a cura di Redazione Automobilismo - 06 febbraio 2019

Emissioni nocive: una nave da crociera equivale a milioni di auto

Secondo un recente studio nel 2019 inquineranno come 50 milioni di auto nuove sopratutto a causa dell'olio pesante, utilizzato come carburante, che è 3500 volte più dannoso del diesel.
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    La politica e le amministrazioni sono sempre più concentrate nel cercare una soluzione al continuo aumento dell'inquinamento all'interno delle nostre città. Come però sempre più spesso accade, queste stesse amministrazioni finiscono poi per accanirsi unicamente sul parco circolante, considerandolo l'unico e vero artefice dell'inquinamento urbano. Basta, infatti, dare un occhio ai continui e sempre maggiori blocchi alla circolazione, alle sempre più stringenti norme sulle emissioni delle automobili e alla vera e propria campagna di demonizzazione del motore diesel per rendersi conto di quanto i governati siano cechi di fronte al problema e alle sue reali cause.

    Non è colpa solo delle auto

    Come già altre volte vi abbiamo raccontato all'interno dei nostri articoli il trasporto urbano e privato ha si una quota parte di colpa e la maggior parte del parco circolante in Italia andrebbe sicuramente aggiornato perché ormai troppo vecchio, ma sempre più spesso ci si dimentica che esistono anche altre fonti di inquinamento, che queste fonti sono persino più dannose delle auto, che il quantitativo annuo di emissioni è persino superiore e che nessuno fa niente per migliorare questa situazione, nessuno dice niente loro o cerca per lo meno di limitare o bloccare le emissioni nocive rilasciate da queste fonti. Stiamo parlando naturalmente dei riscaldamenti, delle industrie, degli aerei e delle navi. Ed è proprio di queste ultime che oggi vi vogliamo parlare.

    Anche ferme inquinano

    Secondo numerosi studi condotti a livello sia internazionale che nazionale, il trasporto marittimo, quelle delle navi da crociera per intenderci, sarebbe la causa di buona parte dell'inquinamento che attanaglia le nostre congestionate città, a maggior ragione di tutte quelle che si affacciano sul mare e posseggono un porto a cui far attraccare queste "metropoli viaggianti". E' innegabile, infatti, che questi enormi alberghi galleggianti per potersi muovere necessitino di giganteschi quantità di combustibile, carburante ancor'oggi estremamente inquinante. Nello stesso tempo una volta in porto, per poter continuare a garantire tutti i numerosi servizi che possiede, questi giganti del mare devo tenere accesi i motori con una potenza di 10-20 MW, incrementando ulteriormente l'enorme inquinamento già emesso durante il viaggio.

    Nessun sistema di post trattamento

    Se si prende, infatti, ad esempio l'attuale parco circolante delle navi da crociera (2.500 unità, al netto delle navi da trasporto di minore dimensione) si scopre come queste inquinino all'incirca come 5 milioni di vecchie auto a gasolio senza filtro antiparticolato oppure come all'incirca 50 milioni di veicoli di ultimissima generazione. Questo succede per svariati motivi: in primis la stragrande maggioranza della navi che trasportano turisti in giro per i mari usa ancora oggi un tipo di combustibile dall’elevato impatto inquinante, in seconda istanza perché quasi nessuna di queste enormi navi utilizza sistemi di post trattamento dei gas nocivi come filtri antiparticolato o catalizzatori SCR e in terzo luogo perché, una volta in porto, quasi nessuna di queste navi sfrutta un collegamento all'energia elettrica cittadina per mantenere in funzione tutti i sistemi e i confort di bordo.

    Il combustibile ci mette del suo

    Come dicevamo questi giganti bruciano ancor'oggi un tipo di combustibile dall’elevato impatto inquinante. Questo avviene perché ha un prezzo d'acquisto nettamente inferiore rispetto a un carburante più "eco-frinedly". Si tratta nello specifico di olio pesante o HFO (Heavy Fuel Oil), un carburante residuato dalla raffinazione del petrolio. Questo combustibile possiede purtroppo un elevatissimo tenore di zolfo, fino a 3500 volte superiore a quello per i motori diesel da strada, che sprigiona inoltre black carbon, un inquinante che non solo nuoce gravemente alla salute umana, perché è circa dieci volte più tossico se paragonato al PM10, ma che causa anche la formazione di ingenti quantità di ossidi di azoto (NOx). E' quindi un potente climalterante e un forte agente inquinante anche dei mari una volta che questo si deposita sulla superficie del mare, inducendo acidificazione e eutrofizzazione che altera l’ambiente marino e la biodioversità.

    Sono le ricerche a dirlo

    Ripetiamo che tutte queste affermazioni non siamo noi a dirle ma sono il frutto di numerosi studi e ricerche condotte nell'ultimo periodo. Secondo i dati di Orion (Università Federico II) e dell'Istituto Motori del CNR una notevole parte dell'inquinamento di Napoli è causata dalle navi da crociera ormeggiate nel porto. Anche l'Arpal ha confermato che a Savona le navi da crociera, ormeggiate in porto, emetterebbero un inquinamento simile a mille camion fermi con il motore acceso. Stesso discorso può essere fatto a La Spezia per le emissioni di ossidi d'azoto. Un altro studio, condotto dall'ICCT, ha poi riscontrato come le navi da crociera siano le maggiori produttrici di black carbon e che questi fumi che ricadono sulle nostre città siano in percentuali equivalenti a quelli delle centrali a carbone. Insomma sarebbe ora di smetterla di far finta di nulla e di accanirsi unicamente con il trasporto pubblico e privato su gomma. E' ora anche anche in questo ambito di prendere provvedimenti e di trovare soluzioni adeguate al contenimento del problema.

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