a cura di Redazione Automobilismo - 24 gennaio 2020

Il ponte Morandi di Agrigento: altra situazione inconcepibile

Lasciato in condizioni di totale abbandono e privo di qualsiasi manutenzione o ristrutturazione, il viadotto, gemello di quello crollato nel 2018 a Genova, è in fase di stallo. Verrà rifatto oppure abbattuto?

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Nel 1960 Riccardo Morandi ha costruito in Sicilia un gemello del Ponte Polcevera di Genova tragicamente crollato ad agosto 2018. Tale ponte è stato costruito nella Valle dei Templi di Agrigento e ad oggi versa purtroppo in uno stato di completo abbandono e privo di qualsiasi manutenzione o ristrutturazione. Una situazione anche questa non tanto distante da quella che ha portato al tragico crollo del ponte in Liguria. Per fortuna il ponte Morandi siciliano è stato preventivamente chiuso al traffico nel marzo del 2017 prima che potesse capitare l’ennesima tragedia e ora è in attesa di sapere se verrà interessato da degli importanti lavori di messa in sicurezza, manutenzione e ristrutturazione o se, invece, verrà definitivamente abbattuto per l’eccessivo stato di degrado e abbandono in cui versa attualmente.

Una cosa però è certa almeno per ora e cioè che per la sua sistemazione servono ad oggi circa 30 milioni di euro ed è per questo che l’opinione pubblica stia spingendo per il suo abbattimento immediato. Già in fase di prima progettazione il ponte era stato fortemente osteggiato perché sarebbe dovuto passare in un sito archeologico tra i resti di una necropoli. Ad oggi il problema è che i costi per ristrutturarlo, circa 30 milioni di euro, sono gli stessi necessari per eliminarlo e fare una nuova strada lontano dalla Valle dei Templi. Una cosa però è sicura che così com’è, chiuso al traffico, tale viadotto è inutilizzabile e non serve a nessuno. Condizione, quella di chiusura al traffico, resasi però necessaria dal ferro arrugginito che spunta dal cemento ammalorato dei piloni.

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