I biocarburanti lanciano la sfida all’elettrico

Nuove materie prime di base e componenti sempre più bio potrebbero dare un’impronta sempre più ecologica ai carburanti tradizionali. L’elettrico è avvisato.

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La lotta alle emissioni, se si considera come unico colpevole il trasporto su gomma, non può e non deve passare unicamente per il continuo e quasi insensato miglioramento dei motori endotermici o per l’eliminazione di quelli più potenti perché meno virtuosi, ma può e deve passare anche per carburanti e oli più “amici” e rispettosi dell’ambiente che possano contribuire alla riduzione degli attriti, dei consumi e della generazione di sostante nocive e inquinanti. Una strategia, quella di realizzare carburanti sempre più puliti, che si rivelerà essenziale e vincente specie in questa importante fase di transizione tra il termico e l’elettrico che vede protagonisti in primis le unità ibride (termico + elettrico) ma anche i motori a scoppio di ultimissima generazione (Euro 6d).

Un cambio epocale che deve partire dall’alto ed è per questo che la stessa Unione Petrolifera, ora rinominata in Unione energie per la mobilità, ha deciso di accresce gli sforzi nella ricerca e sviluppo dei low carbon fuels, nonché alla loro produzione, stoccaggio e distribuzione, in linea con il percorso delineato a livello europeo. Insomma un nuovo corso che vede in primis la produzione di biocarburante da materie prime vegetali o dalla trasformazione di rifiuti sempre a base organica o ancora dall’idrogeno. Un processo produttivo che ha come primo scopo quello di risultare neutro sotto il profilo delle emissioni, perché la CO2 prodotta nel processo di trasformazione sarà bilanciata da quella assorbita dalle piante considerando l’intero ciclo produttivo.

In tutto questo però il Governo deve fare la sua parte, cercando di non demonizzare i carburanti inasprendo una componente fiscale che in Italia è già tra le più alte in Europa. Voler ora, a scopo a quanto pare ambientale e climatico, pareggiare i prezzi del gasolio con quelli della benzina, pensando ancor di più su una fiscalità già vorace nei confronti degli automobilisti, non farebbe altro che peggiorare la situazione. Anzi forse si dovrebbe fare anche in Italia come già avviene in Europa di smetterla di tassare i buio carburanti come se fossero carburanti tradizionali. Questi combustibili pro de carbonizzazione andrebbero incentivati e non tassati.

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