Coronavirus, Fase 2: spostamenti e riaperture dal 18 maggio e dal 3 giugno

Tutte le regole per gli spostamenti e le riaperture nelle fatidiche date indicate dal Governo Conte con l’ultimo decreto del 15 maggio 2020.

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Con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm nella giornata di lunedì 18 maggio la Fase 2 per la ripartenza è pienamente entrata in vigore. Da questa data e via via dal 25 maggio e poi dal 3 giugno saranno numerose le riaperture a livello industriale, commerciale e produttivo e di conseguenza verranno via via meno le restrizioni alla libera circolazione e alla mobilità personale. Non sarà però un via libera tutti ma si procederà con calma e a piccoli passa, mantenendo sempre sotto controllo la curva epidemiologica e lasciando alle Regioni una certa flessibilità rispetto alle decisioni del Governo per poter decidere in autonomia se aprire di più oppure di meno rispetto a quanto preventivato, il tutto naturalmente sempre nel rispetto delle disposizioni ministeriali dal punto di vista della salute personale. Cerchio però di capire meglio cosa cambia per spostamenti e aperture all’interno della stessa Regione o tra Regioni dal 18 maggio e poi dal 25 maggio e dal 3 giugno.

Da lunedì 18 maggio

Da questa data scompare finalmente l’autocertificazione e ci si potrà spostare liberamente all’interno della propria Regione senza alcuna limitazione. Rimane in vigore il divieto di assembramento e l’indicazione di rispettare almeno un metro di distanziamento sociale tra le persone. Ci si potrà, inoltre, recare presso le seconde case all’interno della propria Regione ma non più solo per farvi manutenzione ma anche per soggiornarvi per qualche giorno. Riprendono anche le visite e gli incontri con gli amici, la socialità insomma, pur sempre evitando il più possibile assembramenti e nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del contagio. Non ci sono, infatti, limitazioni sul numero delle persone che si possono vedere contemporaneamente, ma quando ci si incontra al chiuso o all’aperto va mantenuta sempre la distanza e rimangono vietate le feste e gli eventi pubblici.

Sono comunque ancora vietati gli spostamenti da una Regione all’altra se non per comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza o motivazioni di salute, oppure per rientrare al proprio domicilio. In tutti questi casi l’autocertificazione servirà ancora e dovrà essere esibita in caso di controllo. Violando le regole si incorrerà ancora nelle sanzioni pecuniarie che vanno da 400 a 3.000 euro, aumentata fino a un terzo (da 533 a 4.000 euro) se il trasgressore usa un veicolo. Dalle concessioni sono naturalmente esclusi coloro che si trovano in regime di quarantena, sottoposti al divieto assoluto di lasciare la propria abitazione. In questa prima data riaprono tutte le attività commerciali al dettaglio, ma pure bar, ristoranti e le attività di cura alla persona nel pieno rispetto però di un protocollo regionale per la salvaguardia della salute dei lavoratori e dei clienti stessi. Da lunedì 25 maggio in teoria dovrebbero riaprire le palestre e i centri sportivi mentre per i cinema, i teatri e i centri ricreativi per i bambini si dovrà aspettare fino al 15 giugno.

Da mercoledì 3 giugno

Da questa data, infine, si dovrebbe tornare finalmente alla piena libertà di poter circolare in tutta Italia. Si potrà quindi circolare tra le Regioni, al di fuori della propra regione di domicilio o residenza, su tutto il territorio nazionale e si avrà di nuovo la possibilità di spostarsi anche da e per l’estero (anche in assenza di una delle solite motivazioni di lavoro, di salute, di massima urgenza o di rientro presso il domicilio stesso) con l’apertura delle frontiere italiane da e per i Paesi dell'Unione e dell'area Schengen, Svizzera e Principato di Monaco compresi, e quelli tra la Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni confinanti, senza oltretutto l'obbligo di quarantena per 14 giorni al rientro. Si potrà quindi fare visita ad amici e parenti anche fuori Regione, raggiungere le seconde case fuori Regione per soggiornarvi ma sempre evitando il più possibile assembramenti, feste ed eventi pubblici.

In tutti questi casi però salvo che ci siano limiti in specifiche aree del territorio nazionale, soggette ad aggravamento della situazione epidemiologica, che quindi introdurranno misure più restrittive come l’istituzione di eventuali zone rosse. Misure necessarie che potranno essere prese dai governatori in accordo con l'esecutivo nel caso delle Regioni o con provvedimenti statali nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e degli obblighi internazionali nel caso degli Stati esteri. Significa che qualora il tasso dei contagi dovesse inavvertitamente crescere, la libertà di spostamento verrebbe di nuovo regolamentata. La variabile decisiva sarà insomma quella relativa all'andamento dei contagi da Coronavirus.

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