Cambio manuale: sempre meno automobilisti lo vogliono

Lo dicono gli studi delle Case che confermano come dopo gli americani anche gli europei dicono no al terzo pedale. Che il manuale sia vicino al suo declino?

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Eterna diatriba tra chi ama condurre il veicolo e cerca unicamente il piacere di guida e chi, invece, si fa condurre e punta tutto sul comfort di bordo, la scelta tra cambio manuale e cambio automatico ha da sempre acceso gli animi dei numerosi appassionati e non delle quattro ruote. Una discussione che si è fatta ancora più viva da quando il livello tecnico e prestazionale dei cambi automatici è cresciuto a tal punto da renderli persino migliori, più veloci e più performanti di qualsiasi trasmissione manuale seppur gestita da un abile pilota.

Nel continente americano è da decenni che prediligono la comodità del cambio automatico, quell’assenza del terzo pedale, quello della frizione naturalmente, anche in tempi ancora poco maturi in cui i cambi automatici erano lenti, poco sportivi, per nulla prestazionali e accrescevano persino i consumi di qualsiasi auto sulla quale fossero stati montanti. Si trattava quindi di una pura e semplice comodità, quella di non dover schiacciare la frizione e movimentare la leva del cambio.

Fino a pochissimo tempo fa però in Europa vi era la situazione opposta con l’automobilista medio che ha sempre preferito un azionamento manuale a uno automatico. Negli ultimi anni però abbiamo assistito a un cambio di tendenza, innescato molto probabilmente dal miglioramento tecnologico di questa tipologia di trasmissione. Ora però sembra proprio che anche gli automobilisti del Vecchio Continente siano sempre più propensi per questa tipologia di trasmissione, arrivando a preferirla nella maggior parte dei casi alla sorella manuale.

Trasmissioni scelte perché in grado di rendere ancora più confortevole l viaggio e capaci al giorno d’oggi di adeguarsi perfettamente ai numerosi sistemi di sicurezza e assistenza alla guida come a quelli di guida semi autonoma. Nelle ultime evoluzioni, soprattutto su veicoli elettrici, si è arrivati persino alla tecnologia “one pedal” che consente al conducente di guidare il veicolo azionando unicamente il pedale dell’acceleratore che funge anche da freno nelle fasi di rilascio.

“Ci stiamo americanizzando anche in Europa, dove il cambio manuale ancora oggi è presente sul 65 per cento della produzione. Nei prossimi anni vedremo una progressiva e consistente riduzione dei cambi manuali e, a partire dal 2024, che vediamo come anno della svolta, assisteremo al sorpasso dei cambi automatici anche in Italia”, racconta Alessandro Vitali, direttore EMEA Regional & Steering Key Account Manager di ZF. Secondo le ricerche in possesso di ZF, il cambio manuale resisterà ancora lungo in Russia, Brasile e in India dove per almeno 10 anni sarà il più usato. In Cina, nonostante il grande sviluppo delle auto elettriche, il manuale ha ancora il 45 per cento del mercato. Oltre che in America, il cambio manuale è invece in progressiva sparizione anche in Giappone.

“Attualmente il mercato delle supercar sportive che in Europa vende 35 mila unità all’anno è dominato dai cambi automatici che garantiscono una velocità di cambiata straordinaria sotto i 50 millesecondi. L’evoluzione delle tecnologie li ha resi insostituibili anche per chi cerca una guida sportiva”, racconta l’ingegner Paolo Mantelli, head of sales and brand development light vehicles di Dana, azienda leader nei cambi sportivi di alta gamma che da Torino fornisce cambi per Lamborghini, McLaren e Aston Martin dopo esser stata per anni partner anche di Ferrari.

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