a cura di Redazione Automobilismo - 09 aprile 2019

Corsia d'emergenza: quando è consentita la sosta?

Per la Cassazione il malessere o il bisogno fisiologico improvviso dà diritto a fermarsi nella corsia d’emergenza.
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Con la sentenza penale n. 13124/2019 gli Ermellini della Suprema Corte hanno stabilito che, per giustificare la sosta consentita in corsia d’emergenza su strade extraurbane ed autostrade, non è più necessario che il malessere derivi da una patologia ma è sufficiente che esso consista in un disagio, anche transitorio, ma tale da impedire di proseguire la guida con la stessa attenzione. Per i giudici della Corte di Cassazione quindi il malessere improvviso (visto come disagio o necessità fisica transitoria o bisogno fisiologico) dà diritto a fermarsi in corsia d’emergenza sopratutto se questo non consente di proseguire la guida con il dovuto livello di attenzione. E' necessaria, infatti, una condizione di benessere fisico indispensabile per una guida corretta che non ponga in pericolo sia il conducente sia gli altri.
Non va però dimenticato che la Legge impone (articolo 176 del Codice della Strada) un limite massimo di 3 ore per la sosta in corsia di emergenza. Superato questo tempo lo stesso guidatore potrebbe ricadere in una sanzione pecuniaria del valore di 431 euro e in una sanzione aggiuntiva che si concretizza nella rimozione coattiva dell’auto. Durante il periodo di sosta non vanno dimenticate le luci di posizione accese, le quattro frecce di emergenza e, se si è in mezzo alla carreggiata, va collocato il triangolo d'emergenza posteriormente al veicolo a una distanza di almeno 100 metri.
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