di Mirko Rovida - 30 settembre 2019

F1, Mercedes torna alla vittoria in Russia

La Ferrari spinge forte per tutto il weekend ma in gara la centralina della SF90 tradisce Sebastian Vettel e spiana la strada alla doppietta Mercedes.

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Scintille al via tra i due Cavallini

Per la quarta volta consecutiva il giovane Charles Leclerc è riuscito a centrare la pole position in qualifica. Dopo Belgio, Italia e Singapore, questa volta è toccato pure alla Russia, dove la Ferrari si è dimostrata super competitiva già dalle prove libere. Con Vettel in terza posizione al via dietro a Hamilton, la strategia del Cavallino per massimizzare lo start prevedeva che il monegasco trainasse il tedesco con la propria scia in modo da sopravanzare la Freccia d’Argento nel lungo rettilineo di Sochi. Così è stato ma Vettel, oltre a superare Hamilton grazie all’enorme vantaggio dato dalla scia del compagno di squadra, è riuscito in questo modo a prendersi la leadership del Gran Premio in curva 1. Leclerc non ha opposto resistenza, conscio del fatto che gli accordi tra i due piloti prevedessero che, in quel caso, nei giri seguenti il tedesco avrebbe dovuto ridare la posizione ottenuta in precedenza grazie alla scia. Lo scenario che si è palesato da lì in avanti, però, ha reso difficile tale manovra, poiché le due Ferrari non sono riuscite a prendersi abbastanza margine da Lewis Hamilton per consentire uno scambio di posizioni senza rischi.

Nei team radio tra piloti Ferrari e muretto box sono trasparite nuovamente tensioni che già avevano infiammato il GP di Singapore; con un Leclerc nervoso e un Vettel intenzionato a non cedere in pista la posizione al compagno per non rischiare il ritorno delle Mercedes. Il degrado delle gomme del monegasco ha poi risolto la situazione “pacificamente”, obbligando Leclerc a rientrare ai box prima di Vettel e a sopravanzarlo così grazie all’undercut.

L’affidabilità tradisce la Ferrari

Il secondo stint di gara avrebbe dovuto regalare una facile doppietta alle due Ferrari involate verso la quarta vittoria consecutiva. Ma, come già avvenuto in Bahrain a inizio stagione, l’affidabilità ha giocato un tiro piuttosto mancino andando a colpire stavolta Sebastian Vettel, costringendolo al ritiro. A fine gara, il team principal della Scudera, Mattia Binotto, ha confermato che ha fermare la SF90 del tedesco è stata un’avaria alla centralina elettronica della vettura, rassicurando però che per questo motivo al prossimo GP in Giappone la Ferrari non dovrà pagare alcuna penalità. Purtroppo per la Rossa, però, i guai non sono finiti così, e l’impossibilità per Vettel di parcheggiare la propria monoposto in una zona sicura del tracciato ha obbligato i direttori di gara a far entrare in gioco la Virtual Safety Car.

Mercedes torna alla vittoria

La VSC causata dal ritiro di Sebastian Vettel ha scombussolato la gara facendo un grossissimo favore alle due Mercedes che ancora non erano rientrate ai box perché partite con gomme medie. Sfruttando il regime lento, le due Frecce d’Argento hanno effettuato il cambio gomme guadagnando secondi preziosissimi sull’unica Ferrari rimasta in gara. Ciò è bastato per permettere a Lewis Hamilton di sopravanzare Charles Leclerc guadagnando del margine e a Valtteri Bottas di avvicinarsi al ferrarista. L’immediato ritiro anche di George Russell ha poi fatto entrare la Safety Car in pista rimettendo Leclerc in gioco per la vittoria. A quel punto il box Ferrari non è stato abbastanza veloce a far rientrare il monegasco per metterlo a parità di gomma con Hamilton e, dovendolo far rientrare al giro successivo, hanno consentito anche a Valtteri Bottas di sopravanzare Leclerc che poi non è più riuscito a impensierire più di tanto le due Frecce d’Argento.

Così, Lewis Hamilton si è trovato indisturbato e involato verso la vittoria e Valtteri Bottas ha posto definitivamente il sigillo sulla doppietta Mercedes. La Stella ha dunque confermato la propria imbattibilità sul tracciato russo, tornando alla vittoria dopo un digiuno di tre gare e mettendo una mano sul titolo mondiale costruttori a scapito della Ferrari.

Mirko Rovida

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