a cura di Redazione Automobilismo - 08 October 2018

Il diesel è davvero al capolinea? Scopriamolo insieme

Un'analisi delle motivazioni per le quali il motore a gasolio non andrebbe attaccato così tanto ingiustamente.
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    I recenti scandali sulle emissioni hanno portato a una vera e propria psicosi nei confronti delle motorizzazioni a gasolio, una campagna contro il diesel che ogni giorno si fa sempre più forte e che sta spingendo numerose municipalità europee a vietare la circolazione delle auto a gasolio nei loro centri cittadini, molte case costruttrici ad abbandonare la progettazione di nuovi motori diesel e tutte le istituzioni a rendere ancora più severe le già eccessive normative sull'inquinamento. Un accanimento immotivato, cavalcato tanto da una certa tipologia di stampa quanto da legiferanti non adeguatamente preparati in materia, che nel lungo termine non potrà che portare a conseguenze negative. Proprio per questo abbiamo deciso di andare controcorrente e di dire come stanno realmente le cose.

    Diesel

    Il tanto criticato propulsore a gasolio è fin dai tempi più antichi una motorizzazione dotata di un rendimento notevolmente maggiore rispetto a un'equivalente motorizzazione benzina, caratteristica che ha sempre permesso al diesel di eccellere rispetto al benzina in quanto a prestazioni, consumi e di conseguenza emissioni di CO2, rendendolo la soluzione ideale al contenimento delle emissioni di CO2 (gas serra) e al rispetto delle future normative antinquinamento. Con questo non vi stiamo dicendo che è un motore pulito, come non lo è dopotutto nemmeno il benzina, ma negli ultimi anni ha saputo migliorarsi tanto nelle emissioni di Particolato e Polveri Sottili (PM) quanto in quelle di Ossidi d'Azoto (NOx), arrivando a far registrare emissioni prossime allo zero grazie ai moderni e sempre più efficienti sistemi di post trattamento (DPF e SCR).

    Benzina

    Dal canto suo il motore benzina è da tutti riconosciuto come unità meno parca nei consumi e per questo maggiore produttore di anidride carbonica CO2, una sostanza sicuramente non cancerogena ma comunque causa principale di effetto serra e successivo riscaldamento terrestre. Sul fronte delle altre sostanze nocive è, invece, sempre stato ritenuto un motore più pulito rispetto all'equivalente a gasolio, con bassissime emissioni di Particolato, Polveri Sottili e Ossidi d'Azoto. Sentenza che negli ultimi anni è stata un po' smentita in quanto i moderni motori benzina, quelli dotati dell'iniezione diretta, sarebbero colpevoli dell'emissione di un quantitativo di particolato addirittura superiore a quello prodotto dai moderni diesel, motivo per il quale si è deciso di dotare anche questi nuovi motori del filtro antiparticolato (GPF).

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    Centri urbani

    Va poi presa piena coscienza come il particolato che affligge le nostre città non sia causato dalle automobili o dai mezzi di trasporto ma provenga principalmente dagli impianti di riscaldamento degli edifici con una produzione di polveri addirittura tripla. La stessa ACEA ha dichiarato come l'emissione riconducibile ai mezzi di trasporto sia circa il 27% del totale e sia in forte e continua diminuzione grazie ai numerosi miglioramenti nei sistemi di post trattamento dei gas di scarico tanto dei diesel quanto dei benzina. Non va poi dimenticato che di questo 27% di polveri sottili prodotte dai veicoli ben il 71% può essere ricondotto all'usura di freni e gomme e non all'emissione diretta degli scarichi. Il discorso non cambia se al posto delle polveri sottili si considera l'anidride carbonica dove fatta 100 l’emissione totale di anidride carbonica, quella imputabile ai trasporti è pari al 25% e di quest’ultima solo il 13% è appannaggio di automobili e Van.

    Conclusioni

    Perché quindi tutto questo accanimento unicamente verso la motorizzazione diesel? Sorge dunque il sospetto che la guerra al diesel sia una faida più politico economica che vede contrapposti il motore a gasolio, leader assoluto in Europa con il 53% di quota e in Italia con il 56,9% ma poco amato in USA anche prima del Dieselgate e quasi assente in Asia, con il motore a benzina e con le non ancora attuabili alternative a zero emissioni come: ibrido, elettrico ed idrogeno. Un accanimento insensato verso una motorizzazione ancora leader nel settore del trasporto leggero e pesante, ritenuta la efficiente fra quelle a combustione interna in termini di spesa/rendimento e attualmente l'unica soluzione che permetta alle Case di rispettare i fatidici 95 g/km di CO2 previsti per il 2020. Motivo per il quale la legiferazione su tematiche così importanti e tecniche non andrebbe lasciata in mano a persone "non addette ai lavori" o facilmente influenzabili dalle mode, dalla mala stampa o da qualsiasi tipo di isterismo o ideologia momentanea.

    Scenari futuri

    Se, infatti, si dovesse attuare l'abolizione del diesel con la sostituzione di tutti i motori a gasolio attualmente in commercio senza essere in possesso di valide alternative a emissioni zero, ci troveremmo a far fronte a un netto aumento della CO2 senza ricevere in cambio nessun vantaggio reale. Ecco perché ci sentiamo di affermare che il motore a gasolio non scomparirà, o almeno non nel breve termine, e nel futuro avrà sicuramente ancora un ruolo importante nel contenimento delle emissioni di anidride carbonica e nella movimentazione tanto delle automobili quanto del trasporto leggero e pesante.

    Matteo Di Lallo

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