FCA vs Governo: si agli aiuti statali ma sotto determinate condizioni

I Ministri dell'Economia e dello Sviluppo economico, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, hanno dato il via alla concessione delle garanzie al Colosso italo-americano a patto di investire in Italia e mantenere i livelli occupazionali in Italia.

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Dopo la richiesta avanzata da FCA Italy alla banca Intesa Sanpaolo per l’erogazione di un prestito bancario sostenuto dalle garanzie statali della Sace si è subito scatenato un bel dibattito politico per decidere se fosse corretto o meno aiutare, tramite una misura inserita nel Decreto Liquidità, si un’azienda italiana ma con sede fiscale e legale all'estero. Sulla questione sono però intervenuti i Ministri dell'Economia e dello Sviluppo economico, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, che hanno dichiarato come fosse corretto concedere alla filiale italiana del gruppo FCA il prestito richiesto a patto però che lo stesso colosso italo-americano decida di investire in Italia e mantenere i livelli occupazionali in Italia. FCA Italia ha, infatti, sede in Italia e paga le tasse in Italia ma l’azienda “madre” ha sede legale e fiscale in uno di quei paradisi fiscali all’interno della Unione Europea.

La posizione del governo è molto chiara: di fronte a un'emergenza economica come quella attuale, la priorità non può che essere quella di aiutare il sistema produttivo ad assorbire lo shock. È altrettanto evidente che, per gli interventi più corposi, è giusto che lo Stato preveda delle condizioni, e vincoli il proprio sostegno a precise garanzie nei confronti del paese e della collettività. Ciò è vero anche per quanto riguarda i prestiti garantiti dalla Sace. Per Gualtieri però vi dovrebbero essere delle condizioni aggiuntive come l’impegno a non distribuire dividendi nel 2020, gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali, destinare le risorse a sostenere costi di personale, investimenti o capitale circolante in Italia. Queste saranno quindi le regole utilizzate per il prestito concesso a FCA con garanzie da parte dello stato. FCA Italia dal canto suo però dovrà utilizzare le risorse per sostenere la liquidità della filiera automotive, potenziare il piano di investimenti anche nelle nuove condizioni determinate dal coronavirus, non de localizzare la produzione e garantire i livelli occupazionali.

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