di Mirko Rovida
- 21 July 2020

F1 GP di Ungheria, Mercedes imbarazza la concorrenza

Lewis Hamilton e la Mercedes, mai messi in discussione, vincono anche a Budapest. Verstappen tiene a galla la Red Bull mentre prosegue la crisi profonda per la Ferrari.

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MERCEDES SEMPRE MERCEDES, CHI ALTRIMENTI?

Dopo le due vittorie in terra austriaca, anche a Budapest si è assistito allo stradominio della Mercedes che, in questo modo, si è aggiudicata anche il terzo appuntamento del Campionato. Come avvenuto anche lo scorso weekend, a prevalere è stato il sei volte campione del mondo Lewis Hamilton il quale non ha mai visto la propria leadership messa in discussione. Né dalla pioggia, né dalla concorrenza. Per l’inglese pole position, vittoria e giro veloce in gara. E, se Verstappen non avesse ritardato di un giro il proprio pitstop ottenendo momentaneamente la testa della corsa, Hamilton avrebbe pure conquistato il prestigioso Grand Chelem. Una vittoria schiacciante che si sarebbe tramutata nell’ennesima doppietta della Stella se Valtteri Bottas non avesse completamente sbagliato la partenza. Errore che alla bandiera a scacchi lo ha relegato al gradino più basso del podio. Dopo 3 Gran Premi ormai lo si può dire: con una Mercedes così forte, vincere in questa stagione sarà complicato per chiunque altro.

VERSTAPPEN FA LA MAGIA

Dopo una qualifica assolutamente nell’ombra e un settimo posto sulla griglia che non rendeva giustizia alla sua velocità, Max Verstappen sembrava non poter far andare le cose peggio di così. Eppure, durante l’installation lap della domenica, il talento olandese ha schiantato la propria Red Bull contro le barriere distruggendo l’ala anteriore e il braccetto dello sterzo. Complice la pista bagnata, nessuno si sarebbe mai aspettato che Verstappen potesse ribaltare la sua situazione. Gran parte del merito va comunque ai bravissimi e velocissimi meccanici di Milton Keynes i quali hanno completamente aggiustato la vettura di Max sulla griglia di partenza nei pochissimi minuti antecedenti allo spegnimento dei semafori; un exploit tecnico assoluto che ha lasciato tutti a bocca aperta. Poi Max ci ha messo del suo. Una partenza strabiliante che lo ha visto terzo dopo curva 1, e una guida impeccabile a debita distanza dall’intoccabile Lewis Hamilton; comunque mai alla portata del pilota olandese. La classifica parla chiaro; Alex Albon, suo compagno di squadra, a fine gara è quinto, quasi doppiato e a oltre un minuto di distacco da Verstappen. Che sia merito di Max o un demerito della RB16? Probabilmente entrambi i motivi sono validi, ma ormai sembra proprio che Verstappen, più che la macchina, sia l’unico in tutto il Circus a poter quantomeno impensierire le due Mercedes là davanti.

FERRARI ALZA LA BANDIERA BIANCA?

E la Ferrari? Non pervenuta, direi. Nonostante la mediocre qualifica in terza fila, in gara sono venuti fuori tutti i problemi che attanagliano una vettura nata male. Sul tracciato di Budapest, che in teoria avrebbe dovuto esaltare le doti progettuali della SF1000, le due Rosse giungono al traguardo con un giro in meno rispetto alle Mercedes. Doppiate, superate e mai in grado di reagire anche alla concorrenza dei rivali del midfield. L’unico a tenere a galla la baracca è stato Sebastian Vettel, sesto, mentre Leclerc non ha raggiunto nemmeno la zona punti dopo l’errata chiamata del muretto box per montare la gomma soft. Decisione a cui il giovane monegasco si è attenuto ligio, a differenza del più esperto Vettel che ha saputo virare la chiamata sulla gomma Medium; più consona al passaggio tra pneumatici da bagnato e slick. Le parole del tedesco a fine gara la dicono lunga; Vettel non è stupito della scarsa performance della Rossa e questo non può far altro che pensare al proseguo della stagione. Che la Ferrari debba già sventolare bandiera bianca dopo appena tre Gran Premi? Questa eventualità c’è.

Mirko Rovida

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