Diesel vs Elettrico: sulle emissioni il gasolio sembra avere la meglio

Gli studi a favore di una o dell’altra tecnologia si sprecano e dopo ogni dibattito non si riesce mai ad arrivare a una reale conclusione. Gli studi per ora propendono leggermente per i motori endotermici. Chi avrà ragione?

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Nell’eterna lotto tra il cattivo e sporco motore diesel e il buono e pulito motore elettrico non tutti i partner, gli scienziati, i costruttori e i politici la pensano allo stesso modo. Seppur ormai molti pensino che l’elettrico sia la soluzione definitiva per una mobilità del futuro che sia ecologica, sostenibile e a bassissimo impatto ambientali, altri pensano che questa moderna tecnologia, seppur ricca di aspetti positivi, non sia poi così virtuosa dal punto di vista delle emissioni nocive, non sia ancora pronta per entrare pienamente in commercio e non potrà essere la reale e definitiva soluzione per una mobilità del futuro.

Stando a uno studio condotto dall’istituto Ces-Info di Monaco di Baviera i più recenti motori diesel durante tutto il loro ciclo di vita sarebbero più eco friendly dei corrispettivi motori elettrici durante lo stesso ciclo di vita. La motivazione sarebbe da imputare in primis all’inquinamento generato per produrre i pacchi batteria e per l’estrazione dei metalli rari necessari alla loro produzione e, in seconda istanza, andrebbe ricercata nelle fonti utilizzate per produrre l’energia elettrica che viene utilizzata per ricaricare tali pacchi batteria. La ricerca nello specifico avrebbe preso in esame una Mercedes C220d e una Tesla Model 3, ottenendo per la precisione una media di 141 g/km di CO2 per la tedesca con motore a gasolio e una media di 180 g/km di CO2 per l’americana con motore a batteria. Dati ottenuti analizzando le due vetture durante il loro ciclo vita, dalla produzione fino allo smaltimento, e calcolando un utilizzo medio per 10 anni con una percorrenza annua di 15.000 km.

Lo studio riguarda la Germania, dove la produzione di energia elettrica proviene per il 35,6% da fonti rinnovabili e per il 52,6% da combustibili fossili. Per arrivare a questi risultati, è stato preso in considerazione un fattore di emissione medio di CO2 pari a 0,55 kg/kWh per la produzione di energia elettrica in Germania (scelto in base ai dati pubblicati dalla Agenzia Europea dell’Ambiente nel 2019) che, moltiplicato per i 15 kWh necessari alla Tesla Model 3 per percorrere 100 km, porta a un valore di emissioni di CO2 pari approssimativamente a 83 g/km. A questi, va aggiunta una quantità di emissioni di CO2 compresa tra 73 g/km e 98 g/km, correlata alla produzione e allo smaltimento delle batterie.

Se si prende, invece, in esame uno studio condotto dalla stessa Volkswagen, il colosso coinvolto nello scandalo del Dieselgate, si scopre come l’auto elettrica sarebbe più ecologica dal punto di vista ambientale rispetto alla sua omologa con motore a gasolio. L’analisi mette in sostanza a confronto due Golf di ultima generazione: una con il motore diesel Euro 6d-Temp e una con il propulsore a batteria. Un vero e proprio confronto in casa realizzato secondo i complessi standard della procedura chiamata Life Cycle Assessment, che determina appunto le emissioni di anidride carbonica nell'intero periodo di vita di ogni veicolo. Stando ai risultati emersi dallo studio, la Golf TDI emetterebbe una media complessiva di 140 g/km di CO2 mentre la e-Golf si fermerebbe a 119 g/km. Un risultato insomma opposto rispetto a quello palesato dall’istituto Ces-Info di Monaco di Baviera.

Sempre secondo la Casa di Wolfsburg, l'auto elettrica ha un potenziale di riduzione dell'inquinamento nel lungo periodo superiore a quello delle auto tradizionali, complici il progredire di tecnologie per il riciclaggio e il recupero dei materiali, o l’avvento della rigenerazione delle batterie stesse. Una filosofia che, applicata all'intero veicolo, dovrebbe portare ad abbattere l'indice di decarbonizzazione addirittura del 30% entro il 2025. Ma nell’eterna lotta tra i motori a batteria e quelli a gasolio nuovi studi e ricerche affermano come i motori diesel di ultimissima generazione, cioè quelli capaci di rispettare la severissima normativa Euro 6d-Temp ed Euro 6d, siano puliti e per nulla inquinanti. Questi ultimi studi, infatti, porterebbero alla luce come i nuovi propulsori endotermici di categoria Euro 6D-Temp non solo sarebbero molto puliti ma offrirebbero vantaggi non indifferenti da un punto di vista ambientale, al punto tale che per gli automobilisti risulterebbero molto più economici rispetto a quelli delle vetture a batteria.

Un ultimo studio ha, infine, portato alla luce come i motori a combustione, alimentati però a gas metano, siano quelli più virtuosi dal punto di vista dei consumi e delle emissioni inquinanti e nocive. Vi basti pensare che in un test, come quello condotto dall’istituto Ces-Info di Monaco di Baviera, questi motori fermino l’asticella delle emissioni di CO2 a un valore di appena 99 g/km. Un risultato quindi di gran lunga migliore di quello ottenuto con i motori elettrici , visto che la Tesla Model 3 emetterebbe quantitativi di CO2 maggiori del 58% rispetto ai motori a gas naturale, anche considerando la condizione peggiore possibile per la Tesla. La domanda ora sorge spontanea: chi avrà ragione? La verità sarà come al solito nel mezzo? O si dovrebbe per davvero propendere per una o l’altra tecnologia? Speriamo di scoprirlo quanto prima e che le istituzioni perseguino per davvero la soluzione più congeniale per l’ambiente e la nostra salute e non per dei semplici interessi personali.

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