tossici e l’innalzamento della temperatura nella zona dell’incendio fino anche a 482°C. Quando questo accade per sedare le fiamme che avvolgono la vettura possono servire anche alcune ore e un quantitativo di acqua nettamente maggiore rispetto a quello utilizzato per una comune vettura a benzina a diesel. Non va poi dimenticato che la vettura, una volta estinto l’incendio, va comunque tenuta sotto osservazione per almeno altre 24 ore perché il pacco batterie danneggiato e tutti gli altri componenti elettrici potrebbero generare nuovi focolai e dare vita a un nuovo incendio.

Bisogna poi sempre tenere a mente che si ha a che fare con vetture al cui interno circa corrente elettrica ad alta (le ibride) e altissima tensione (le elettriche pure). Circuiti elettrici che posso arrivare anche agli 800 Volt con amperaggi abbastanza elevati. Insomma numeri che se non presi in considerazione portano facilmente alla folgorazione e quindi alla morte tanto del conducente e dei relativi occupanti il veicolo quanto del soccorritore intervenuto per sedare le fiamme. Per prima cosa quindi il soccorritore deve intervenire solo le minuto di adeguati dispositivi di protezione come respiratori per proteggersi dai vapori tossici e materiali isolanti che proteggono fino a 1000 volt o guanti sicuri fino a 40.000 volt. Una volta indossati questi dispositivi essenziali allora si può passare alla completa disconnessione dell’alimentazione elettrica.

A questo punto non resta che spegnere il materia che brucia. Anche in questo caso però va ricordato che, se per spegnere le fiamme sulla vettura potrebbero servire grossissimi quantitativi di acqua, per spegnere il pacco batterie non va utilizzata l’acqua. Se, infatti, versiamo acqua sulla decomposizione del litio favoriamo una combustione più violenta perché favoriamo l’ossidazione. A volte, infine, si rende persino necessario isolare la zona dell’incidente per lasciare che le fiamme si estinguano autonomamente a causa dell’elevato quantitativo di alluminio e fosforo, presenti sulle moderne vetture, che aumentano ulteriormente la pericolosità dell’incendi.

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