a cura di Redazione Automobilismo - 06 November 2018

FCA: in futuro nessun partner strategico

Dopo la vendita di Magneti Marelli la Casa italo-americana arriverà al 2022 senza particolari alleati.
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    A dichiararlo è stato lo stesso Mike Manley, CEO di FCA, che ha aggiunto che: "Dopo la cessione di Magneti Marelli siamo in una posizione finanziaria molto più forte che in passato e siamo fiduciosi nelle iniziative industriali contenute nel nostro piano quinquennale. Penso che il nostro obiettivo principale sia quello di eseguire il piano restando indipendenti". Dopo la vendita di Magneti Marelli alla KKR per 6,2 miliardi di euro, FCA sembra in una posizione economica e afferma di aver cambiato prospettiva rispetto a quanto sempre cercato da Sergio Marchionne cioè partner strategici.

    Superare il WLTP

    Secondo lo stesso AD del Brand italo-americano l’azienda si sta già impegnando a superare le difficoltà in alcuni mercati. In primis in Europa, dove l’azienda avrebbe sofferto il passaggio ai nuovi standard Wltp, e in Cina, dove sta arrivando il nuovo standard per le emissioni China 6. Se però in Europa la situazione verrà risolta con la nomina di Pietro Gorlier, che darà un approccio più disciplinato al business nell'area Emea, in Asia la rotta verrà invertita organizzando al meglio FCA a scapito anche dei volumi.

    Maserati a tutta forza

    In primis andranno eliminati gli errori compiuti in passato con il Marchio del Tridente cercando di riposizionare Maserati e puntando fin da subito su Levante. "Non possiamo trattare Maserati come se fosse un mass market brand: dobbiamo capire meglio il segmento del lusso in Cina e impostare le azioni future di conseguenza. Non c'è un problema di performance, c'è un problema di focus. “Serviranno almeno sei mesi, ma sono fiducioso. Il Tridente deve raggiungere un margine di guadagno del 15% e non c’è ragione perché non lo raggiunga".

    Questione di margine

    Tema dei margini sul venduto che ritorna anche nei confronti dei Marchi generalisti. Mike Manley afferma che: "Non sono contento dei nostri risultati in Europa, dove siamo attorno al 2,8-3%, mentre alcuni nostri concorrenti hanno il 6%. Sappiamo cosa dobbiamo fare e quale mix avere per raggiungerli. Abbiamo i brand, ma il posizionamento va chiarificato: lo stiamo facendo per i margini e per fronteggiare i costi dell’elettrificazione".

    Casa del Biscione

    Manley ha poi concluso parlando dei Alfa Romeo e affermando che: “Le vendite sono in miglioramento, la media di crescita è del 20% ma per ora non basta perché puntiamo ad arrivare a vendere 400 mila auto nel mondo”. Un risultato reso possibile anche dai cinque modelli inediti che arriveranno entro il 2022 tra i quali vi sarà anche un'Alfa full electric.

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