Documento Unico: possibile proroga di altri 6 mesi

Dovrebbe entrare in vigore il prossimo 31 marzo ma le associazioni sottolineano come i tempi non siano ancora maturi per garantire un corretto funzionamento del sistema.

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Il Documento Unico di circolazione e proprietà dei veicoli, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 31 marzo, potrebbe vedere un ulteriore slittamento. A chiedere un’ulteriore proroga sono state, infatti, le stesse associazioni del settore italiano dell’Automotive che hanno fatto presente al Governo come la data di approvazione sia troppo vicina ed è e necessario più tempo per testare l’efficacia della burocrazia.

Con questa importante modifica, che avrebbe abolito sia il certificato di proprietà digitale sia il libretto di circolazione, si puntava a ridurre la burocrazia sulle immatricolazioni. Gli automobilisti si sarebbero trovati quindi di fronte a un minor numero di scartoffie e a un cospicuo risparmio dal punto di vista economico. La nuova normativa sarebbe dovuta entrare in vigore, portando da quattro a due i bolli da pagare, per una cifra totale di 32 euro anziché i 64 attuali. Inoltre, non sarebbe stato più necessario l’aggiornamento della carta di circolazione, attualmente usata dalla Motorizzazione e dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA), ma tutte le comunicazioni tra Aci-Pra e Motorizzazione sarebbero avvenute di li in avanti in modo molto più snello.

La proroga di ulteriori 6 mesi all’entrata in vigore del nuovo Documento Unico di circolazione e proprietà dei veicoli è arrivata dalle rappresentanze ANFIA, ANIASA, ASILEA, FEDERAUTO, UNASCA e UNRAE direttamente al Ministro dei Trasporti Enrico Giovannini a causa della mancanza dell’emendamento che conteneva la proroga per la piena implementazione del DU nel Decreto Milleproroghe. A tutto questo le associazioni hanno aggiunto che non vi sarebbero i tempi tecnici necessari per mettere in piedi un sistema informatico così complesso. Partendo ora si rischierebbe di creare disagi ad operatori e cittadini con conseguenze negative sul mercato dell’auto, già fortemente in difficoltà nell’ultimo anno.

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