Coronavirus: niente più spostamenti verso le seconde case

Per contenere la diffusione del Coronavirus (Covid-19) i nuovi decreti vietano ora anche gli spostamenti verso le seconde case di proprietà.

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Con l’entrata in vigore del Dpcm del 21 marzo il Governo Conte non solo ha chiuso tutte le imprese non essenziali ma ha anche dato un ulteriore giro di vita agli spostamenti in auto e alla libera circolazione delle persone. Dopo aver, infatti, chiuso i parchi e tutte le aree verdi e aver ricordato che si può fare attività fisica o portare il cane a fare i propri bisogni solamente nei pressi della propria abitazione, rispettando la distanza minima di un metro - quest’ultima disposizione in Regioni come la Lombardia, il Piemonte e il Veneto è stata resa ancora più stringente, impedendo qualsiasi tipologia di allenamento all’aria aperta e concedendo la libera uscita di casa a piedi o in auto solo per comprovate ed inderogabili esigenze di lavoro e/o salute – ora il Governo ha deciso per una ulteriore estensione del divieto di spostamento sul territorio nazionale così da limitare ancora di più la libertà di movimento personale.

Una esigenza dettata dall’urgenza di arginare quanto prima la diffusione del temibile Coronavirus (Covid-19). Per questo motivo il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato una ulteriore ordinanza restrittiva, valida per tutta l’Italia dal 21 al 25 marzo, giorno in cui scadrà il primo decreto di serrata che verrà quasi certamente rinnovato. Tale ordinanza prevede lo stop agli spostamenti verso le abitazioni diverse da quella principale (seconde case comprese) durante il weekend e i giorni festivi e i giorni che precedono e seguono tali giorni. Una misura quanto mai indispensabile per contenere il diffondersi un’epidemia che è ancora molto lontana dal picco. Questo è almeno quello che pensano le autorità sanitarie, vedendo gli ancora troppi contagi, morti e non rispettosi delle ordinanze fin’ora emanate.

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