EPOCA: Fiat 1300 vs... Ford Taunus

Fiat 1300 e Ford Taunus 17M negli anni ‘60 sono due proposte di berlina indirizzate al medesimo pubblico, benché con cilindrate diverse. Il marchio di Detroit è una scelta ancora “esotica” in Italia: tra chi la preferisce, potrebbe esserci una donna che ama l’auto briosa…

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Mettiamoci nei panni di un ragioniere sulla quarantina, impiegato di banca, che all’inizio del 1963 voglia sostituire la propria Fiat 600 con una berlina media. Il mercato offre un’ampia possibilità di scelta, anche al di fuori della gamma Fiat che in quegli anni è comunque di gran lunga la più gettonata in Italia. La prima discriminante è legata alla disponibilità economica e il ragioniere, aduso com’è a fare i conti, scorre le pagine delle riviste specializzate alla ricerca del miglior compromesso tra le accresciute esigenze della sua famiglia e il denaro necessario per tradurle in una nuova automobile.

Dopo aver passato in rassegna le proposte delle principali Case, scartando le soluzioni dal prezzo troppo impegnativo come l’Alfa Romeo Giulia TI, la Lancia Flavia e la BMW 1500, la scelta si restringe a due modelli: la Fiat 1300 e la Ford Taunus 17M, quindi una 1300 e una 1700 di cilindrata.

La domanda ora è: come mai due cilindrate così diverse in anni nei quali passare da una 600 a una Fiat 1100 era già un notevole salto? È presto detto: il nostro ragioniere lavora in banca in tempi in cui i bancari godono di uno stipendio decisamente di buon livello, tanto che sei anni prima aveva potuto firmare tranquillamente le cambiali necessarie ad acquistare la 600, auto non proprio alla portata di tutti in quel periodo. E adesso, in periodo di crescita economica e con una carriera ormai avviata, il balzo verso un’auto di cilindrata oltre doppia ci sta.

La pagherà probabilmente a rate, perché a suo favore gioca la sicurezza del posto di lavoro che gli permette di impegnarsi in programmi a medio-lungo termine. La scelta è stata condivisa con la moglie per quanto riguarda la linea dell’auto, perché lui è tipo da conti riguardanti l’ammortamento dell’investimento, il valore residuo al momento di rivenderla, il consumo di carburante, la tassazione, i pedaggi da pagare e i costi legati alla manutenzione.

Alla diffusione della rete di concessionari e delle officine autorizzate non dà invece molta importanza, forse perché vive in una grande città del nord Italia dove praticamente tutte le marche sono rappresentate e hanno un loro centro di assistenza. Con la 600, inoltre, non ha mai avuto problemi, fattore che ha posto le Fiat in primo piano tra le possibili candidate.

Guida brillante

Ma perché scegliere la 1300 e non per esempio una meno costosa 1100 D, da poco entrata in produzione, che ha un motore di 1221 cc, quindi di cilindrata simile? Perché la 1300, a differenza della 1100 D, è un modello integralmente nuovo, ha una linea di gusto vagamente americano, che in quegli anni va molto di moda, ed è a tutti gli effetti un’auto di classe media, con la quale fare bella figura per almeno altri sei o sette anni.

È spaziosa, ha un bagagliaio capiente, è confortevole e in autostrada, con 140 km/h di velocità massima, permette di tenere una velocità di crociera sui 120 e oltre senza problemi.

La velocità massima e la potenza di 72 Cv-SAE della 1300 sono invece un argomento prioritario per la moglie che ama la guida brillante, dimostrando al volante una verve sportiva sconosciuta al marito. Ed è questo il motivo che l’ha portata a scartare altre berline, magari convenienti per il prezzo di listino, ma dalle prestazioni per lei non soddisfacenti o per la linea ormai superata.

L’altra concorrente, la Taunus 17M, è stata presa in considerazione quasi per caso, quando la signora, sfogliando una delle riviste comperate dal marito, si era soffermata su di una pubblicità che diceva: “C’è una Ford nel vostro futuro”. Uno slogan rimastole impresso, non l’aveva mai letto su altre pubblicità di automobili e questo le offre lo spunto per approfondire la conoscenza di questa auto.

Scopre così che è stata presentata solo pochi mesi prima della Fiat 1300, quindi è nuova. Le piace il frontale con i fari ovali, è disponibile con carrozzeria a due o quattro porte e ha una linea filante che coniuga tradizione con innovazione. Insomma, a suo parere ha una personalità più marcata rispetto alla rivale Fiat. E poi in Italia non è così diffusa come lo sono le berline torinesi e questo ai suoi occhi diventa un argomento da considerare.

Certo è di cilindrata più elevata, con maggiori costi fissi e questa è l’obiezione sollevata dal marito, il quale, proprio per questo motivo, aveva accantonato l’ipotesi della Fiat 1500. Ma c’era un’altra voce nella pubblicità della Taunus 17M che l’aveva colpita: “Eleganza più sprint”, un richiamo irresistibile per una donna attenta e dinamica come lei. Che proprio per questo aveva scartato l’ipotesi della 17M con motore 1500, ritenuta insoddisfacente sul piano delle prestazioni.

600 in permuta
Ma ora che si tratta di scegliere, quali ragioni prevarranno? Il calcolo economico, la praticità d’uso, l’avere un marchio consolidato in Italia piuttosto che uno straniero, oppure possedere qualcosa di diverso? Per trovare una risposta le auto vanno viste dal Concessionario e, magari, provate. Poi bisognerà vedere quanto verrà valutata la 600, tenuto conto che ha circa 60.000 km, è in buone condizioni meccaniche ed è sempre stata ricoverata in garage. Alla Concessionaria Fiat marito e moglie si recano con la loro auto, che viene presa in consegna da un addetto per essere esaminata e provata.

Loro due invece seguono nel salone il venditore che li invita a salire a bordo di una 1300 bianca con interno in panno celeste. L’abitacolo è ancora migliore di come se lo erano immaginato perché la morbidezza del panno e il comfort dei sedili sono altra cosa rispetto a quelli della 600 a cui sono abituati.

Dal posto di guida si domina la strada, la visuale è a 360 gradi, il cruscotto campeggia importante dietro al volante e ha tante spie allineate sotto il tachimetro. E poi c’è il termometro acqua a completare la strumentazione. Il venditore apre il cofano motore e spiega che il quattro cilindri è derivato dal sei cilindri della 1800, sottolineandone l’origine “nobile” e il fatto che è un progetto moderno, nato solo da pochi anni. Poi passa dietro la vettura e apre il coperchio della bagagliera la cui capacità, come essi stessi constatano, è più che sufficiente per le esigenze di una famiglia.

La signora nota la luce di retromarcia, che nella 600 non c’è, e la trova assai pratica quando si deve manovrare al buio. In posizione simmetrica c’è il bocchettone di rifornimento, che è una comodità perché con la 600 occorre invece aprire il cofano bagagli, con il rischio che uno sgocciolamento accidentale possa macchiare un capo di abbigliamento o una borsa. Insomma, la 1300 piace.

Nel frattempo l’addetto che era uscito in prova con la 600 rientra e porge un biglietto al venditore che li fa accomodare nel proprio ufficio: è tempo di conti. Il prezzo di listino della 1300 è di lire 1.190.000, a cui andrà aggiunta la messa in strada più l’autoradio, che lo faranno lievitare di altre 90.000-100.000 lire circa.

A questa cifra va sottratta la valutazione della 600 che è di 230.000 lire, tenuto conto che meccanica, carrozzeria e interni sono in buono stato, come scritto dal collaudatore, ma le gomme sono da sostituire. Insomma, alla fine il ragioniere capisce che la cifra da sborsare si aggirerà attorno al milione e centomila lire. Al ritorno il marito è soddisfatto. Il venditore si è dimostrato preparato e cordiale, ha risposto a tutte le domande e alla fine gli ha consegnato una nota con il prezzo e il tempo di consegna.

Un po’ meno soddisfatta è la moglie, che avrebbe desiderato provare l’auto, ma non ha ritenuto opportuno interrompere il colloquio tra il marito e il venditore e alla fine ha rinunciato all’idea. Il venditore, del resto, non li aveva invitati per un giro di prova. Uscendo preleva un depliant illustrativo che le servirà come pro-memoria. Aerodinamica La tappa seguente è alla Concessionaria Ford dove regna un’altra atmosfera. Il salone è meno ricco rispetto a quanto visto in quello Fiat, però la nuova 17M è esposta in versione a due e quattro porte, con carrozzeria bicolore o con tinta unica. Entrano, un addetto della concessionaria li saluta e li lascia liberi di gironzolare tra le auto esposte.

L’attenzione della signora cade su di una rossa 17M a quattro porte: la osserva attentamente mentre il marito esamina con curiosità le altre vetture, apre la porta e si accomoda al posto di guida. Osserva il cruscotto con strumenti circolari, accarezza delicatamente la tappezzeria in finta pelle bicolore, ne assapora il profumo e nota che il divano anteriore è unico, non ha i sedili divisi come la 1300. Scende, si accomoda sul divano dietro e si sente a suo agio, un po’ come nella Fiat perché anche lì stava bene.

A quel punto l’addetto le si avvicina e le chiede se l’auto è di suo gradimento e se desidera saperne di più. Alla fine, dopo aver ispezionato assieme al marito il vano motore e quello bagagli, riscontrandolo di capienza superiore alla 1300, chiede quanti cavalli ha. Resta un po’ delusa nel sapere che la potenza dell’1,7 litri sia inferiore di 5 Cv rispetto a quella del “milletre” Fiat, ma di contro la Ford italiana dichiara una velocità massima di 145 km/h, cinque più della 1300.

La ragione, spiega l’addetto, che è in realtà il titolare della Concessionaria, è la migliore penetrazione aerodinamica, un concetto ancora astruso per gli automobilisti di allora, ma che sulla moglie fa presa perché aveva sentito parlare dell’Alfa Romeo Giulia TI come di un’automobile “disegnata dal vento”.

Non si è ancora parlato di prezzi o di differenze tra la versione di 1,5 e 1,7 litri, quando il titolare propone loro un giro di prova. Poco dopo il capo-officina, vestito con un’immacolata tuta bianca, conduce la vettura in strada e con un sorriso porge le chiavi alla signora. Il titolare aveva infatti intuito che la 17M dovrà soddisfare su strada le aspettative della moglie, non a caso l’auto data in prova è la versione con motore 1700 e cambio a quattro marce.

Ma ha anche intuito che sarà invece il marito a condurre la trattativa economica e che forse, valutando bene la 600, la vendita potrebbe andare a buon fine. Con loro sale il capofficina per illustrare le particolarità dei comandi e suggerire alla signora di non aver timore nello schiacciare l’acceleratore, anche a basso regime, per rendersi conto della spinta che il motore imprime. Al rientro entrambi i coniugi si dicono soddisfatti.

A lui sono piaciuti il comfort, la silenziosità nell’abitacolo e la morbidezza dei sedili, a lei l’efficace ripresa con le marce lunghe e la progressione del quattro cilindri Ford, specialmente quando, su di un tratto rettilineo, ha pigiato a fondo sull’acceleratore in quarta marcia superando in breve, e con un sorriso di soddisfazione, i cento orari. E di nuovo le torna alla mente quel “eleganza più sprint” che tanto l’aveva colpita, constatando che lo slogan diceva la verità.

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Risparmio

Rientrati, il concessionario si dichiara disposto a rientrare la 600 al prezzo di lire 290.000. E anche qui è ora di conti: la 17M costa di listino lire 1.430.000, centomila in meno se scelta con due porte. Sono 240.000 lire più della Fiat 1300 a cui occorre aggiungere la messa su strada, non proprio una bazzecola.

Però 60.000 vengono recuperate con la superiore quotazione della 600, quindi, eventuali accessori a parte, l’esborso è in realtà superiore di 180.000 lire. Poi c’è la tassa di circolazione annua che per la 1300 costa 37.910 lire, contro 49.570 lire della 17M. L’assicurazione non viene considerata perché obbligatoria non è (ben pochi all’epoca la stipulavano) e, sul piano dell’affidabilità, anche la Ford ha la fama di vettura tetragona. Insomma, se la prova su strada ha convinto, il dubbio permane sul denaro in più da sborsare.

E qui entra in gioco l’abilità del concessionario che, sapendo essere la Ford una marca di nicchia nel panorama italiano (nel 1962 la Fiat detiene il 67,7% delle vendite totali di automobili, contro il 3% della Ford), deve ingegnarsi per trovare argomentazioni alternative. In questo lo aiuta il Mobil Economy Run d’Italia, una gara tra modelli di serie che premia l’auto che, su di un percorso assegnato e regole prestabilite, ha realizzato il consumo più basso di benzina.

Nel suo raggruppamento la Ford Taunus 17M con motore 1700, nell’ultima edizione disputatasi, si è imposta percorrendo in media 18,68 km con un litro di benzina, consumando addirittura meno di utilitarie di soli 1000 cc. Il concessionario mostra loro le classifiche ufficiali ed entrambi i coniugi restano letteralmente sbalorditi. Ecco che il maggiore prezzo iniziale e la differenza nel bollo auto potranno essere nel tempo compensati dal consumo inferiore. Eleganza più sprint Una volta a casa si tirano le somme: sono entrambe auto confortevoli, eleganti e dalle prestazioni in grado di accontentare la guida brillante della signora.

Forse può fare presa il fatto che la Fiat abbia i freni a disco anteriori di serie mentre con la Taunus per averli occorre sborsare un sovrapprezzo, però, alla fine, il discorso consumo di benzina non li ha lasciati indifferenti, anche perché di questo il concessionario Fiat non aveva fatto menzione ed a loro stessi non era venuto in mente di chiedere. Il ragioniere, basandosi sulle dichiarazioni delle Case e sulle prove delle riviste specializzate, cerca allora, con improbabili calcoli, di quantificare il chilometraggio necessario per rientrare della differenza di prezzo e della più gravosa tassa di circolazione, ma alla fine desiste.

Quanto agli accessori, esclusa categoricamente dalla moglie la frizione automatica Saxomat, che invece il marito avrebbe gradito, la Taunus offre più della 1300. Però gli accessori a richiesta costano e alla fine, se la scelta cadrà sulla Taunus, si opterà per il cambio a quattro marce, ritenuto da lei imprescindibile e, in questo caso per entrambe, per le gomme a fianco bianco che donano un tocco di raffinatezza supplementare. Poi c’è l’autoradio, di serie nella Taunus e a pagamento nella 1300, che aiuterebbe un po’ il conto economico. Alla fine il ragioniere è ancora nel dubbio ed è la moglie a tirare le somme. E in favore della Taunus, anche perché sarà soprattutto lei a guidarla. Decisivo è stato quello slogan “eleganza più sprint” che l’ha spinta prima a guardare da vicino la 17M e poi a provarla, ricavandone una notevole soddisfazione con in più un pizzico di desiderio, perché no, di distinguersi anche nei confronti delle consorti dei colleghi del marito.

Di Dario Mella - Foto Luca Zanfron

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