Emissioni: in Francia le auto più inquinanti saranno tassate fino a 50.000 euro

La proposta, attualmente al vaglio del governo transalpino, potrebbe essere introdotta già nel 2022, andando a colpire pesantemente tutti i produttori e gli acquirenti di supercar e vetture sportive.

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Come se non bastassero le già severissime normative sulle emissioni inquinanti e nocive imposte dalla Unione Europea, i continui blocchi del traffico a livello statale e comunitario e la sempre maggiore spinta verso una mobilità green, sostenibile e a basso impatto ambientale, ecco che la Francia ha deciso di inasprire ulteriormente la lotta nei confronti dell’inquinamento e dei gas serra introducendo una sorta di supermalus per tutti i costruttori e gli acquirenti di supercar e vetture sportive.

Ancora al vaglio del governo francese, la nuova e pesante tassazione per le vetture più inquinanti potrebbe entrare in vigore già entro il 2022 così da colpire chi acquisterà una Ferrari, una Lamborghini o una Porsche o una qualsiasi auto sportiva e inquinante con una super tassazione fino a 50.000 euro. Una misura che andrebbe a inasprire l’attuale misura già in vigore in Francia che vede una tassazione fino anche di 20.000 euro per tutte quelle supercar considerate fortemente inquinanti e che prenderebbe in esame tutte le auto con emissioni di CO2 superiori ai 225 g/km. Soglia all’interno della quale potrebbero ricadere anche Suv di grosse dimensioni ma per nulla sportivi o supercar che solo a causa delle loro dimensioni arrivano a consumare molto e quindi a emettere un tale quantitativo di CO2.

Un surplus sul prezzo che rischia di mettere ulteriormente in crisi un settore già fortemente segnato in ultimo anche dalla pandemia di Covid-19. Sebbene, infatti, la cifra massima verrebbe applicata a supercar altamente costose, la maggiorazione di 50.000 euro sul prezzo di acquisto potrebbe risultare in molti casi una barriera insormontabile all’acquisto. Una situazione insostenibile che comporterebbe un forte ripensamento del mondo delle supercar che diventerebbero in questo modo un segmento ancor più di nicchia e sempre meno attraente per il grande pubblico.

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