Eni: 5 milioni di multa dall’Antitrust per il Diesel+

Per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il colosso petrolifero sarebbe colpevole di pubblicità ingannevole per averlo definito “Green Diesel”. Pronto il ricorso al Tar di Eni.

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Multa salatissima, ben 5 milioni di euro, quella commissionata dall’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a Eni, l’azienda multinazionale attiva nei settori del petrolio, del gas naturale, della chimica e della chimica verde. Il motivo è presto detto! Secondo l’Antitrust il Diesel+ di Eni non sarebbe un “Green Diesel” e per questo la multinazionale italiana sarebbe colpevole di pubblicità ingannevole con una commercializzazione del suo prodotto fuorviante per i consumatori. Stando a quanto dichiarato dalla stessa AGCM, lo spot pubblicitario, che ne esaltava le doti sul presunto positivo impatto ambientale e sull’altrettanto presunto risparmio sui consumi di carburante, ingannava i consumatori in quanto tali doti sarebbero risultate infondate e non veritiere. Se nella pubblicità si utilizzavano, infatti, termini come “Green Diesel”, “componente green”, “componente rinnovabile” e “aiuta a proteggere l’ambiente”, queste peculiarità non sono poi state riscontrate nella realtà. Ecco perché l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di elevare una multa così salata (il massimo previsto dal Codice del Consumo) nei confronti del gruppo del cane a sei zampe. Naturalmente a San Donato (Eni) non ci stanno e sono già pronti a dare battaglia, presentando ricorso al Tar del Lazio.

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Ma partiamo dalla base. L’Eni Diesel+ è un carburante che è stato ottenuto miscelando un 85% di gasolio minerale un 15% di una componente rinnovabile completamente idrocarburica (gasolio di origine vegetale). Un diesel in teoria green, ottenuto per mezzo dell’innovativo metodo Ecofining che prevede un nuovo processo di idrogenazione degli Oli vegetali (HVO = Hydrotreated Vegetable Oil) in cui una parte di Olio vegetale (Trigliceride) viene addizionato con un gas ricco di Idrogeno (H2) per formare Green Diesel + Acqua. Fin qui tutto bene ma il problema nasce nel momento in cui in fase pubblicitaria il termine “green” viene usato con una valenza eccessivamente forte rispetto a quella che invece dovrebbe avere. L’Eni Diesel+, essendo un gasolio per autotrazione, ovvero un carburante che per sua natura è un prodotto altamente inquinante, non può essere considerato “green” né tanto meno attraverso il suo utilizzo è possibile prendersi cura dell’ambiente. Queste peculiarità valgono, infatti, solo per la sua componente di biodiesel e non per l’intero prodotto poi commercializzato.

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