a cura di Redazione Automobilismo - 03 gennaio 2019

Emissioni: allo stato attuale il diesel inquinerebbe meno dell'elettrico

Secondo il CNR, se si tiene conto dell'intero ciclo di vita delle automobili e delle fonti dalle quali l'energia viene prodotta, le vetture elettriche non sarebbero poi così virtuose in fattore di emissioni nocive anzi il loro livello di emissione sarebbe uguale se non superiore a quello delle più moderne vetture a gasolio.
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La diatriba su questo argomento non avrà mai fine e sicuramente entro breve arriverà qualche altro studio a confutare quanto vi stiamo per esporre ma con un argomento così sentito e discusso non potevamo non riportavi anche questo nuovo studio, condotto dal CNR (Istituto Motori del Consiglio Nazionale delle Ricerche), per lasciare poi a voi una riflessione in merito.

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Siamo ben consapevoli che tutti i motori ICE (internal combustion engine), cioè a combustione interna o termici, siano essi a benzina, gpl, metano o diesel, allo scarico emettono sostanze nocive, gas serra e sostanze climalternati. Come siamo ben consapevoli che, invece, un motore elettrico non produce ed emette alcun tipo di sostanza nociva o inquinante. Ma lo studio, proposto dal CNR, cerca questa volta di "guardare più lontano" e di analizzare quindi i danni su ambiente e clima, causati dall'emissione di gas ad effetto serra come la CO2, prendendo in considerazione in primis l'intero ciclo di vita delle automobili e in seconda istanza le fonti dalle quali l'energia viene prodotta e quindi l'emissione di sostanze inquinanti dalla produzione della fonte fino al suo utilizzo (wheel-to-wheel = dal pozzo alla ruota).
Secondo Carlo Beatrice, ingegnere e ricercatore del CNR, "le tecnologie motoristiche in sviluppo saranno in grado di proiettare i motori convenzionali ad un livello di inquinamento praticamente trascurabile nel prossimo decennio". Quindi, "il motore a combustione interna resta uno strumento strategico al fine di una efficace transizione verso una mobilità (CO2 neutral) per i Paesi europei". Basta, infatti, pensare agli sforzi e agli importati passi avanti compiuti dai motori a combustione interna con un netto abbattimento delle emissioni nocive emesse agli scarichi, contributo positivo che verrà ulteriormente accentuato una volta che tutti i motori a combustione interna di nuova generazione verranno alimentati esclusivamente con combustibili ricavati da fonti rinnovabili cioè senza componenti fossili.
Beatrice ha poi proseguito affermando che le auto elettriche sono alimentate tramite pacchi batterie o tramite celle a combustibile a idrogeno od ossigeno, una tipologia di accumulatori che deve essere ricaricata tramite corrente elettrica e che sfrutta quindi una fonte a prima vista priva di emissioni. Ma a ben guardare la situazione non è proprio quella che appare perché allo stato attuale delle cose questa energia elettrica purtroppo viene ancora per la maggior parte prodotta con fonti fossili e quindi inquinanti. Detto questo, pur risultando estremamente urgente un cambiamento nel sistema energetico dei trasporti, se introducessimo istantaneamente una massiccia elettrificazione della mobilità non faremmo altro che spostare la localizzazione delle sorgenti emissive di CO2 dagli scarichi dei veicoli agli scarichi delle centrali di produzione dell'energia.
Purtroppo però non è tutto perché andrebbe considerato anche un altro aspetto come l'intero ciclo di vita dell'automobile, dalla sua produzione, passando per l'utilizzo, fino alla sua dismissione. Anche in questo caso ci viene in contro uno studio tedesco condotto da Berylls, uno strategy advisor specializzato nel settore automotive, che ha messo a confronto le emissioni di CO2 totali fra auto elettriche e diesel, prendendo in considerazione un veicolo medio, di circa 1.400 kg di peso, che ha percorso circa 168.000 chilometri. Lo studio, pubblicato da Bloomberg, afferma che in un paese come la Germania, che utilizza un’elevata percentuale di fonti non rinnovabili per produrre energia elettrica, se un’auto elettrica con batterie realizzate nel paese teutonico venisse ricaricata con energia proveniente dall’attuale mix di fonti energetiche tedesco ed ipotizzando una percorrenza di 15.000 km/anno, non solo emetterebbe nel primo anno di utilizzo 5 tonnellate di CO2 in più rispetto a una vettura diesel, considerando anche quelle emesse in fase di produzione (12,9 tonnellate contro 7,4), ma non sarebbero sufficienti 10 anni per battere il Diesel in termini di emissioni complessive di CO2 perché il risultato al decimo anno sarebbe di 27,8 tonnellate per l’elettrico e 26,3 per il Diesel.
Ma se fosse possibile utilizzare l'auto elettrica in con un sistema energetico completamente rinnovabile, come per esempio in Norvegia che possiede il 96,3 % di energia verde dall'idroelettrico, allora il risultato sarebbe molto diverso. Pur partendo con uno svantaggio di circa 4 tonnellate di CO2 nel primo anno dovuti alla produzione, l’auto elettrica non genererebbe ulteriore CO2 per la fase di ricarica, ottenendo così il risultato voluto in termini di rispetto dell’ambiente e di riduzione dei gas serra. Risultato che, facendo due calcoli, riguarderebbe unicamente la fase produttiva con 11,3 tonnellate di anidride carbonica e con un pareggio con il motore diesel che arriverebbe già nel corso del terzo anno di utilizzo.
Chiudiamo il cerchio ricordando altri due piccoli aspetti delle vetture elettriche che spesso vengono sottovalutati: lo smaltimento delle batterie esauste a fine vita, che contengono litio e cobalto, e la produzione polveri sottili, derivate dall’usura degli pneumatici e degli impianti di frenatura. Si perché se da un lato durante il suo utilizzo un motore elettrico non emette sostanze nocive, lo stesso non si può dire di gomme e freni che dopotutto sono gli stessi sistemi e sfruttano gli stessi materiali di quelli adottati sulle vetture con motori endotermici. Inoltre, non possiamo nemmeno dimenticarci che anche la produzione delle batterie, che alimentano le auto elettriche, ha un impatto ambientale e che le stesse batterie a fine vita dovranno essere smaltite con tutti i problemi che comporta smaltire le celle esauste di queste batterie ricche di minerali come il litio e il cobalto.
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