di Mirko Rovida - 10 giugno 2019

F1, Vettel taglia per primo il traguardo di Montreal ma vince Hamilton

In Canada la Ferrari torna a brillare conquistando la pole ma in gara una penalità toglie a Sebastian Vettel la vittoria piazzando Lewis Hamilton sul gradino più alto del podio davanti ai due ferraristi.

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Era noto che la conformità del tracciato di Montreal si sarebbe ben sposata con la Ferrari e i riscontri ottenuti in Canada non hanno deluso le aspettative. La SF90 è parsa in gran forma sui lunghi rettilinei e Sebastian Vettel è stato abilissimo nel centrare un’importante pole position davanti a Hamilton nella giornata di sabato dopo oltre dieci mesi di digiuno. Purtroppo, ciò non è bastato al tedesco che alla fine ha dovuto accontentarsi di un secondo posto proprio alle spalle di Hamilton a causa di una penalità. Il ferrarista a fine gara non ha contenuto la rabbia e ha protestato contro la Federazione non portando la propria vettura sotto al podio e disertando le interviste prima della cerimonia. Vettel ha poi rimpiazzato il numero 1 posto davanti alla monoposto di Hamilton con il numero 2 della sua casella lasciata vuota, alimentando la polemica. Lo show è proseguito poco dopo nel pre-podio, in cui il volto di Charles Leclerc, chiaramente a disagio in mezzo ai due campioni del mondo, ha evidenziato il clima glaciale del finale di questo Gran Premio.

In fatto incriminato è avvenuto nel secondo stint di gara, mentre Sebastian Vettel conduceva la gara tenendosi alle spalle un Lewis Hamilton affamato più che mai. Il ferrarista messo sotto pressione ha commesso un errore che lo ha costretto a compiere una breve escursione nell’erba e al momento del rientro in pista ha poi forzato Hamilton ad alzare il piede in modo da evitare un possibile incidente. Qualche giro più tardi la Federazione ha condannato la manovra del tedesco infliggendogli una penalità di 5 secondi, poi rivelatasi fatale nonostante la bandiera a scacchi tagliata per primo proprio da Sebastian Vettel. Il regolamento parla chiaro e condanna una manovra di questo tipo. Tuttavia, l’impossibilità del tedesco di procedere altrimenti, la solita malizia dell’inglese nel creare la situazione borderline e, soprattutto, i precedenti di altre manovre di questo tipo (Hamilton vs Ricciardo a Monaco 2016 su tutti) rendono la sanzione imposta dalla FIA totalmente incoerente e spropositata a seguito dell’interpretazione dei commissari di gara.

Il regolamento parla chiaro e non prevede la possibilità di fare ricorso a seguito di una penalità di 5 secondi. Per questo motivo, la classifica stilata ufficialmente al termine della corsa è da considerarsi a tutti gli effetti quella definitiva. Nonostante ciò, i commissari hanno dato alla Ferrari la possibilità di ricorrere in appello e a Maranello hanno deciso che procederanno con il ricorso. Le possibilità che la classifica venga aggiornata a seguito di tale decisione sono molto basse e con tutta probabilità verrà riproposto lo scenario che già si era visto dopo il Gran Premio del Messico nel 2016. La Ferrari in questo modo fa capire che non ci sta ad accettare la decisione e si pone attorno al proprio fuoriclasse garantendogli il massimo appoggio da parte del team.

Oltre le grosse polemiche questo Gran Premio del Canada ci ha finalmente proposto una Renault capace non solo di prevalere su tutti gli “altri” ma persino in grado di impensierire qualche big in qualifica. Il quarto posto ottenuto al sabato da Daniel Ricciardo davanti a una Red Bull e una Mercedes contano come una pole position per la casa francese. In gara le due Renault hanno poi dimostrato un passo solidissimo concludendo addirittura a sandwich tra le due Red Bull. I risultati ottenuti a Montreal fanno ben sperare per il futuro della squadra.

Mirko Rovida

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