a cura di Redazione Automobilismo - 22 settembre 2018

Emissioni: la Ue indaga per “cartello” i costruttori tedeschi

L’indagine riguarderebbe i vertici di Daimler, BMW e Volkswagen per le presunte pratiche collusive nel limitare lo sviluppo delle tecnologie per la riduzione delle emissioni inquinanti.

Siamo alle solite. Una nuova indagine, nuovamente sulle emissioni inquinanti e di nuovo sui maggiori produttori europei. La Commissione europea ha, infatti, avviato un'indagine approfondita e formale nei confronti di BMW, Daimler e Volkswagen per capire se vi siano stati accordi per evitare la concorrenza nello sviluppo e nella diffusione di sistemi per la riduzione delle emissioni nocive.

La vicenda sarebbe partita a luglio 2017 dopo la diffusione di alcune indiscrezioni da parte della testata tedesca Der Spiegel, la quale ipotizzava la presenza di un cartello tra i maggiori produttori tedeschi per la condivisione di decisioni, strategie e knowhow così da determinare la tempistica ideale con la quale divulgare una determinata tecnologia in modo da non farsi concorrenza a vicenda. Una strategia collusiva che, se confermata, violerebbe le comunitarie norme dell’antitrust.

La Commissione starebbe quindi valutando se il cosiddetto “Circolo dei cinque” abbia concordato di non competere gli uni con gli altri sullo sviluppo e sulla diffusione di sistemi importanti per ridurre le emissioni nocive delle auto a benzina e diesel, tecnologie che avrebbero potuto offrire ai consumatori vetture meno dannose per l'ambiente. Nell’indagine si prendono in esame, nello specifico, le riunioni alle quali tutti i costruttori tedeschi avrebbero partecipato. Meeting nei quali le suddette Case avrebbero discusso le modalità per limitare lo sviluppo e il lancio in Europa dei sistemi di riduzione catalitica selettiva SCR per i motori diesel e dei filtri antiparticolato GPF per i propulsori a benzina.

Dopo aver debitamente informato dell’avvio delle indagini tutti i costruttori e le autorità antitrust dei singoli stati membri, la Ue non ha ancora ottenuto indicazioni certe sulle pratiche collusive e anticoncorrenziali condotte dai tedeschi. Le aziende coinvolte si sono comunque rese pienamente disponibili a collaborare e a fare chiarezza quanto prima su questa spiacevole vicenda.

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