a cura di Redazione Automobilismo - 30 aprile 2019

Icona Design Group: a Shanghai con 3 nuovi modelli

Capitanata da Teresio Gaudio, la giovane società torinese ha presentato alla kermesse cinese tre nuovi modelli di cui un veicolo logistico autonomo per il trasporto merci.
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Al Salone dell'Auto di Shanghai Icona Design Group, la società di design torinese fondata 10 anni fa, ha presentato in anteprima mondiale tre nuovi veicoli dedicati alla mobilità del futuro di persone e beni di consumo. Tra questi vi era l’ICONA & JD Co-Branding, un veicolo logistico autonomo e completamente nuovo dedicato al trasporto di merci e nato dalla collaborazione con JD, una delle più grandi aziende cinesi di e-commerce. Lo Space-pod, un piccolo robot autonomo, presentato al CES di Las Vegas 2019 e progettato per la piattaforma di e-commerce Meituan, leader cinese fra le società di servizi, e il Nucleus, un concept vehicle che incarna la visione di Icona per la mobilità del domani, anticipando la ridefinizione dell’architettura automobilistica, con una tecnologia di guida completamente autonoma, su una piattaforma elettrica alimentata a idrogeno. Capitanata da Teresio Gaudio e fondata nel 2010 a Torino, ICONA Design conta oltre 130 dipendenti provenienti da 21 paesi diversi - tra cui designer, modellisti, ingegneri e project manager – tutti operativi negli studi di Shanghai, Los Angeles e nella sede principale di Torino e realizza modelli e studi per gran parte dell’industria automobilistica cinese e non solo. ICONA è attiva anche nel Transportation e nel Product design in genere. Non per niente ICONA Design collabora con aziende innovative e in rapida crescita, volte a rimodellare la nostra esperienza quotidiana nella consegna di beni di consumo (es. JD) e nella mobilità (es. Meituan). ​A valle della kermesse cinese abbiamo avuto modo di rivolgere qualche domanda al Dr. Teresio Gigi Gaudio, Presidente e Amministratore Delegato di Icona Design Group, per capire quale sia la sua personale visione del settore automotive.

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La mobilità del futuro sarà molto diversa da ciò che conosciamo oggi, con un alto numero di veicoli elettrici, condivisi e a guida autonoma che fungeranno da trait d’union, per singoli individui o piccoli gruppi, tra l’infrastruttura della mobilità di massa e i grandi hub di destinazione. Ciononostante, il futuro si pone come una realtà variegata in cui le auto continueranno a rispecchiare le nostre esigenze e a esprimere la nostra individualità.
Ci sarà una prevalenza di veicoli autonomi sia per il trasporto di persone che di merci e beni di consumo. Proprio al recente salone di Shanghai abbiamo presentato un assaggio di quel che sarà il futuro: per Meituan abbiamo infatti disegnato lo Space-pod per la food-delivery autonoma e per JD un veicolo logistico, sempre autonomo, per il trasporto merci interno all’azienda. Senza dimenticare la Nucleus, il concept vehicle autonomo e elettrico che dal suo esordio a Ginevra 2018 non cessa di stupire e farsi ammirare. Le nostre tre creazioni sono altrettante finestre sul futuro. In ICONA siamo molto orgogliosi di aver potuto cimentarci in queste “visioni”, due delle quali per conto di clienti grandi e prestigiosi.
Il paese più avanzato è sicuramente la Cina. Secondo uno studio di McKinsey & Company, nel 2023 potrebbe iniziare gradualmente la diffusione di veicoli autonomi, sono già state create zone di test e finanziate le tecnologie più avanzate. Lo stesso studio stima che nel 2040 il 66% dei passeggeri potrebbe usare veicoli autonomi, di cui 11% privati e 55% destinati al trasporto pubblico. In generale, vediamo che un modello di mobilità con mezzi a guida autonoma implica la modifica di molti parametri, di cui quello tecnico non è neanche il più difficile. Ci sono aspetti normativi, giuridici, etici molto complessi. A cominciare ad esempio dal concetto di responsabilità individuale, che significa appunto, “di un individuo”. La guida autonoma inoltre darà spazio a nuovi utilizzi dei mezzi, privilegiando la centralità della persona che potrà dedicare il tempo del viaggio ad attività di business o leisure.
Oltre alle grandi case automobilistiche che stanno già lavorando su piattaforme elettriche, e che sicuramente continueranno in questa direzione, arrivano grandi gruppi internazionali totalmente estranei all’automotive, come ad esempio le società telefoniche. Questi newcomer, prevalentemente del Far East, in possesso di tecnologie avanzate e risorse notevoli, stanno investendo grandi capitali in questo tipo di mobilità. In Italia invece ci sono ancora molti fattori in gioco, a partire dal costo troppo alto delle vetture elettriche, per consentire il formarsi di un mercato naturale, fino ad arrivare alla necessità di avere una grande disponibilità di batterie, settore in cui è sicuramente avvantaggiata la Cina per la presenza del litio. Ultimo aspetto, non per importanza, è la necessità di avere le infrastrutture giuste (punti di ricarica) per la mobilità elettrica, campo in cui c’è molta disomogeneità.
Faccio riferimento a un caso specifico, quello delle batterie al litio. La loro fabbricazione e il loro utilizzo hanno un impatto ambientale minore rispetto a quello che può avere un veicolo a gasolio. Secondo uno studio di Ricerca Sistema Energetico del 2017 “i veicoli elettrici hanno prestazioni che vanno nella direzione di ridurre il consumo di risorse e le emissioni di inquinanti atmosferici di interesse per le aree urbane.” In generale, la mobilità elettrica sarà tanto più efficace quanto più l’energia sarà prodotta da fonti rinnovabili.
Sicuramente sì, vista la grande e rapida crescita del mercato interno a cui dà un forte contributo il settore dei consumi e dei servizi. Si vedono infatti società del settore automobilistico crescere velocemente sia nel campo delle auto elettriche sia in quello delle vetture tradizionali, con incentivi del governo a incrementare il mercato dell’elettrico. Si rafforzano inoltre i leader dell’e-commerce, Icona ha infatti firmato la partnership con Meituan per la food-delivery autonoma, e il settore della logistica in cui siamo entrati con il progetto di co-branding in collaborazione con JD.com. ICONA comunque guarda ovviamente anche ai mercati europei e americani – non per niente abbiamo due centri di design a Torino e Los Angeles – e ovunque guarda oltre l’automotive per ampliare l’attività per il transportation design e l’industrial design.
Assolutamente si. Poter presentare un design in cobranding con due colossi quali JD.com e Meituan è stata sicuramente una opportunità di grande prestigio per ICONA. La vitalità e la varietà del salone di Shanghai sono uniche come unica è la Cina quando si tratta di innovazione, spinta al cambiamento, unità di intenti.
Chi fa design deve avere sempre l’obiettivo di lanciare provocazioni o visioni futuristiche tramite l’ideazione di concept, per essere di ispirazione, mostrare potenzialità che si spingono ai confini dell’innovazione e creare le condizioni per realizzarle. L’obiettivo sarà allargare l’offerta di Icona Design al trasporto in generale e all’industrial design diffondendo il Made in Italy in più settori e dando forma all’innovazione, anche nell’ottica dell’industria 4.0.
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