Coronavirus: migliora la qualità dell’aria in Italia, ma…

La riduzione degli spostamenti, la quarantena forzata, la limitazione alle attività e la apprezzabile riduzione al traffico urbano e extraurbano hanno portato a una riduzione del biossido di azoto. Ma siamo sicuri che non abbiano partecipato anche altri fattori?

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Stando alle immagini giunteci in redazione dal satellite Copernicus, l’inquinamento sull’Italia in questi ultimi giorni si sarebbe ridotto e non di poco. Tanto i livelli di CO2 quanto quelli di NO2, PM10, PM2,5 E NOx sarebbero scesi a valori nettamente inferiori rispetto a quelli che si registravano solo un mese fa. Si esatto, avete letto bene, un mese fa e tra poco vi spiegheremo il perché. Sicuramente buona parte di questa riduzione è da imputare alla preoccupante epidemia di Coronavirus e alla crisi innescata da questa epidemia che ha portato a una quarantena forzata di quasi tutta la popolazione, una forte limitazione delle attività industriali e produttive, una quasi totale riduzione degli spostamenti e di conseguenza una forte diminuzione del traffico urbano ed extraurbano.

Va però precisato fin da subito che le sostanze inquinanti presenti in atmosfera e che avvelenano l’aria che respiriamo sono numerose come numerose sono le fonti che producono questo tipo di sostanze inquinanti. Non va, infatti, dimenticato che oltre al trasporto su gomma sia urbano che extraurbano, sia privato che pubblico e sia di mezzi leggeri o di trasporto persone quanto di mezzi pesanti o per il trasporto merci, esistono anche altre numerosi fonti emissive ben più importanti del trasporto e che partecipano in misura maggiore al peggioramento dell’aria che tutti noi quotidianamente respiriamo.

Questa premessa è doverosa per poter analizzare con attenzione i dati che ci giungono dai satelliti sia della NASA che della ESA. Se è, infatti, innegabile il miglioramento della qualità dell’aria è altrettanto vero che questo miglioramento è avvenuto lungo un intero mese e soprattutto si è concretizzato prima del decreto (8 marzo 2020) che ha definitivamente bloccato l’Italia intera. Se quindi la riduzione degli spostamenti e la diminuzione del traffico sulle nostre strade ha sicuramente giocato un ruolo importante all’interno di questa partita, la figura del leone l’hanno però fatta altri aspetti come una minore attività industriale e produttiva (minor utilizzo di combustibili fossili e risorse), un minore uso degli impianti di riscaldamento (perseverare del bel tempo e innalzamento delle temperature) e negli ultimi giorni l’arrivo delle piogge e dei venti (lavaggio strade e ricambio aria).

Una riprova che se da un lato la qualità dell’aria è innegabilmente migliorata, questo miglioramento non è sicuramente imputabile esclusivamente o per la maggior parte al calo del traffico. Vanno sempre prese in considerazioni tutte le variabili e tutte le reali fonti di inquinamento prima di affermare che con i blocchi del traffico o con un cambio totale del parco circolante si possa arrivare a una soluzione completa del problema.

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