Fiat Punto GT, emozioni anni 90

L’ultima turbo La Fiat Punto GT eredita il grande successo della Uno più sportiva. L’intento di farne un’auto più “matura”, come indica la sigla, richiede un compromesso difficile che riesce soltanto in parte Resta l’ultima esponente...

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L’ultima turbo La Fiat Punto GT eredita il grande successo della Uno più sportiva. L’intento di farne un’auto più “matura”, come indica la sigla, richiede un compromesso difficile che riesce soltanto in parte. Resta l’ultima esponente delle utilitarie sovralimentate “anni ‘80” ...

Con la Punto, presentata nel 1993, la Fiat rinsalda la posizione di vertice nel settore delle utilitarie del segmento B, dove si gioca una partita importante tra i principali Costruttori. Per questo, nella gamma Punto non può mancare una sportiva destinata ai giovani, oppure a chi ama la guida veloce senza che con questo si debbano sborsare cifre troppo impegnative. Ma c’è un’altra, fondamentale ragione: la versione spinta, come il mercato ha ormai ampiamente dimostrato, fa da traino alle vendite dell’intera gamma.

Certo non è facile dare a un’utilitaria, in piena sicurezza, prestazioni all’altezza di vetture di cilindrata e segmento di mercato superiori. Però è quello che in Fiat sono riusciti a fare già con la brillante 850 Special nel 1968, seguita dieci anni dopo dalla grintosa 127 Sport e poi, nel 1985, da una vera “bomba”: la Uno turbo i.e. In tutto questo, ciò che colpisce è l’impennata delle prestazioni: si è passati in meno di vent’anni dai 135 km/h della 850 Special, un valore per quel tempo da berlina di 1100 cc, ai 200 km/h della Uno turbo, una velocità riservata alle berline due litri, e nemmeno tutte (per non parlare dell’accelerazione).

E ora ci si chiede se la nuova Punto GT, presentata qualche mese dopo le sorelle, farà ancora meglio o se ci si attesterà sui valori della Uno, magari migliorando le qualità stradali.

SUPER TURBO

Super turbo La risposta non tarda ad arrivare: la Punto GT (la sigla sta per Gran Turismo) mantiene tutte le promesse che il motore sovralimentato di 1372 cc, con i suoi 136 Cv, fa intuire.

Il quattro cilindri in linea, lo stesso della Uno turbo, riceve un nuovo e più efficace intercooler e l’aumento della pressione massima di sovralimentazione, ora di 1,3 bar (contro 0,6 bar della Uno) grazie anche a una turbina di maggiori dimensioni. Ne risultano ben 18 Cv in più rispetto all’ultima Uno turbo (addirittura 31 rispetto alla prima serie, con cilindrata 1301), tuttavia l’accelerazione sul chilometro da fermo e lo 0-100, complice l’aumento di peso da 925 kg (845 per la prima serie ) a 1000 kg, restano allineati. Come ugualmente allineata, per l’aumento delle dimensioni del corpo vettura, è la velocità massima dichiarata in oltre 200 km/h, pari all’ultima versione della Uno turbo.

Dove invece si ha un netto miglioramento è nella capacità di ripresa. Il valore della coppia massima sale infatti da 16,8 a 21,2 kgm, un incremento considerevole di cui beneficia la spinta del motore, anche se il ritardo di risposta del turbo, aumentato parecchio rispetto alla Uno, rende l’erogazione poco lineare. Nella guida veloce questo non aiuta, anche perché rende precaria la trazione, però, una volta prese le misure, la spinta che la sovralimentazione garantisce quando il motore entra in coppia è senz’altro emozionante.

Per il resto la Punto in versione GT conferma le qualità stradali delle versioni normali, benché il notevole incremento di prestazioni sia declinato in un modo che risulta meno efficace rispetto alla Uno. Il miglioramento più evidente è nella frenata (con ABS di serie), potente e modulabile. La tenuta di strada è facile, ma troppo morbida nelle circostanze per cui la macchina è stata creata: se guidata brillantemente la Punto GT palesa un comportamento molto sottosterzante, sia per la coppia poderosa che arriva improvvisamente alle ruote anteriori, sia per la taratura non sufficientemente rigida delle sospensioni.

In Fiat hanno voluto creare una piccola Gran Turismo, veloce soprattutto sul dritto, meno caratterizzata esteticamente e più elegante della Uno turbo. Ma la “chimica” del turbo più grosso e della messa a punto “signorile” del telaio creano scompensi che rendono la guida sportiva poco coerente. Alla fine, la Punto GT può essere impegnativa per il guidatore normalmente dotato e non adatta a soddisfare il purista con capacità di conduzione superiori. Sul bagnato poi queste caratteristiche si accentuano e le reazioni diventano difficilmente prevedibili, nonostante la presenza di barre stabilizzatrici sia davanti sia dietro e di pneumatici ultra ribassati.

LOOK

All’esterno l’allestimento è volutamente reso in modo semplice, senza che nulla richiami la sportività. Se non fosse per l’assetto ribassato e per i cerchi in lega di serie con pneumatici specifici, potrebbe essere benissimo confusa con una qualsiasi altra Punto, perché non sono le minigonne nere anziché in tinta vettura a fare la differenza.

Come non lo è l’impianto lavafari integrato nel paraurti (una specificità della GT) e i retrovisori in tinta carrozzeria anziché neri. Solo osservando l’interno ci si rende conto della diversità, visibile nei sedili profilati e nel cruscotto che, accanto alla consueta strumentazione, comprende il manometro del turbo e quello della pressione dell’olio di lubrificazione del motore, strumenti che non si trovano in una normale utilitaria. Per il resto il grado di finizione è analogo a quello della Punto ELX, tranne il pomello e la cuffia della leva del cambio in pelle.

Esiste però la possibilità di arricchire le dotazioni attingendo alla ricca lista di optional, tra i quali quelli votati alla sicurezza passiva come gli airbag anteriori, ancora poco diffusi all’epoca specialmente nel segmento B. Per il resto la dotazione di serie della Punto GT è degna di una berlina media anni ‘90 e comprende alzacristalli elettrici, retrovisori esterni regolabili elettricamente e sbrinabili, schienale posteriore sdoppiabile, autoradio, chiusura centralizzata, volante regolabile, fendinebbia, lavafari e sedile di guida regolabile in altezza. Insomma, non manca nulla per aggiungere al piacere di guida l’indispensabile comfort e la dotazione di accessori che i clienti ormai esigono anche nelle piccole sportive.

Come risponde il mercato a questa nuova proposta Fiat? Abbastanza bene, ma non con l’entusiasmo con cui fu accolta la Uno turbo. Il motivo va cercato lungo due direttrici. Quando è presentata la Uno il turbo vive un momento magico sulla scia dei motori di F1. Ora, cambiato il regolamento e proibita la sovralimentazione, nella massima formula si è tornati ai motori aspirati.

Come conseguenza, la ricerca della potenza nelle auto di serie passa ora attraverso soluzioni plurivalvole, che significa avere quattro valvole per cilindro e (per chi ce l’ha) la variazione di fase che permette di meglio ottimizzare la distribuzione della potenza e della coppia al variare del numero di giri.

Certo il fascino del “calcio” nella schiena dato dai motori turbo a benzina fa ancora presa, ma non più come prima per la ragione che manca la cassa di risonanza dei GP. Il secondo motivo è la maggiore facilità di guida di una vettura aspirata rispetto a una sovralimentata, dove, specialmente nei turbo “di potenza”, occorre fare i conti con il vuoto avvertibile al di sotto del regime di intervento della turbina stessa.

Ecco allora che la Punto GT finisce con il rivolgersi agli utenti più sportivi, per i quali l’improvviso scatenarsi di potenza e chilogrammetri di coppia continua a esercitare un fascino che un motore 16 valvole, per quanto spinto, non dà in uguale misura; tutto questo, però, con i problemi di cui sopra, che non piacciono ai palati fini.

SECONDA SERIE

Questa prima serie resta in listino fino al 1995 quando compare la seconda serie della Punto, della quale la GT riprende le modifiche con alcune personalizzazioni per meglio rendere evidente la sportività. Tra queste, l’effetto fumé sulle coperture dei fari anteriori, mentre le minigonne sono in tinta carrozzeria.

Nuovo logo GT e profili laterali di colore nero con scritta GT stilizzata completano l’identificazione. Nell’abitacolo i sedili diventano più avvolgenti con tappezzeria di diverso tessuto, cambia la tinta del fondo strumenti, ora bianca, mentre il volante è mutuato dalle altre sportive Fiat, la barchetta e la Coupé. Qualche modifica si vede ai rivestimenti delle porte, ora in linea con la versione S della normale Punto. A richiesta si può ordinare il prestigioso interno in pelle.

TERZA SERIE

Questa seconda serie resta in produzione ugualmente un paio d’anni per lasciare il posto, nel 1997, alla terza, introdotta per incontrare le nuove e più restrittive norme in tema di riduzione delle emissioni. Scende così di 6 Cv la potenza e di poco anche la coppia, però con l’aumento del rapporto di compressione fino a 9:1, malgrado una pressione di sovralimentazione inferiore a prima solo di pochissimo (ora è di 1,2 bar), il motore acquista caratteristiche di maggiore fluidità e le prestazioni in pratica non ne soffrono. Questo risultato è ottenuto riconfigurando il sistema Bosch-Motronic 2.7 e modificando la fasatura della distribuzione, oltre a qualche intervento complementare.

Altre modifiche coinvolgono l’impianto frenante, con pinze mutuate dalla Bravo GT. Nell’abitacolo si notano la colorazione più scura della plancia, i sedili con tappezzeria di colore blu scuro e nero con logo GT e la semplificazione di alcuni componenti, come l’eliminazione della serratura del cassetto portaoggetti e dello specchio di cortesia nell’aletta parasole dal lato guida. Tra le modifiche all’esterno si notano i nuovi cerchi in lega, dal disegno uguale, ma di colore grigio antracite metallizzato. Nuovi retrovisori esterni completano il quadro. Con la Punto GT, sul finire del 1999 quando esce di produzione, termina il periodo delle piccole sovralimentate dalle prestazioni al fulmicotone, e in quanto tali spesso identificate ancor oggi come auto pericolose.

Ma bisognerebbe capovolgere il concetto: come tutte le automobili di elevate prestazioni, bisogna saperle guidare e soprattutto essere consapevoli dei propri limiti di guidatori, perché spesso i loro, quelli delle auto, sono più elevati; d’altro canto, è chiaro che auto da 200 orari che costano poco più di una utilitaria facilmente finiscono in mano a chi è meno esperto. Inoltre, la Punto GT ha dotazioni di sicurezza superiori a tante altre auto del suo periodo e del suo segmento, a partire dalla frenata per finire con il pretensionatore delle cinture di sicurezza e gli airbag a richiesta. La storia della Fiat Punto in chiave sportiva proseguirà anche dopo la terza serie, ma si chiamerà Punto HGT. Senza il turbo e con la cilindrata che sale a 1.8 litri, sarà una macchina del tutto diversa. quasi normale

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