di Mirko Rovida - 06 marzo 2019

Formula 1: l’analisi dei test di Barcellona

Noi di Automobilismo siamo stati ai test prestagionali di Formula 1 che si sono svolti a Barcellona sul tracciato del Montmelò. Ecco cosa abbiamo imparato dalle otto giornate di test.
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Ogni anno c’è sempre un turbinio d’entusiasmo quando cominciano i test prestagionali della Formula 1. Le nuove vetture, che fino a quel momento era stato possibile ammirare soltanto a motori spenti, finalmente escono dai box a prendersi una boccata d’aria, pronte a mangiarsi l’asfalto del Montmelò, in quel della Catalogna. L’attività in pista è sempre sfrenata; le monoposto macinano chilometri su chilometri dalla mattina fino al tramonto, cosicché i tecnici di ogni scuderia possano raccogliere il maggior numero di dati e informazioni per la stagione che è alle porte. I piloti saggiano finalmente la pista dopo il riposo invernale e cominciano a prendere confidenza con quella che sarà la loro inseparabile compagna nei mesi a venire. Quest’anno, a differenza dello scorso, un sole primaverile ha brillato nel cielo catalano praticamente per tutta la durata delle sessioni di test mettendo le squadre nell’ideale condizione di poter provare senza sosta le nuove componenti e tutti i diversi setting delle vetture. Noi che siamo stati al Montmelò abbiamo avuto il piacere di scoprire come potrebbe essere la Formula 1 del 2019, ed ecco quali sono state le nostre prime impressioni:

La Ferrari è nata bene

La Ferrari a Barcellona ha sicuramente monopolizzato l’attenzione dei principali addetti ai lavori. Non solo per via della nuova colorazione rossa opaca, bensì per la straordinaria performance vista in pista sia sul passo gara che nel giro secco. Non tanto per il giro record firmato l’ultima giornata da Sebastian Vettel con le gomme più morbide (Lewis Hamilton con la W10 ha girato appena tre millesimi di secondo più lento calzando le stesse gomme) ma per la costanza e la forza mostrata coi compound più duri nei giorni precedenti. L’ottimo lavoro svolto dall’attesissimo rookie Charles Leclerc, inoltre, non fa altro che aumentare le convinzioni che la SF90 sia già un’auto veloce ed equilibrata. All’interno del Circus della Formula 1 sono in molti a esserne convinti: la Ferrari in Spagna è parsa la monoposto da battere. Hamilton si è sbilanciato e ai microfoni ha addirittura ammesso: “siamo almeno a mezzo secondo dalla Ferrari” trovandosi d’accordo pure con i vertici della Red Bull. Soltanto pura pretattica? Molto probabilmente sì. Tuttavia, se la Ferrari dovesse riuscire a sistemare alcuni problemi di affidabilità che si sono presentati in questi otto giorni allora il Cavallino potrebbe davvero iniziare a pensare in grande. La maggior parte degli inconvenienti si è presentata nell’apparato elettrico della Rossa, ma non sono mancati nemmeno cedimenti strutturali. Come la rottura del cerchio anteriore sinistro che ha costretto un incolpevole Vettel a schiantarsi contro le barriere, fortunatamente senza conseguenze per il tedesco. Per la Ferrari c’è ancora molto da lavorare, ma le premesse sembrano essere molto molto buone.

Mercedes aperta a tutto

Come al solito la Mercedes è stata uno dei team più indecifrabili durante tutte le sessioni di test. Fatta eccezione per l’ultima giornata, in cui Lewis Hamilton ha siglato un giro monstre subito alle spalle di Vettel, le Frecce d’Argento non hanno mai cercato con insistenza la performance pura ma hanno preferito concentrarsi sullo sviluppo della W10. All’inizio della seconda settimana di test è stato sbalorditivo come la Stella abbia portato in pista una monoposto totalmente stravolta rispetto a quella della settimana precedente, segno che a Woking i tecnici stanno lavorando molto e si vede. Nonostante gli incredibili sviluppi e il maggior numero di chilometri macinati, però, il cinque volte campione del mondo Lewis Hamilton non si è detto del tutto soddisfatto della sua nuova Mercedes. Colpa delle gomme, secondo l’inglese, che vede la Ferrari ancora lontana e promette battaglia per l’inizio della stagione.

Alfa Romeo pronta a stupire?

L’attesissimo esordio dell’Alfa Romeo può sicuramente rendere felici i tifosi alfisti sparsi in tutto il mondo. L’inedito duo formato dall’ex-ferrarista veterano Kimi Raikkonen e il giovane nostrano Antonio Giovinazzi ha condotto la C38 per una positiva sessione di test. Forse per la nuova Sauber la prima settimana ha portato risultati migliori rispetto alla seconda, ma le sensazioni per quanto visto in pista sono quelle di una vettura solida che potrà puntare al quarto posto nella classifica costruttori. La sfida nel gruppo di mezzo non sarà però una passeggiata, perché anche la Renault e la McLaren son sembrate ottime vetture con un grande potenziale ancora tutto da svelare.

Red Bull grande incognita

Oltre a essere la più grande scommessa dell’anno – per via della nuova partnership con Honda – la Red Bull ai test si è mostrata anche come una grande incognita. All’interno dei box l’entusiasmo era talmente alle stelle che sia Christian Horner, team principal, che Helmut Marko, consulente d’onore, dopo aver analizzato i propri dati e quelli degli avversari, hanno ammesso in coro di disporre di una vettura inferiore soltanto alla Ferrari, ma migliore anche della Mercedes. I risultati mostrati in pista in termini cronometrici non sono stati così incredibili come affermato dagli uomini di Milton Keynes, eppure, la convinzione nelle potenzialità della RB15 lasciano presagire che la Red Bull quest’anno non avrà soltanto ruoli di comparsa nella lotta per le posizioni di vertice, ma potrà addirittura ambire a vincere diverse gare. Certo, l’affidabilità della Power Unit Honda giocherà un ruolo chiave, ma non bisognerà nemmeno perdere la concentrazione. Perché commettere errori come quello commesso da Pierre Gasly il penultimo giorno di test, quando il francese dopo esser finito con una gomma sull’erba ha perso il controllo della monoposto schiantandola contro le barriere, possono costare caro.

Williams, che disastro!

Fino al mese scorso pareva che in casa Williams potesse finalmente alzarsi quel vento del cambiamento che avrebbe potuto risollevare il team dopo una stagione da dimenticare. Così non è stato e a Barcellona si è capito fin da subito. Incredibilmente, la FW42 non è nemmeno scesa in pista nelle prime due giornate di test. A causare il gravissimo problema un ritardo nel completamento della vettura che ha costretto tutti, piloti compresi, all’imbarazzo generale. Una volta pronta, la nuova vettura non ha di certo brillato e anzi, ha costantemente occupato le ultime posizioni delle classifiche dei tempi. Robert Kubica, grandissimo atteso per questa stagione, è stato categorico nel commentare i test della Williams: “è stato un disastro, andremo a Melbourne quasi totalmente alla cieca”.

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